Lei (film) | Recensione

Lei

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata a far parte della vita di tutti: c’è chi la usa per studiare meglio, chi per farsi dare una ricetta con ciò che si ha in frigo e chi, addirittura, la utilizza per ricevere consigli amorosi. Proprio per questo, a volte, sembra di star chattando con un vecchio amico e, per quanto possa sembrare un’invenzione geniale, è lecito chiedersi quanto possa essere rischioso un utilizzo spropositato di questo strumento; potrebbe essere possibile provare addirittura dei sentimenti per l’IA? La risposta a questa domanda la si può avere guardando il film Lei del 2013 scritto e diretto da Spike Jonze che nel 2014 vince il premio Oscar alla migliore sceneggiatura originale. Il film parla del protagonista Theodore Twombly, interpretato da Joaquin Phoenix, che inizia ad avere uno strano rapporto con il nuovo sistema operativo di casa sua, animato da un’intelligenza artificiale di nome Samantha interpretata nella lingua originale da Scarlett Johansson e nel doppiaggio italiano da una magnifica Micaela Ramazzotti.

Trama del film Lei

In una Los Angeles di un futuro prossimo vive Theodore Twombly, un impiegato di una compagnia che si occupa di scrivere lettere per conto di altre persone. Nonostante per lavoro debba sempre scrivere di amori lunghi ed eterni, il protagonista vive un periodo infelice visto il recente divorzio dalla moglie Catherine, sua compagna fin dall’infanzia, che lo porta a vivere un profondo stato di solitudine. Durante le sue giornate, passate a giocare ai videogames, viene invogliato da una pubblicità ad acquistare un sistema operativo animato da un’intelligenza artificiale di nome “OS 1”. Una volta installato il sistema operativo in casa, sceglie una voce di interfaccia femminile di nome Samantha. Con il passare dei giorni Theodore e Samantha instaurano un legame molto forte tanto che il protagonista arriva a confidarsi con lei riguardo i suoi sentimenti nel firmare le carte del divorzio, suscitando un senso di gelosia da parte di Samantha. Il ragazzo, preoccupato per questi sentimenti malsani che prova nei confronti di un essere inanimato, ne parla con la sua cara amica Amy che gli rivela di star vivendo la stessa dinamica con il suo “OS 1”. Il protagonista dovrà fare una scelta che lo porterà inevitabilmente a mettere in discussione i suoi sentimenti per Samantha e per Catherine.

Film Lei: il bisogno di riempire un vuoto

Nonostante il film Lei appartenga sia al genere drammatico che a quello fantascientifico, non è un’utopia immaginare uno scenario del genere. Al giorno d’oggi non si è mai soli realmente perché anche quando non si è in compagnia basta uno smartphone, una televisione o un computer per connetterci con il mondo esterno così da alleviare quel dolore e quel vuoto che la solitudine porta. Theodore, inizia a innamorarsi di Samantha proprio perché essendo un sistema operativo conosce i suoi interessi, i suoi gusti, persino il suo modo di pensare: è quello che succede quando apriamo i nostri social preferiti e iniziamo a scorrere un feed costruito apposta per noi. Inoltre, il protagonista non è assolutamente abituato ad affrontare la solitudine, in quanto ha vissuto una vita intera con la sua ex moglie e quindi si accontenta di avere una compagnia sempre presente e disponibile ma che in realtà non esiste. Lei porta lo spettatore a identificarsi totalmente con Theodore per poi rendersi conto che quello è un amore impossibile, un semplice rimpiazzo di un rapporto vero che, però, è stato destinato a finire.

Un dialogo tra registi

Il regista di Lei, Spike Jonze, è l’ex marito della famosa regista Sofia Coppola che nel 2004 ha scritto e diretto il film Lost in translation – L’amore tradotto che vede come protagonisti la stessa Scarlett Johansson e Bill Murray in una commedia drammatica che riprende gli stessi temi di Lei. Sofia Coppola nel suo film lascia interpretare alla protagonista Charlotte i sentimenti di smarrimento e solitudine che la regista viveva durante il matrimonio con Jonze. Quest’ultimo, 9 anni dopo, risponde con un film che invece racconta come ha vissuto il divorzio dalla moglie lasciando che Theodore rappresentasse il dolore dovuto alla solitudine e infine dedica alla ex moglie le parole che lo stesso Theodore scrive in una romanticissima lettera d’addio per Catherine.

 Fonte immagine: Amazon

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