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Eroica Fenice

Fringe, una serie tv con Anna Torv che non si dimentica

Fringe, la serie tv con Anna Torv che non si dimentica

Fringe, serie tv ideata dal genio di J.J. Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci, è andata in onda negli Stati Uniti dal 2008 al 2013. Nel 2009 è approdata anche sugli schermi italiani sui canali a pagamento di Mediaset Premium, e l’anno successivo in chiaro.

Il titolo fa riferimento ad una divisione interna all’FBI di Boston che si occupa di indagini relative alla scienza di confine (fenomeni inspiegabili scientificamente), appunto la Fringe Science.

Fringe, la trama

Olivia Dunham (l’attrice australiana Anna Torv) è un’agente chiamata a risolvere alcuni casi legati ad una serie di fenomeni paranormali, che rientrano in quello che la Sicurezza Nazionale americana ha nominato Lo Schema. Quando si ritrova davanti ad un aereo atterrato, in cui viaggiatori e membri dell’equipaggio sono tutti inspiegabilmente morti, decide di rivolgersi allo scienziato Walter Bishop (John Noble, volto noto per aver interpretato un personaggio della famosa saga di Jackson: “Il Signore degli Anelli”), esperto in casi di controllo della mente, teletrasporto e mutazione genetica. Olivia si ritrova così a collaborare con Walter, il figlio Peter Bishop (Joshua Jackson) e l’agente Astrid (Jasika Nicole). Philip Broyles (Lance Reddick) è l’agente speciale a capo della Divisione Fringe.

Produzione e curiosità sulla serie con Anna Torv

Per la produzione della serie i registi hanno tratto ispirazione da diverse fonti: il film di fantascienza di Ken Russel, Stati di allucinazioni, il premio Golden Globe per la miglior serie drammatica X-Files, e la serie tv Ai confini della realtà.
A parte la prima stagione, interamente girata a New York, le riprese del pilot e del resto della serie sono avvenute a Toronto (Canada).

Ogni episodio è caratterizzato da quello che Abrams ha definito il codice della serie, ossia una serie di fotogrammi istantanei (una mela, un cavalluccio marino, un volto, una mano), definiti gilfi, che hanno lo scopo di incuriosire il telespettatore e di aiutarlo a decifrare il mistero. Negli episodi italiani, molti di questi gilfi sono stati tagliati.

Fringe: l’impronta di J.J. Abrams e un cast perfetto

Ciò che rende Fringe una serie tv memorabile è la firma di Abrams che seduce: ogni puntata si macchia di mistero e sovrannaturale, si generano sempre nuove domande, nuovi enigmi, nuove scoperte. D’altronde Abrams è un maestro in questo, (basti citare “Lost”, “Alias”, “Person of Interest”) solo che Fringe dà sempre le risposte -alcune a distanza di tempo- e la soluzione degli enigmi.

Quando alla bravura dei produttori e ad una trama fluida e avvincente, si unisce un cast eccellente, allora una serie tv può essere annoverata tra le migliori. Gli attori principali calzano a pennello il ruolo assegnato: perfetta Anna Torv nel molteplice ruolo di agente ineccepibile al servizio dell’America, di donna innamorata e, più avanti, di persona smarrita.
Indimenticabile l’interpretazione di John Noble nello scienziato divertente e un po’ smemorato, e in quella di padre premuroso nei confronti del figlio Peter: un affascinante Joshua Jackson, prima nel ruolo di truffatore e poi perfettamente calato in quello di “agente” preparato e competente (ben lontano dal Pacey Witter di Dawson’s Creek).

Fringe: una serie tv che non si dimentica

Di serie tv l’America ne produce a bizzeffe: alcune non vale la pena di guardarle, altre risultano piacevoli da seguire, e poche elette rientrano tra quelle serie di cui non si può fare a meno, quelle che ti attraggono da subito, quelle che non dimentichi mai. Tra queste ultime rientra Fringe.