Il Mohicano di Frédéric Farrucci è un monito contro le mafie e un manifesto sull’importanza di preservare la natura attorno a noi.
Scheda tecnica del film Il Mohicano
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Regista | Frédéric Farrucci |
| Protagonista | Alexis Manenti |
| Ambientazione | Corsica |
| Premi vinti | Persona Lavoro Ambiente |
| Data della prima romana | 8 maggio 2025 |
Indice dei contenuti
Il Mohicano, diretto da Frédéric Farrucci, qui al suo secondo lavoro dietro la macchina da presa, è sbarcato a Roma presso il Cinema Farnese, l’8 maggio del 2025. Presenti alla prima il regista e l’attore protagonista, lo straordinario Alexis Manenti, attore francese già balzato agli onori della critica cinematografica per la sua magniloquente interpretazione ne “I Miserabili”, pellicola pluripremiata uscita nel 2019.
Il Mohicano: l’essenziale è invisibile agli occhi
Il Mohicano è un film essenziale, asciutto, senza fronzoli o chissà quale artificio di regia o sceneggiatura. Essenziale e semplice, come il suo protagonista, il pastore Joseph; un uomo semplice, di poche parole, eppure in grado di comunicare tutto attraverso degli occhi magnetici, realmente in grado di recitar “l’incanto nei boschi senza sentiero” di Lord Byron.
Il Mohicano: natura viva
La pellicola di Farrucci non funge solo da megafono culturale e sociale per la lotta contro le mafie, ma è un vero e proprio omaggio alla natura incontaminata, a quello stare in simbiosi con la natura che oggi sembra essere poco più che un ricordo sfocato: un’attenzione particolare alla natura, al lavoro e alla dignità umana che al film è valso il premio Persona Lavoro Ambiente, consegnato proprio il giorno della prima romana.
Joseph si mescola alla natura, divenendo egli stesso albero, cespuglio, ramo. L’amore che dimostra per il proprio appezzamento di terreno, per le sue capre e più in generale per una vita fatta di piccole cose riesce a tratti a commuovere. Un uomo talmente legato alla ruralità da essere rimasto praticamente l’ultimo pastore della vallata, o meglio, l’ultimo dei “Mohicani“.
L’ultimo dei Mohicani
L’ultimo dei Mohicani, dicevamo. L’ultimo a voler lasciare andare la terra, ma anche l’ultimo ad arrendersi ai soprusi della mafia presente in Corsica. Un rifiuto di cedere che innescherà tutta la narrazione del film. Un rifiuto che non è un rifiuto ideologico, sociale o politico, quanto più personale, per certi versi intimo. Joseph diventa eroe e oppositore della Mafia quasi senza volerlo; un Falcone o un Borsellino dei campi, che ridicolizza i prepotenti per eccellenza semplicemente abbracciando un albero e portando al pascolo le capre.
Perché neanche tutto il denaro del mondo potrebbe comprare quella calma interiore che ti irradia il corpo e l’animo mentre osservi il sole tramontare sulle verdi colline al termine di una giornata di lavoro certamente estenuante, ma che non baratteresti per nessun’altra cosa al mondo.
Immagine in evidenza: foto scattata presso il Cinema Farnese, l’8 maggio del 2025 durante la prima romana del film, fonte: archivio personale
Articolo aggiornato il: 17 Febbraio 2026

