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Eroica Fenice

Into the Wild: 10 anni di avventura

Into the Wild: 10 anni di avventura

Into the Wild è un film tratto da una storia vera, immediato e di forte impatto. Il regista Sean Penn racconta, con la sua pellicola, la commovente vicenda sul senso della libertà e sul potere della natura. Il capolavoro diretto da Sean Penn con protagonista Emile Hircsh quest’ anno spegne dieci candeline: usciva nelle sale italiane nel 2008, ottenendo grandi consensi di pubblico. Per festeggiare i 10 anni di avventura di Chris McCandless si ripropone questa pellicola diventata di culto degli anni 2000.
Into the Wild è una storia emblematica in grado di analizzare il senso profondo della vita, della sofferenza umana e della solitudine.
Emile Hirsch ha vinto il premio come migliore attore dal National Board of Review. Il film è stato presentato alla Festa Internazionale di Roma, aggiudicandosi il Premio Fastweb nella sezione Première.

Into the Wild: 10 anni di avventura – Trama del film

L’incredibile avventura di Chris McCandless, il ragazzo americano che nel 1992, sotto il nome di Alexander Supertramp, abbandonò una vita comoda e sicura con un futuro assicurato ma scontato per scegliere la solitudine delle terre selvagge del profondo West Americano fino a giungere in Alaska: la sua storia divenne un fantastico libro di Jon Krakauer (“Nelle terre estreme”) e poi un famosissimo film (Into the Wild). Il regista Sean Penn riesce a raccontare con estrema semplicità la storia di un ragazzo alla ricerca di se stesso mostrandone i sogni, l’inquietudine e gli errori.

Into the Wild – Perché Chris ci parla ancora

Into the Wild è l’avventura reale vissuta da Chris McCandless che è ritenuto sia simbolo estremo di libertà e autodeterminazione, sia solo un incosciente. In realtà l’idea centrale del film è il disgusto di un ragazzo nei confronti della società consumista e materialista: Chris desiderava provare l’esperienza di vivere completamente immerso nella natura, sperimentando un’esistenza più autentica e avventurosa. Into the Wild ancora oggi dopo 10 anni è estremamente attuale, perché molte persone della nostra società provano disillusione ed insoddisfazione, poiché vivono una vita artificiosa e priva di avventura, dominata da un mondo astratto e virtuale, un mondo di apparenza.
Oggi si vive un’esistenza basata sui lussi tecnologici e di vario genere, sull’insoddisfazione generale delle persone legata alla mancanza di valori. Come dimostra il film del 2008 ancora oggi nel 2018 rinnegare il consumismo e la società ipocrita sarebbe una scelta giusta. Chris rappresenta ognuno di noi, poiché con coraggio si cala in una dimensione primordiale che permette all’animo umano di avvicinarsi all’essenza della vita.
Un invito alle persone della nostra società tecnologica, che è divenuta egoista e poco solidale, a non essere così dipendenti dalle cose materiali che si acquistano, infatti Chris pronuncia la celebre frase Io non voglio sempre cose cose cose!

Into the Wild: 10 anni di avventura e di valori morali

Chris era caratterizzato da un forte idealismo e già prima della sua partenza aveva rinunciato al benessere e ai privilegi che gli garantiva la sua famiglia, sapeva che il viaggio che l’avrebbe condotto in Alaska sarebbe stato colmo di difficoltà.
Il protagonista che aveva cambiato il suo nome in Alexander Supertramp non desiderava fuggire per sempre dalla civiltà, voleva piuttosto distaccarsene temporaneamente per poter rinascere. “Intendeva inventarsi una vita nuova, una vita in cui fosse possibile immergersi nelle esperienze senza filtri di alcun genere”, scrive Krakauer. Il ragazzo non fuggiva solo da una società alienante, ma anche dai propri traumi familiari, derivati dalla scoperta della bigamia del padre.
La scelta di Chris è una scelta “fuori dal mondo”, un tirarsi fuori dalla “catena di montaggio” che la nostra società materialistica ci impone.

Into the Wild: 10 anni di avventura –  Protagonista e Tematiche

La grande bravura ed espressività  di Emile Hircsh permettono allo spettatore di immedesimarsi in un ragazzo tormentato che non viene dipinto né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo. Il regista Sean Penn ha una grande maestria nel miscelare tematiche diverse e complesse: il fascino della natura selvaggia, le difficoltà dei legami di sangue, l’individualismo come reazione estrema ad una forte esigenza di essere amati.
Sean Penn alterna gli ampi spazi dei diversi paesaggi al costante senso di vuoto del ragazzo. Nel film ritroviamo alcune tematiche importanti tra cui:
1. Importanza del contatto uomo-natura in contrasto con l’artificiosità dei contatti telematici e cibernetici di oggi
2.Valore della scoperta e curiosità verso il mondo: non c’è scoperta senza curiosità. Essa è il motore di ogni movimento.

Il vero senso del film: la Condivisione

La ribellione del giovane protagonista è contro l’ipocrisia della sua famiglia e la corruzione della società.
Chris McCandless è un ragazzo che desidera la genuinità e la libertà personale, un ragazzo che si interroga sulla natura dei rapporti sociali e su quanto siano ipocriti e sceglie la strada della solitudine (e non dell’isolamento) per trasformarsi interiormente e per trovare una nuova consapevolezza e condividerla al suo ritorno.

Il film termina con un messaggio chiave: Happiness is only real when shared (La felicità è reale solo se condivisa) che dal 2008 risulta attuale ancora oggi.

Fonte immagine: MYmovies.it

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