Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Personal Shopper, l'ultimo film drammatico di Olivier Assayas

Personal Shopper, l’ultimo film drammatico di Olivier Assayas

Uscito il 13 aprile al cinema, Personal Shopper è l’ultimo lavoro del regista francese Oliveir Assayas. Il film è stato presentato in concorso alla 69ª Edizione del Festival di Cannes svoltasi lo scorso maggio.

Maureen Cartwright (Kristen Stewart) è una venticinquenne americana che vive a Parigi dove lavora come personal shopper – la figura professionale che si occupa di scegliere e acquistare abiti e accessori – per Kyra (Nora von Waldstätten), una celebrità dell’alta società capricciosa ed esigente.

Il suo lavoro, in realtà, è più un’occupazione che serve alla protagonista per ingannare il tempo, perché il suo vero obiettivo è quello di potersi mettere in contatto con suo fratello gemello Lewis. Unico dettaglio – nient’affatto trascurabile – è che il ragazzo è morto ormai da tre mesi a causa di un problema cardiaco del quale anche la sorella soffre. Essendo quest’ultima una medium come lui capace di comunicare con le anime dei defunti, vuole a tutti i costi potergli parlare un’ultima volta per dirgli addio e andare avanti con la propria vita.

Dopo aver ricevuto dei segni dall’aldilà che le fanno sperare di essere riuscita nel suo intento, Maureen avverte la presenza di un’entità spettrale e, allo stesso tempo, uno sconosciuto inizia a inviarle numerosi messaggi sul cellulare. Lo spirito con cui ha stabilito un contatto è davvero quello di Lewis o si tratta di un’altra persona? E chi è il mittente di quei messaggi e perché l’ha presa di mira? Queste e le altre domande che affollano la mente della giovane assillandola, troveranno ognuna la propria risposta in un finale a sorpresa.

Personal Shopper, una storia di fantasmi dalle tinte thriller

Il regista, attraverso l’impellente bisogno della protagonista di comunicare con il fratello scomparso, muove una critica alla società contemporanea dove, a dilagare, è proprio la mancanza di comunicazione vera e propria tra le persone che compiono quest’azione ormai servendosi più della tecnologia che della tradizionale interazione “faccia a faccia”.

Altro tema di discussione, nonché di riflessione, è quello concernente l’effimero vuoto che caratterizza l’universo della moda. Maureen, infatti, non è soltanto una ragazza sola; è anche una persona nella cui vita si alternano le ombre dei fantasmi del passato e del presente – entità e non – e le luci della ribalta che la attirano come una falena verso un mondo fatto di costosa apparenza al quale non appartiene.

Assayas ha diretto per la seconda volta – la prima era stata nel 2014 con Sils Maria – una sorprendente e bravissima Kristen Stewart la quale, abbandonata l’assenza di espressività che la caratterizzava nella saga di Twilight che l’ha resa famosa, con la sua interpretazione, è indubbiamente uno dei punti forti della pellicola. Viene da dire che la ricerca della propria identità per la protagonista del film si sia realizzata nella realtà per la Stewart proprio grazie a questo ruolo.

Personal Shopper è un lavoro abbastanza complesso nel quale si incastrano, in un crescendo narrativo ricco di suspense per gli spettatori, diverse chiavi di lettura e interpretative prendendo in prestito elementi tipici di vari generi con un risultato encomiabile.

Print Friendly, PDF & Email