La sirenetta: una storia ancora molto moderna

La sirenetta: una storia ancora molto moderna

Si è parlato tanto nell’ultimo anno del live action de La sirenetta, remake dell’omonimo film d’animazione del 1989 firmato Disney. Sono subito state rivolte alcune critiche alla nuova versione, tra cui la scelta dell’attrice, che da alcuni non è stata approvata perché non somigliante all’aspetto della sirenetta animata. Ma tralasciando polemiche e critiche su questa pellicola, conviene invece soffermarsi sulla precedente versione animata, e sulle critiche che attualmente vengono rivolte alle fiabe delle principesse Disney in generale. Esse hanno fatto crescere intere generazioni, ma oggi vengono attaccate come esempio di cultura patriarcale, donne passive, conquistate dagli uomini. Anche La sirenetta è finita nel calderone di queste controversie. Ma è davvero giusto definire la rossa Ariel un simbolo del patriarcato? In realtà no.

La sirenetta, una protagonista ribelle

Andando ad analizzare l’opera, è palese che Ariel fin dall’inizio della storia è enormemente affascinata dal mondo terrestre, spesso nuota verso la superficie e ammira gli umani, questo ben prima di incontrare Eric, l’uomo di cui si innamora. Per di più si oppone spesso alla volontà del padre, che le vieta duramente di esplorare il mondo in superficie perché lo ritiene pericoloso. Ariel quindi dimostra subito di non seguire gli ordini che le vengono impartiti dall’autorità paterna, e questo è proprio l’opposto del concetto di patriarcato. Andando avanti Ariel, durante una delle sue perlustrazioni in superficie, salva Eric da un naufragio, restandone invaghita. Questa è l’ultima goccia che la spinge a rivolgersi a Ursula, la strega del mare, pur di poter diventare umana e avverare il suo desiderio di camminare sulla terra con tanto di gambe e piedi. Per cui Eric non è il motivo primario per cui la ragazza compie questa scelta, ma solo uno dei motivi. Tra l’altro è proprio lei ad avvicinarsi all’uomo per conquistarlo e non il contrario, come accade in altre storie.

Ariel, una principessa moderna

Se altre protagoniste delle fiabe sono donne costantemente in balia di pericoli da cui escono solo fortuitamente o grazie a degli uomini, Ariel sembra molto attiva nell’avverare i suoi desideri, che siano essere un’umana o conquistare l’uomo di cui si è invaghita. Anche se alla fine è proprio Eric a salvarla da Ursula, era stata lei precedentemente a strapparlo dall’annegamento. Inoltre, Ariel riesce finalmente a convincere il padre ad accettare la sua scelta e a rispettarla, così diventata definitivamente umana sposerà Eric e avrà anche una figlia, su cui si incentra il sequel. Per cui possiamo dire che se certamente alcuni personaggi hanno incarnato un ruolo non proprio emancipatorio, non è il caso de La sirenetta. Non dimentichiamo l’antagonista, Ursula, che a differenza delle altre cattive delle fiabe, che sono solo malvagie, ha invece un grande carisma, che ha contribuito a renderla iconica tanto quanto Ariel.

Quindi è meglio evitare di fare di tutta l’erba un fascio, perché potremmo scordarci di perle cinematografiche ancora molto moderne come La sirenetta.

Fonte immagine di copertina: Flickr

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A proposito di Teresa Errichiello

Nata nel 1995, laureata in Lettere moderne e Discipline della musica e dello spettacolo , grande appassionata di scrittura, arte, cinema ma soprattutto serie tv.

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