Nel campo dei film d’animazione 3D, una delle case più famose è sicuramente quella della DreamWorks Animation, che partita dal produrre opere sia in questa tecnica che in 2D, si è spostata a fare film solamente nella prima di queste, che ancora oggi riscuotono molto successo, nonostante la qualità non sia sempre alle stelle. Orion e il Buio è tuttavia un esempio di un film di ottima qualità che però non ha visto un’uscita al cinema.
Avere paura
Orion e il Buio è un film d’animazione in CGI diretto da Sean Charmatz al suo debutto come regista di un lungometraggio. Il soggetto del film è preso dal libro dallo stesso titolo di Emma Yarlett, che scrive principalmente favole per bambini. La storia narra di Orion, un bambino che ha paura di tante, tante cose, ma ciò di cui ha più paura è il buio. Una notte, il Buio stesso verrà a fargli visita e cercherà in ogni modo di fargli superare la paura che ha per lui. Molto presto il film prenderà un’altra piega, che eviteremo di raccontarvi per non rovinare la sorpresa, basti solo dire che capovolgerà parte del film, dandogli un senso diverso, ma senza deviare troppo dalla trama principale.
Per quanto lo stile grafico tenda molto sulla linea dei film più semplici della DreamWorks, come Trolls, cerca comunque di mostrare di avere uno stile tutto suo, con un character design unico e degli effetti visivi semplici, ma che danno molta personalità alla pellicola, specie se comparata ad altri film d’animazione recenti in 3D.
Una favola per tutte le età

Il tema principale di Orion è l’affrontare le proprie paure e lo tratta cercando di avvicinare sia il pubblico dei più piccoli sia quello degli adulti, mettendo in primo piano come effettivamente anche delle persone più anziane siano riluttanti nell’affrontare le proprie paure, nonostante siano i primi a spingere in quella direzione i più giovani. L’opera è principalmente di pura fantasia e leggerissima, ma non per questo si allontana da tematiche come la solitudine, la depressione o la morte. Nonostante approcci tutto in modo “giocoso”, essendo destinato comunque a un pubblico di minori, il film a tratti non si tira indietro dall’incattivirsi quando deve mostrare qualcosa di negativo, andando senza troppi problemi per soluzioni che normalmente non s’immaginerebbe di vedere in un film di questo tipo. Un’altra peculiarità del film è la mancanza di un vero e proprio antagonista, bensì saranno le paure dei personaggi stesse a essere ciò che provocheranno il ribaltamento in negativo della narrazione.
Orion e il Buio: In conclusione
Nel recente panorama dei film d’animazione, tra Sony Pictures Animation che cancella diversi progetti per dare il greenlight a The Emoji Movie, Warner Bros. Pictures Animation che chiude tantissimi progetti, portando star di Hollywood e la community online a doverli salvare come per il caso di Coyote vs. Acme, vedere DreamWorks che decide di dare il via libera a un film su un qualcosa di nuovo, pur trattandosi di un soggetto pre-esistente e distribuendolo solo su Netflix, fa tirare un sospiro di sollievo. Orion e il Buio va a posizionarsi tra gli ottimi film d’animazione rilasciati da Dreamworks nell’ultimo periodo, insieme con Il Gatto con gli Stivali 2: L’ultimo desiderio e Il robot selvaggio. È quantomeno ironico vedere come uno studio che ha preso in giro la concorrenza per come tratta le favole per bambini, lo faccia a sua volta, ma in una maniera totalmente diversa e, in parte, più efficace.
Fonte immagine di copertina: Wikipedia italia
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