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Il diritto di opporsi: una storia di giustizia e redenzione | Recensione

Il diritto di opporsi

Il diritto di opporsi è un film americano del 2019 basato sulla storia vera di Walter McMillian, un detenuto afroamericano alla ricerca della giustizia. Il regista del film è Destin Daniel Cretton, mentre gli attori principali sono Michael B. Jordan e Jamie Foxx, conosciuti rispettivamente per i film Creed e Django. Il film è basato sul libro autobiografico di Bryan Stevenson, il fondatore dell’Equal Justice Initiative, un’organizzazione con sede in Alabama che si occupa di combattere la discriminazione razziale e sociale, fornendo aiuto a persone vulnerabili della società americana come detenuti innocenti, neri e poveri. Il film mostra la battaglia tra Stevenson e il sistema di giustizia penale, un sistema corrotto e accecato dal razzismo e dalla povertà.

Trama

Il diritto di opporsi è ambientato nel 1987, in Alabama. Il boscaiolo Walter McMillian stava lavorando nel bosco quando viene arrestato per un omicidio che non ha commesso. Walter, infatti, insiste sul fatto che quel giorno si trovava ad una cena insieme a diversi testimoni, ma, nonostante le varie testimonianze, nonché l’assenza di prove fisiche evidenti che provassero la sua colpevolezza, Walter viene ugualmente condannato a morte in seguito a una testimonianza di un detenuto bianco, Ralph Myers, il quale voleva a tutti i costi evitare la pena di morte. Quando tutto sembrava perduto, Bryan Stevenson, un afroamericano diventato da poco avvocato, si trasferisce in Alabama e decide di aiutare McMillan nella sua ricerca della giustizia. Tuttavia inizialmente Walter rifiuta l’aiuto di Stevenson, vedendo il suo caso come una inutile perdita di tempo. Successivamente, però, si rende conto che Stevenson è un uomo in gamba e molto determinato e decide quindi di accettare.  Alla fine, dopo anni di sforzi, Stevenson riesce a ottenere un nuovo processo per McMillan, in cui Myers ammette che la sua testimonianza originale era falsa e nel 1993, dopo aver trascorso sei anni nel braccio della morte, Walter McMillian ottiene finalmente giustizia e viene liberato.

I problemi nel sistema di giustizia penale degli Stati Uniti

Il diritto di opporsi è una denuncia al sistema di giustizia penale degli Stati Uniti. Un dato incredibile è che gli Stati Uniti ospitano non solo il 5% della popolazione mondiale, ma anche il 25% dei prigionieri mondiali: è senza dubbi il Paese con il tasso di incarcerazione più alto al mondo. Inoltre, un uomo nero su tre, con un’età tra i 18 e i 30 anni, è in prigione, in libertà vigilata o in libertà condizionale. Tuttavia, bisogna precisare che il sistema non è compromesso soltanto dal razzismo, ma anche dalla povertà: infatti, negli Stati Uniti, un individuo ricco a colpevole viene trattato molto meglio rispetto ad uno povero e innocente. Oltre a ciò, lo stato dell’Alabama, come altri stati americani, priva permanentemente del diritto di voto coloro che hanno una condanna penale sulla fedina. Come conseguenza d ciò, attualmente, in Alabama, il 34% della popolazione maschile nera ha perso permanentemente il diritto di voto. Il film è anche visto come una critica alla pena di morte, ancora presente in più di 20 stati degli Stati Uniti. Lo strumento della pena di morte in America è segnato dagli errori: per ogni nove persone che sono state giustiziate, una si è rivelata essere innocente. Si tratta di un tasso di errore sorprendentemente alto. Eppure, negli stati del Sud è 11 volte più probabile ricevere la pena di morte se si è bianchi, mentre se si è neri il tasso di probabilità arriva addirittura a raddoppiare. Il diritto di opporsi ci apre la mente all’analisi di questo problema.

La speranza come motore per un futuro migliore

Perché guardare Il diritto di opporsi? Ecco, si tratta di quel tipo di film che vale la pena guardare e discutere perché la storia che racconta continua ad essere rilevante. Anche se gli eventi del film si svolgono oltre 30 anni fa, molti dei problemi che vengono mostrati possono essere visti tranquillamente anche oggi.  È vero, non si può negare che il sistema di giustizia americano sia migliorato nel tempo, ma ciò non vuol dire che non ci siano ancora problemi profondamente radicati e, alla luce di ciò, non possiamo far finta di non vedere. Cambiare il mondo per il meglio è possibile ma, come dice lo stesso Bryan Stevenson: « non possiamo cambiare il mondo solo con le idee nella nostra mente, abbiamo bisogno di convinzione nei nostri cuori, di rimanere speranzosi, perché la mancanza di speranza è nemica della giustizia. La speranza ci permette di andare avanti anche quando la verità è distorta dalle persone al potere, ci permette di alzarci quando ci dicono di sederci e di parlare quando ci dicono di stare zitti. ».

Fonte immagine: locandina del film “il diritto di opporsi”

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