Ripercorrere la carriera di Marcello Mastroianni non significa limitarsi al cliché del “latin lover”, ma leggere in filigrana l’evoluzione stessa del cinema italiano dal dopoguerra in poi: la modernità inquieta, la crisi dell’identità maschile, l’ironia come difesa, il vuoto come paesaggio interiore. Il suo corpo scenico – fatto di esitazioni, sguardi obliqui e una recitazione apparentemente “in sottrazione” – ha trasformato l’anti-eroe in una figura emblematica, soprattutto nel dialogo con autori che ne hanno esaltato ambiguità e grazia. I film che seguono non sono soltanto tappe celebri, ma snodi decisivi per comprendere come Mastroianni sia diventato un volto-chiave dell’immaginario europeo: dai bagliori mondani di Marcello Rubini in La Dolce Vita fino alle modulazioni più intime e audaci di un interprete capace di reinventarsi, titolo dopo titolo, oltre ogni maschera.
Indice dei contenuti
Film consigliati con Marcello Mastroianni: cronologia e premi
| Titolo del film | Anno | Riconoscimenti / Genere |
|---|---|---|
| Divorzio all’italiana | 1961 | Oscar miglior sceneggiatura originale |
| Una giornata particolare | 1977 | Dramma storico con Sophia Loren |
| Oci ciornie | 1987 | Miglior interpretazione maschile a Cannes |
| I soliti ignoti | 1958 | Caposaldo della commedia all’italiana |
Marcello Mastroianni: il divo del cinema italiano
Marcello Mastroianni nasce a Fontana Liri, in provincia di Frosinone, il 26 settembre 1924. Considerato nel panorama cinematografico mondiale uno dei più grandi attori italiani di sempre, divo per eccellenza, è stato candidato per tre volte agli Oscar come migliore attore. Mastroianni si muove con naturalezza tra ruoli drammatici e comici, accanto ai grandi interpreti della commedia all’italiana – genere in voga negli anni ’60, capace di intrecciare commedia e dramma – come Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.
L’attore ciociaro si guadagna l’appellativo di divo del cinema italiano per le sue doti interpretative, per la profondità delle sue tonalità espressive, e per un carisma che non aveva nulla da invidiare ai volti più celebrati di Hollywood: gli occhi, spesso descritti come “disegnati” dall’eye-liner, e un profilo che gli conferiva un fascino quasi alla francese. In alcune interpretazioni, come nel cult Dramma della gelosia, colpisce soprattutto l’atteggiamento blasé, logorato dalla noia ma resistente al tempo: una maschera borghese che, scendendo a patti con la propria ombra, finisce per rendere la bellezza una forma di condanna. È un’immagine che dialoga con i canoni del cinema d’autore di maestri come Fellini e Visconti.
Divorzio all’italiana

Fefè Cefalù interpretato da Marcello Mastroianni in Divorzio all’italiana (Fonte: Wikipedia)
Il primo film con Mastroianni che vi proponiamo è Divorzio all’italiana. Presentato al Festival di Cannes 1962, vinse il premio come miglior commedia e ottenne tre candidature agli Oscar, conquistando la statuetta per la miglior sceneggiatura originale.
Considerato uno dei titoli più rappresentativi della commedia all’italiana, il film si inserisce in una sorta di trilogia che mette alla berlina i costumi della società italiana, insieme a Sedotta e abbandonata (1964) e Signore e Signori (1966). La pellicola racconta la vicenda di Ferdinando, detto Fefè, innamorato della cugina sedicenne Angela (interpretata da Stefania Sandrelli) e determinato a liberarsi della moglie, ormai indesiderata, con un sotterfugio: in quegli anni il divorzio non era previsto e sopravviveva ancora l’istituto del delitto d’onore. Con un inganno, Fefè spinge la moglie tra le braccia di un altro uomo per poi coglierla “in flagrante”, ucciderla e sposare Angela. Dopo tre anni di carcere, l’uomo riesce finalmente a convolare a nozze con la giovane, ma il matrimonio appare fragile sin dall’inizio. Nell’ultima scena, i due coniugi sono in barca, apparentemente sereni, mentre lei sfiora con il piede un altro uomo.
Una giornata particolare

Mastroianni e Sophia Loren in una scena di Una giornata particolare di Ettore Scola (Fonte: Wikipedia)
In questo film del 1977, diretto da Ettore Scola, Mastroianni recita accanto a Sophia Loren, diva indiscussa del cinema italiano e sua partner storica. Una giornata particolare si svolge il 6 maggio 1938, giorno della visita di Hitler a Roma, e racconta la giornata dal punto di vista di due vicini di casa, Gabriele e Antonietta. Gabriele, ex radiofonico privato del lavoro a causa del suo orientamento sessuale, trova in Antonietta un’improbabile complice durante la parata. In una scena di particolare intensità, Mastroianni dà corpo al dramma umano del personaggio quando Gabriele telefona al suo amato, Marco, e gli rivolge parole laceranti che restituiscono la solitudine di un uomo licenziato e segregato a causa della sua omosessualità.
Oci ciornie

Marcello Mastroianni interpreta Romano nel film Oci ciornie (Fonte: Wikipedia)
Oci ciornie (traslitterazione dal russo: “occhi neri”) è il terzo film con Mastroianni che vi presentiamo. Due uomini, su un piroscafo, raccontano le rispettive vite: Romano parla del suo matrimonio infelice con Elisa, mentre Pavel confida la propria relazione con una giovane donna che non lo ama. In una casa di cura, Romano conosce Anna, donna dolce e tormentata, di cui scoprirà solo più tardi di essersi innamorato. L’uomo si reca in Russia per cercarla: Anna ricambia il sentimento e lui le promette che lascerà la moglie per inseguire il loro amore. Tornato in Italia, però, Romano rinnega quelle promesse e resta con Elisa. Nel finale, Romano incontra di nuovo Anna e scopre che è la moglie dell’uomo russo a cui aveva raccontato la sua storia: nel rivedere quel volto, prova per lei una tenerezza che non aveva mai conosciuto prima.
I soliti ignoti

Il cast iconico de I soliti ignoti diretto da Mario Monicelli (Fonte: Wikipedia)
Caposaldo della commedia all’italiana, la pellicola è considerata uno dei grandi titoli del nostro cinema, spesso ricordata insieme alle opere in cui compare Claudia Cardinale. A Roma, un gruppo di scapestrati si riunisce per tentare il colpo grosso: svuotare la cassaforte del Banco dei Pegni. A capitanare la banda è il pugile balbuziente Peppe (Vittorio Gassman), che elabora un piano con Tiberio (Marcello Mastroianni), il siciliano Ferribotte, il vecchio Capannelle e il giovane Mario. Il gruppo si affida ai consigli dello scassinatore Dante Cruciani (Totò), mettendo a punto un piano che, naturalmente, non andrà come previsto. Celebre l’ultima scena: dopo il fallimento del colpo, l’unico “bottino” rimasto è un pentolone di pasta e ceci.
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