Il male, nel cinema, ha trovato fin dalle sue origini, una delle sue fonti narrative più potenti. I cattivi non sono semplici antagonisti, ma specchi deformanti delle nostre paure, dei nostri conflitti interiori, delle tensioni sociali. Attraverso di loro, il pubblico esplora i confini tra bene e male, spesso scoprendo che la linea di separazione è più sottile di quanto sembri. Ma chi sono i grandi cattivi sullo schermo?
Indice dei contenuti
I cattivi più iconici del cinema
| Personaggio | Film | Caratteristica principale |
|---|---|---|
| Norman Bates | Psycho | Doppia personalità e legame morboso con la madre |
| Hannibal Lecter | Il silenzio degli innocenti | Cannibalismo e intelletto superiore |
| Lord Voldemort | Harry Potter | Ossessione per il potere e la purezza del sangue |
Il male nel cinema: 1960, Norman Bates
All’interno del film Psycho di Alfred Hitchcock, basato sull’omonimo romanzo di Robert Bloch del 1959, il protagonista è Norman Bates, giovane proprietario e gestore del Bates Motel in California, il quale vive con l’anziana e invalida madre Norma. A prima vista sembra il tipico giovane bravo, adorabile e un po’ imbranato, con le sue insicurezze, ma il giovane nasconde un “lato oscuro” del quale egli stesso non è perfettamente consapevole, cioè un’attrazione nei confronti del sesso femminile caratterizzata da un latente senso di colpa e dai risvolti estremamente violenti, determinato dal legame morboso e possessivo con la madre che disprezza, ma di cui allo stesso tempo non può fare a meno. Ogni qualvolta compie i suoi delitti, Norman indossa abiti della mamma e si serve di un coltello da macellaio per uccidere le proprie vittime. Quando ritorna in sé si risveglia come da un sonno profondo senza alcun ricordo degli omicidi e, convinto che a commettere gli omicidi sia stata sua madre, occulta ogni prova per proteggerla, gettando i corpi in una palude nelle vicinanze del motel. Il personaggio di Norman è chiaramente ispirato alla figura del serial killer Ed Gein, il quale aveva lo stesso rapporto morboso con la madre Augusta e uccideva donne prettamente di mezza età che le ricordavano sua madre, come a volerla riportare in vita, dopodiché ne conservava varie parti del corpo. Psycho è considerato un vero e proprio capolavoro della cinematografia che apre la strada al genere dell’horror psicologico, poiché Hitchcock ci insegna una cosa molto importante: il vero mostro può essere una persona qualunque. Il protagonista non è un ‘mostro’ sovrannaturale, ma una persona apparentemente normale, dimostrando che l’orrore più potente non nasce dai mostri, ma dalla mente umana.
1991, Hannibal Lecter
Il film Il silenzio degli innocenti ci dona un altro dei cattivi che hanno dominato la storia del cinema, Hannibal Lecter. Egli è un medico psichiatra e un esperto criminologo, nasce in Lituania poco prima della seconda guerra mondiale da una ricca famiglia aristocratica e trascorre la sua infanzia, fino all’età di otto anni, in un antico castello assieme ai genitori e alla sorella Mischa. Per sfuggire alle atrocità della guerra la sua famiglia decide di trasferirsi in una casa tra i boschi. Qui, sul finire della guerra, Hannibal vede morire i propri genitori in seguito all’attacco di uno Stuka. Hannibal e Mischa sono gli unici superstiti. Alcuni giorni dopo la casa è occupata da un gruppo di Volksdeutsche lituani, che tengono in ostaggio i due piccoli. A causa della mancanza di cibo gli uomini uccidono e divorano la piccola Mischa e allo stesso Hannibal, confuso dalla fame e dal freddo, vengono fatte mangiare con l’inganno parti del corpo della sorella. Ed è proprio da questo trauma che probabilmente Hannibal sviluppa in seguito una delle sue caratteristiche da killer, cioè il cannibalismo: egli non solo uccide le sue vittime, che dovrebbero essere nove, ma si ciba anche di loro oppure cucina le parti del corpo e le offre come cena. Egli è un cattivo che non domina con la forza ma con l’intelletto, ogni sua parola è misurata, ogni sguardo carico di minaccia. Lecter incarna un male lucido e consapevole, capace di manipolare chiunque grazie a una conoscenza profonda dell’animo umano.
2005, Lord Voldemort
Diversamente dai primi due che sono serial killer, questo è invece il principale antagonista della saga cinematografica Harry Potter, ispirato ai romanzi di J.K. Rowling. Compare per la prima volta, dopo aver riottenuto un corpo fisico, all’interno del film Harry Potter e il calice di fuoco. Il suo nome di battesimo è Tom Marvolo Riddle, ed è l’ultimo discendente in linea diretta di Salazar Serpeverde da parte della madre. Cresce in un orfanotrofio, dove scopre a poco a poco i suoi poteri magici, utilizzandoli per fare del male agli altri bambini, inoltre scopre anche di poter parlare con i serpenti, e queste scoperte fanno nascere in lui l’idea di essere superiore agli altri. Al compimento degli undici anni, Silente giunge all’orfanotrofio per convincerlo a frequentare la scuola di magia di Hogwarts. Qui Tom viene smistato nella casa di Serpeverde e si dimostra uno studente modello. A scuola Riddle scopre che il padre, il quale aveva sempre creduto essere un mago, in realtà non lo era, capendo di aver ereditato il sangue magico dalla madre, la quale era stata abbandonata dal padre di Tom quando era ancora incinta, dopo aver scoperto la natura magica di lei. Tom scelse di modificare il suo nome per rinnegare l’ascendenza babbana del padre, assume quindi l’identità di Lord Voldemort anagrammando le lettere del suo nome. Da qui egli diventa il mago oscuro più grande e temuto di sempre, e uno tra i maghi più potenti e capaci di tutti i tempi. La paura che incute tra la gente è così grande che la maggior parte delle persone addirittura rifiuta di pronunciare il suo nome, chiamandolo solitamente “Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato” o “Tu-Sai-Chi”. Egli è un cattivo che incarna in assoluto il male nel cinema, privo di empatia, persegue degli ideali di purezza di sangue e di superiorità della popolazione magica nei confronti di quella babbana, e, ossessionato dal potere e dall’immortalità, è disposto a distruggere chiunque pur di dominare. Voldemort rappresenta la paura della diversità, l’odio ideologico e la volontà di controllo totale, infatti l’autrice ha dichiarato che egli ricorda in qualche modo alcuni famosi dittatori del XX secolo, e nell’ideare la sua battaglia per la superiorità dei maghi purosangue si sarebbe ispirata ad Adolf Hitler ed alle idee razziste del nazismo.
Il male nel cinema è un argomento spinoso e controverso, per il fatto che, nonostante questi personaggi siano la maggior parte degli spietati serial killer, o, comunque degli antagonisti senza pietà, tuttavia noi ne subiamo un certo fascino, e per molte persone, spesse volte, i personaggi preferiti non sono i protagonisti principali, dotati di bontà, lealtà, o gentilezza, ma sono proprio i cosiddetti villain.
Fonte immagine in evidenza: Pixabay
Articolo aggiornato il: 10/01/2026

