NAZRA Palestine short film festival: la quarta edizione

Nazra

Il NAZRA Palestine short film festival nasce dalla collaborazione di “Restiamo umani con Vik”, “Centro italiano di scambio culturale-Vik” ed École cinéma. Si tratta di una manifestazione cinematografica, quest’anno ormai alla sua quarta edizione, che propone di volta in volta cortometraggi che hanno al centro il tema della questione palestinese.

La manifestazione ha avuto luogo quest’anno dal 20 al 22 ottobre in modalità online ma, dopo la sua inaugurazione, è stato stilato un calendario in base al quale il festival ha cominciato a viaggiare in diverse città italiane, con la possibilità questa volta di utilizzare vere e proprie aule e incontrare studenti in tutta Italia per un’esperienza “in presenza” delle proiezioni e non solo.

Dal 3 al 6 novembre il festival, gestito dalla docente Sabrina Innocenti, è stato ospitato a Napoli dalla Sala del Capitolo nel complesso monumentale di San Domenico Maggiore, in prossimità della piazza dall’omonimo nome. Le scuole coinvolte in questo caso sono state il liceo Elsa Morante di Napoli e l’istituto Adriano Tilgher di Ercolano. Qui il calendario delle prossime tappe dal sito ufficiale.

Gli “short film” proposti al NAZRA sono pellicole che variano da una durata di quattro minuti come nel caso di “Houwa” (4’44’’), ad una durata di 24 minuti, come nel caso di “Omar”. Il minimo comun denominatore delle storie che vengono rappresentate sono concetti di resistenza, liberazione ed espressione che vogliono mettere lo spettatore in uno stato di maggiore consapevolezza rispetto a come questi vengano vissuti nella vita quotidiana in un modo che, da questa parte del mondo, è difficile assorbire completamente.

Another Point of View è una pellicola presentata dalla regista palestinese Bilal Alkhatib. Si tratta della storia di Fadel, un ragazzo con un “disturbo mentale” che percepisce la realtà in maniera diversa da come la percepiscono gli altri. Il protagonista, appoggiato dalla sorella, passa tanto tempo a pensare a come sarebbe se la realtà funzionasse con dinamiche e forme diverse, per questo viene considerato da tutti un po’ matto. La quotidianità in cui vive Fadel è una realtà in cui è difficile esprimersi del tutto e creare un’alternativa immaginaria spesso può sembrare l’unica soluzione.

Il primo interrogativo davanti a cui viene posto lo spettatore è – riflessione messa in evidenza anche dall’introduzione proposta in sala dall’artista Franca Marini – se si tratti di una fuga dalla realtà giustificata dalla condizione specifica di esistenza o se si tratti della necessità di un sentire al di fuori della quotidianità che fa parte di ogni individuo, al di là del contesto in cui si vive. Ma probabilmente sono presenti qui entrambe le dinamiche: la necessità di esprimersi in una dimensione al di là del quotidiano tangibile a tutti e dall’altro lato la presenza di un contesto poco fertile per l’espressione e l’evoluzione di un individuo che in questo caso – a modo suo – sfugge dalla “normalità”.

A Play Before the Bombs è un cortometraggio ambientato nel Centro culturale al-Mishal di Gaza (prima che venisse distrutto il 9 agosto 2018) di Roger Glenn Hill. Si tratta di un documentario che mostra le fasi della realizzazione di uno spettacolo teatrale sul diritto di una donna palestinese a ricevere un’eredità. L’originalità della pellicola è data anche da quelle che sono le immagini autentiche della distruzione del palazzo del Centro al-Mishal, unico vero punto di ritrovo per lo scambio artistico e culturale per la popolazione palestinese. Viene messo in evidenza con quanta semplicità l’assedio israeliano su Gaza abbia arrestato quella che per molti ha rappresentato l’unica possibilità di sentirsi liberi.

Sempre con al centro il tema della cultura e dell’arte, un’altra pellicola del Nazra è Ambience, storia del regista e scrittore Wisam Al Jafari alla sua seconda esperienza cinematografica. Si tratta del racconto di due musicisti a cui però mancano gli strumenti per fare musica, il primo su tutti un ambiente tranquillo. I rumori del quartiere, del lavoro, dei ragazzini per strada, delle bombe, non gli consentono di avere la giusta concentrazione e il silenzio per i loro progetti. Sarà una soluzione alternativa in questo caso, di adattamento e resistenza, che gli consentirà di andare oltre.

I temi proposti da Houwa invece, di Andrew e Joseph Gebrael, sono la discriminazione, l’ingiustizia sociale e il razzismo della società moderna, mettendo in evidenza quanto la separazione con l’altro sia così presente ma in realtà una pura illusione. Si tratta di una breve presentazione che fonde cinema e danza.

L’ultima storia che qui vuole essere messa in evidenza è quella rappresentata da Gaza, One Football, One leg. Il regista, Patrice Forget, racconta con un documentario la squadra di calcio amputati di Gaza. Nella pellicola traspare una naturalezza non scontata nei confronti della vita, una grande forza di volontà e, appunto, di resistenza, ma che non smette di stupire sulla condizione dei ragazzi protagonisti. La maggior parte di loro ha subito un’amputazione a causa di bombardamenti avvenuti durante la “Marcia del Ritorno”, testimonianza di quanto l’assurdo possa qualificarsi come quasi un fatto “normale”.

Normalità, quella di vivere in una condizione di assedio e di terrore, che è stata testimoniata durante il Nazra anche dalla presenza di Sharif Hamad che ha arricchito i contenuti dei vari incontri: un uomo palestinese in Italia da quattro anni che proprio in questi giorni, parlando di quella che è stata la perdita del fratello di un mese fa a causa di un bombardamento, ha affermato “menomale che ho perso solo un fratello!” che basta a rendere l’idea di quanto resistenza per queste realtà sia qualcosa di assolutamente lontano dalla nostra percezione delle cose.

Il NAZRA Palestine Short Film festival è stato presentato alla mostra del cinema di Venezia, ottenendo diversi riconoscimenti: il premio “Best Fiction” per il cortometraggio “The present” di Farah Nabulsi; il premio “Best Documentary” per “Tears of Roses” di Emad Abdulrahman; la menzione “Vik Utopia” per il miglior film a “Hajez” di Omar Rammal; la menzione per il miglior film sperimentale a “Miriam” di Dana Durr.

Immagine: NAZRA Palestine Short Film festival

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