Piazzolla – La rivoluzione del Tango, la recensione del documentario

Piazzolla-la Rivoluzione del Tango

Piazzolla – La rivoluzione del Tango, per il centenario della nascita del compositore argentino, ecco il documentario che racconta la sua vita

Piazzolla – La rivoluzione del Tango è il nuovo film documentario rilasciato in occasione dell’anniversario della nascita del genio musicale argentino Astor Piazzolla.

Diretto dal regista Daniel Rosenfield e distribuito in Italia da EXIT Media, il film ci racconta, attraverso filmati d’epoca a colore e in bianco e nero, la storia del compositore che aveva rivoluzionato il Tango tradizionale dando inizio al “Tango nuevo” .

Piazzolla- La rivoluzione del Tango, dalla fanciullezza al successo internazionale con Libertango

Il piccolo Astor nacque il giorno 11 marzo 2021 a Mar del Plata, una città nei pressi di Buenos Aires. I genitori, Vicente e Asunta (ambedue di origini italiane), si trasferirono a New York nel 1925, portando con se  il giovane Astor. Proprio nella città statunitense, il bambino imparò a suonare il bandoneón, uno strumento musicale simile ad una fisarmonica usato nella musica del suo paese originario.

Dopo, abbiamo il ritorno di Astor in Argentina; durante l’età della giovinezza frequentava locali alla moda dedicati al ballo del Tango, prima ancora che il Rock ‘n Roll di Elvis Prisley e dei Beatles invadesse i luoghi delle socialità. Da qui abbiamo il sogno del ragazzo di diventare un musicista e di “fondare un gruppo con lo scopo di rivoluzionare il Tango”.

In seguito  avvenne la nascita del Tango nuevo, una nuova interpretazione del classico genere argentino dove la musica non era usata nei locali per ballare bensì era suonata da orchestre, ponendosi allo stesso livello della musica classica. La storia prosegue con lo scontro tra Astor e i suoi compatrioti che lo accusavano di aver cambiato il Tango e la sua fuga in Italia dove collaborò con Mina, Milva, Iva Zanicchi, Tullio De Piscopo e Pino Presti. Insomma un musicista poco apprezzato in patria ma molto famoso fuori dai confini dell’Argentina.

Oltre alla vita personale, lo spettatore ha la possibilità di scoprire le grandi composizioni che Piazzolla ci ha lasciato, è il caso di Adiòs Nonino (1969, dedicata al padre Vicente chiamato scherzosamente così) e il suo “capolavoro”, si tratta del Libertango (1974). Qui il Tango nuevo incontra il Jazz latino-americano per una delle migliori creazioni del genio sudamericano nonchè vincitore di un Grammy Awards nel 1998.

Perchè vedere questo documentario, alla scoperta di un grande genio della musica in occasione del suo centenario

La pellicola si focalizza anche su particolari curiosi di Piazzolla, come l’abitutidine di famiglia di andare “a pesca di squali” nelle spiagge vicino alla capitale argentina oppure le frequenti liti giovanili per le strade di New York (la città che ispirò la sua produzione musicale) nonchè il problema di salute dovuto al piede equino e l’operazione che subì da piccolo.

Tra i pregi di questa produzione abbiamo il montaggio curato da Rosenfield. Qui i filmati delle città come New York, Buenos Aires, Roma si alternano alla vita di Astor Piazzolla, alle sue esibizioni con l’orchestra nonchè agli eventi storici del Novecento come l’emigrazione in America, gli svaghi dei benestanti argentini negli anni Sessanta tra Tango e Rock ‘n Roll, il governo di Juan Peròn e la sua caduta. Il documentario vuole portarci in un mondo lontano, l’Argentina del primo novecento dove il giovane prodigio della musica, grazie alla sua fanciullezza trascorsa negli USA, comprese di voler rivoluzionare il genere musicale del suo paese. Il tutto grazie alle  interviste realizzate nel corso degli anni dove Piazzolla si racconta o dove i figli descrivono il padre e la sua musica.

Infine, la visione del film è rivolta sia agli amanti della musica che agli spettatori occasionali per scoprire e approfondire uno dei maggiori geni musicali del Novecento.

Fonte immagine di copertina: Picryl (immagine tagliata senza copyright)

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A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Filologia moderna presso l'Università Federico II di Napoli il 23 febbraio 2024 e iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 25 gennaio 2021. Sono cresciuto con i programmi educativi di Piero e Alberto Angela, i quali mi hanno trasmesso l'amore per il sapere, e tra le mie passioni ci sono la letteratura, la storia, il cinema, la filosofia e il teatro assieme alle altre espressioni artistiche.

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