Mare dentro di Alejandro Amenábar | Recensione

Mare dentro di Alejandro Amenábar | Recensione

Mare dentro è il titolo di un film del 2004, diretto da Alejandro Amenábar, che narra la vera storia di Ramón Sampedro.

Mare dentro: la trama

Ramón Sampedro, ex marinaio, è tetraplegico da quando aveva 25 anni, a seguito di un incidente avvenuto a Playa de las Furnas in Galizia, Spagna. Da quel tragico giorno, l’uomo è costretto a restare a letto. Trascorrere il resto della sua vita in questa condizione non gli sembra degno e, per questo, Ramón desidera morire. Ramón era un uomo molto attivo, che amava i luoghi aperti, che andava da un luogo all’altro, radicato nella vita, ex marinaio e scrittore, appassionato del futuro dei giorni.

Recensione del film

Mare dentro, oltre a mettere in risalto il tema etico dell’eutanasia, racconta la vera storia di Ramón Sampedro, un pescatore galiziano che ha vissuto per ventotto anni paraplegico, dopo aver conosciuto il mondo attraverso numerosi viaggi come marinaio. Un incidente quasi mortale, avvenuto in mare, su una spiaggia della sua città natale, lo immobilizza dal collo ai piedi: solo la testa e il cervello rimangono sintonizzati come un orologio, mentre il resto del suo fisico si trasforma in massa inerte. Per scrivere, inventa un sistema che gli permette di trasportare il suo idealismo poetico e intellettuale con una matita che fa funzionare attraverso la sua dentiera. In Mare dentro, vediamo la storia non solo attraverso gli occhi di Sampedro, ma anche attraverso quelli dei suoi familiari e delle persone che si avvicinano a lui, principalmente la sua amica Sofia, (Lola Dueñas) e l’avvocato Julia (Belén Rueda).

Nel film vediamo come si sviluppa la vita della famiglia di Sampedro, un’umile famiglia di contadini di un villaggio vicino alla Coruña, senza tentativi di alterazione. Vediamo anche il personaggio di Sampedro, capace di arrabbiarsi, sorridere, difendere le sue idee… lo vediamo, in altre parole, per quello che era veramente. Ed è proprio per questo che il film riesce a farci emozionare: le reazioni dei personaggi ci emozionano perché probabilmente le nostre non sarebbero, poi, così differenti. Amenábar non nasconde la patetica reazione della società spagnola alla richiesta di suicidio di Sampedro, una richiesta che ha attirò un’importante copertura mediatica. Mentre i giudici evitarono di prendere una decisione che entrasse nel merito della questione, la Chiesa prese posizione contro la possibilità di un suicidio assistito. Nel film vediamo un freddo scontro tra Sampedro e un prete tetraplegico che Amenábar tratta con ironia ma, allo stesso tempo, anche con grande profondità. È questa, infatti, un’altra caratteristica positiva del film: resta ironico, nonostante il tema difficile trattato. Bellissima e commovente, magnificamente narrata, Mare dentro è una storia che distilla sensibilità, veridicità e talento. Javier Bardem affascina con un’interpretazione che fa tremare a colpo di voce e di sguardi. Belén Rueda è una scoperta felice e il resto del cast è sbalordito dal suo realismo. La direzione è morbida, curata, arricchita da una moltitudine di piccoli dettagli. Per tutto questo, ma soprattutto perché denuncia una delle più grandi ignominie che l’individuo come essere avente diritto alla libertà soffre di fronte alla civiltà contaminata dalla religione (la negazione del diritto di ogni persona a disporre con libertà del proprio corpo e della propria vita), Mare dentro è un film da non perdere. Cinematograficamente, essendo una storia dove si presume sia quasi impossibile schivare il melodramma e il formato telefilm,  il film commuove per la sua intelligenza emotiva e sottigliezza drammatica.

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