Home | Cinema, serie e tv | Il talento di Mr. Ripley | Recensione

Il talento di Mr. Ripley | Recensione

Il talento di Mr. Ripley (titolo originale: The Talented Mr. Ripley) è un film del 1999 del regista Anthony Minghella. La pellicola è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Patricia Highsmith, ma non è la prima: nel 1960 usciva nelle sale Delitto in pieno sole, con la regia di René Clément e Alain Delon nei panni di Tom Ripley. Tra i critici che apprezzano di più l’adattamento del 1960 vi è James Berardinelli, il quale afferma:

“Matt Damon potrebbe essere un Ripley credibile, ma solo agli occhi di coloro che non hanno mai visto il Ripley di Alain Delon.”

Il talento di Mr. Ripley, trama del film

Il protagonista de Il talento di Mr. Ripley è Tom Ripley (Matt Damon), ragazzo di bassa estrazione sociale e di grande cultura, che vive alla giornata facendo lavori saltuari. Ad una festa dell’alta borghesia newyorkese si trova a sostituire un suo amico al piano e indossa la giacca dell’università di Princeton di quest’ultimo. Viene avvicinato da Herbert Greenleaf, magnate dell’industria navale, che a causa della giacca lo scambia per un compagno di studi del figlio Dickie (Jude Law) e gli offre un lauto compenso per riportare quest’ultimo a casa e fargli mettere la testa a posto. Tom asseconda il malinteso e non si fa sfuggire quella che per lui è l’opportunità di una vita. 

Al suo arrivo a Mongibello (località fittizia nel sud Italia) si presenta a Dickie come un suo vecchio compagno di corso e sebbene la titubanza iniziale di quest’ultimo, riesce ad entrare nelle sue grazie. L’immaginario de Il talento di Mr. Ripley si può identificare con la “dolce vita”: le giornate si susseguono tra pranzi in veranda, giri in barca, pomeriggi passati sotto il sole e Tom rimane ammaliato dallo stile di vita scanzonato di Dickie a tal punto che capisce di volerne far parte a tutti i costi. Ben presto quello che da principio era nato come un equivoco si trasforma in una rete di menzogne abilmente intessute da Tom, che con la sua aria sprovveduta e bonaria riesce a nascondere quasi a tutti la sua scaltrezza e il suo piano machiavellico.

Tom Ripley: povero emarginato o scaltro arrampicatore sociale?

Quella rappresentata nel film Il talento di Mr. Ripley è la ricca borghesia americana, o meglio a voler essere più precisi, i suoi rampolli. Ragazzi e ragazze che per alleggerire le incombenze legate a un nome di alto profilo, lasciano gli Stati Uniti verso altri lidi. È così per Dickie, che passa le giornate senza alcuna preoccupazione godendo di tutto ciò che la vita ha da offrigli. 
Questo è un mondo che Tom finora ha potuto ammirare solo di sbieco e una volta avutone un assaggio sente di non potervi rinunciare. 

Una riflessione che emerge dopo aver visto Il talento di Mr. Ripley è questa: chi disprezza il proprio padre e i suoi soldi, seppur vivendo sulle sue spalle, è meritevole di quella ricchezza? Sembra quasi un’amara giustificazione davanti alla macchinazione di eventi ingegnata dal protagonista. Tom infatti pare non lasciarsi scomporre dalla catena di inganni che si susseguono per portare avanti la sua messa in scena e la sua coscienza sembra non essere turbata neanche davanti agli atti più efferati. Un rimorso momentaneo non è abbastanza per riportarlo alla realtà. Lo si vede rincorrere il sogno di una vita da esteta, in cui lo smembrarsi della sua identità e la finzione sono gli elementi necessari per vivere la vita alle sue condizioni. 

“Preferisco essere un finto qualcuno che una nullità!”

Il talento di Mr. Ripley è un film che trascina lo spettatore in un gioco macabro e crudele. È la storia di un ragazzo pronto a rinnegare se stesso davanti al compromesso di un agiato domani.

 

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

Altri articoli da non perdere
Saporì, quando la pizza incontra il fine dining e i vini vicani
Saporì

Saporì a Seiano di Vico Equense, al via il primo appuntamento di “Saporì: la pizza diventa esperienza” Con il suo Scopri di più

6 anni di MiRaggi Gioielli: una storia di luce che continua a brillare grazie alla sua community

Il brand romano celebra il suo sesto anniversario, un traguardo raggiunto accompagnando migliaia di clienti nelle tappe preziose della loro Scopri di più

Angeli nell’islam: chi sono e qual è il loro ruolo
Gli angeli nell'Islam: che ruolo hanno?

L'Islam è la religione monoteista rivelata da Allah a Maometto, la seconda per numero di fedeli al mondo. Il suo Scopri di più

La fabbrica dei sogni, Sal da Vinci al Diana
La fabbrica dei sogni

“La fabbrica dei sogni” di Sal Da Vinci torna finalmente sul palco del Teatro Diana di Napoli dal 10 maggio Scopri di più

Strumenti a fiato: cosa sono, classificazione ed esempi
Strumenti a fiato

Strumenti a fiato: cosa sono e quali sono? Gli strumenti a fiato, definiti anche aerofoni, sono strumenti musicali che permettono Scopri di più

Non posso narrare la mia vita (Mercadante) | Recensione
Non posso narrare la mia vita (Mercadante) | Recensione

Dal 10 dicembre al 7 gennaio va in scena al Teatro Mercadante di Napoli Non posso narrare la mia vita, Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Sara Gallo

Vedi tutti gli articoli di Sara Gallo

Commenta