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Eroica Fenice

Milada, biografia di un’eroica attivista

Milada, biografia di un’eroica attivista

Disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix dal 12 gennaio, Milada è il film biografico sulla politica e attivista per i diritti umani cecoslovacca Milada Horáková.

Siamo negli anni ’30 a Praga dove la giovane giurista Milada Horáková (Ayelet Zurer), membro del partito socialista nazionale cecoslovacco prima e impiegata presso il dipartimento delle attività sociali poi, è anche attivista dei diritti civili e delle donne. Sposata con il compagno di partito Bohuslav Horák (Robert Gant) e madre della piccola Jana, durante l’occupazione nazista del suo Paese del 1939 aderisce al movimento clandestino della resistenza divenendone uno dei membri più importanti. Arrestata l’anno dopo dalla Gestapo e condannata a morte, successivamente, la sua pena viene trasformata in ergastolo con il seguente trasferimento, insieme al marito, nel campo di concentramento di Theresienstadt e poi in altre prigioni tedesche rimanendo in stato di reclusione per cinque anni. Milada, finita la guerra, entra attivamente in politica e sotto il regime comunista, viene nuovamente incarcerata con l’accusa di spionaggio per poi essere condannata all’impiccagione nel 1950.

Milada è l’omaggio cinematografico a un simbolo di rara coerenza

Diretto dal giovane regista cecoslovacco David Mrnka il film segue passo passo – rimanendo fedele ai fatti storici dell’epoca oltre che a quelli vissuti dalla protagonista – l’evolversi di ciò che una donna, colpevole di essere fedele ai propri principi, fu costretta a subire e sopportare durante anni di indicibili e indescrivibili difficoltà e instabilità non soltanto per quanto riguardava la politica. Quest’ultima viene aspramente criticata perché, d’altronde, un’ingiustizia resta comunque tale a prescindere dall’ideologia o il movimento politico durante la quale sia stata perpetrata. Nel caso della Horáková – ma nella storia si trovano esempi simili se non peggiori – l’ingiustizia subita pesa il doppio.

Ottima l’interpretazione dell’acclamata e talentuosa attrice israeliana Ayelet Zurer che, grazie a un’intensa espressività, ha realmente fatto sua la parte assegnatale riuscendo a trasmettere tutta la forza e la determinazione possedute da Milada. Ben curati, inoltre, i costumi, le musiche e le ambientazioni così come i dialoghi che rappresentano un indubbio valore aggiunto per la pellicola.

Milada si presenta in tutta la sua drammaticità agli occhi dello spettatore che ne riconosce e apprezza l’omaggio a una martire divenuta uno dei tanti simboli della lotta contro qualsiasi forma di vessazione e oppressione a livello nazionale e internazionale; una donna, figlia, sorella, moglie e madre che, svestitasi di tutti i suoi ruoli, ha sacrificato la sua vita pur di rimanere coerente al proprio sentire con una dignità e un coraggio tutti umani ma nient’affatto comuni.