Cinema italiano: le opere e i 5 registi più importanti

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L’Italia è da sempre stato uno dei paesi più importanti a livello cinematografico; dal secondo dopo guerra fino agli anni ’80, il cinema italiano ha vissuto il suo periodo di massimo splendore. In questo articolo approfondiremo alcuni degli autori più importanti del Bel Paese e le loro opere più famose.

Il neorealismo di Roberto Rossellini e Vittorio De Sica

Uno dei generei italiani più famosi e riconosciuti all’estero è sicuramente il neorealismo. In Italia, negli anni successivi alla fine della II Guerra Mondiale, autori come Roberto Rossellini e Vittorio De Sica riescono, attraverso il neorealismo, a far accrescere la popolarità del cinema italiano in tutto il mondo. Il neorealismo è un genere cinematografico che prevede riprese all’aperto, utilizzo di attori non professionisti e trame che vertono soprattutto sulla situazione economica e morale delle classi meno abbienti nell’Italia del dopoguerra. Roma, città aperta del 1945, Paisà del 1946 e Germania anno zero del 1948, sono i 3 film più famosi di Roberto Rossellini che, con questa trilogia neorealista, porta su grande schermo la devastazione e la povertà causata dall’appena conclusa seconda Guerra Mondiale. Mentre Vittorio De Sica con i suoi Sciuscià del 1946 e Ladri di biciclette del 1948, riesce a vincere addirittura due premi Oscar come miglior film straniero. Ladri di biciclette è considerato dai più grandi cineasti della storia come un capolavoro, De Sica con la sua opera riesce ad immortalare una città come Roma in maniera perfetta, passando dalle piazze e vie del centro fino alle palazzine popolari delle periferie. La rappresentazione della classe proletaria di quel tempo è fotografata in maniera impeccabile dal regista italiano che, avvalendosi dei due attori protagonisti, centra in pieno la precaria condizione sociale di una larga parte di popolazione. Infine, per il neorealismo, va citato Luchino Visconti che è l’autore del primo vero e proprio film neorealista, Ossessione del 1943.

Pasolini, un intellettuale con la cinepresa

Poeta, scrittore, regista, sceneggiatore e attore, Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi intellettuali della storia italiana, è uno degli autori che più ha lasciato la sua impronta nel cinema italiano La filmografia di Pasolini varia da film di chiaro stampo neorealista, che testimoniano l’amore viscerale dell’artista bolognese verso le borgate e i sottoproletari, a film artisticamente più “alti”, al cui interno vengono trattati temi come religione, politica, potere e sessualità. Film come Accattone (film d’esordio di Pasolini) del 1961 e Mamma Roma del 1962, sono film chiaramente di stampo neorealista, ambientati nelle borgate romane e con protagonisti attori non professionisti (ad eccezione di Anna Magnani) scoperti in quelle stesse periferie romane tanto amate dal regista. Con il documentario Comizi d’amore del 1964, Pasolini mette su pellicola un interessantissimo documento della società italiana degli anni ’60. Grazie a domande su sessualità, lavoro, famiglia e divorzio, emerge il pensiero dell’italiano medio su questi complessi temi, in interviste girate in grandi città, piccoli paesini di campagna e su alcune spiagge italiane. Infine, bisogna citare quello che è stato il film più controverso della filmografia di Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma del 1975. Ultimo film girato dal regista prima della sua misteriosa morte, Salò o le 120 giornate di Sodoma è uno dei film più crudi mai girati, con una feroce critica al fascismo e a tutte le forme di potere autoritario. Il film, strutturato in 3 gironi infernali ripresi dalla Divina Commedia, tratta il tema dell’anarchia del potere e quanto quest’ultima sia pericolosa.

Il mondo magico del cinema italiano di Federico Fellini

I vitelloni, La strada, Le notti di Cabiria, La dolce vita, 8½ e Amarcord sono solo alcuni dei tantissimi capolavori di Federico Fellini, uno dei più grandi registi della storia del cinema italiano. Con le sue opere, conosciute e amatissime in tutto il mondo, Fellini riesce ad immergere lo spettatore in un mondo nuovo fatto di magia, sogni, circhi, esoterismo e clown. Fellini, all’interno delle sue opere, utilizza spesso episodi della propria infanzia, in particolare il rapporto con la famiglia, la religione e la sessualità, grazie ad espedienti quali personaggi, simboli e sequenze oniriche. Difatti, il cinema di Fellini è costellato di sequenze oniriche, grazie alle quali il cineasta riminese può dar pieno sfogo alla sua creatività. La summa della sua opera è 8½ del 1963, che racconta le vicende di un regista, interpretato da un fantastico Marcello Mastroianni, in piena crisi creativa. Il film, fortemente autobiografico come ammesso da Fellini stesso, è una delle migliori pellicole italiane e del cinema mondiale, in cui l’estro e la genialità del regista italiano raggiungono forse il loro picco massimo. Inoltre, a Federico Fellini va data la paternità di due termini che tutt’ora utilizziamo: paparazzo e amarcord. L’origine del primo va ricercata all’interno de La dolce vita, in quanto il cognome di uno dei foto reporter è per l’appunto “Paparazzo”. Per quanto riguarda amarcord, si tratta di una parola in dialetto riminese la cui traduzione è “io mi ricordo”, entrata nel linguaggio comune grazie al film di Fellini.

Il successo mondiale degli spaghetti western di Sergio Leone

Concludiamo questo viaggio tra i più importanti registi del cinema italiano con Sergio Leone. Leone divenne celebre per i suoi film western rivisitati in chiave “italiana” (da qui il nome spaghetti western), collezionando una serie di capolavori che hanno profondamente segnato la storia del cinema. Film come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo e C’era una volta in America, rappresentano capolavori che hanno rivoluzionato il modo di fare cinema. Con la sua Trilogia del dollaro, Leone riscrive un intero genere diventando uno dei maestri della settima arte, il sodalizio con l’attore Clint Eastwood e il compositore Ennio Morricone renderanno i suoi film iconici. Il suo più grande capolavoro resta però C’era una volta in America del 1984, un gangster movie con protagonisti Robert De Niro e James Woods. Con C’era una volta in America, ultimo film del regista romano, Leone mette su schermo un’opera d’arte, le cui inquadrature, movimenti di macchina, montaggio, sceneggiatura, colonna sonora e attori sono magistralmente diretti da Sergio Leone.

Fonte immagine copertina: Wikipedia

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