Prey il film di Dan Trachtenberg | La Recensione

Prey

Prey, la recensione del nuovo film della saga di Predator, diretto da Dan Trachtenberg e ambientato nel XVIII secolo in Nord America

Prey di Dan Trachtenberg è il nuovo film della saga di Predator che segna il ritorno del famoso Yautja sullo schermo dopo The Predator (2018) diretto da Shane Black.

Il nuovo film, disponibile su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti, vuole prendere le distanze dalle pellicole precedenti ponendosi come “prequel ideale e spirituale” del cult del 1987 con Arnold Schwarzenegger.

Prey, la storia di una formazione di una guerriera comanche e di un cacciatore alieno

La vicenda è ambientata nel 1719 nelle Grandi Pianure del Nord America. La protagonista è Naru, una giovane comanche che vuole dimostrare alla sua tribù di essere una ragazza in gamba e di saper cacciare nonché sopravvivere nei boschi fuori al suo villaggio. La protagonista si avventura con il fratello Taabe per inseguire un coguaro che minaccia l’accampamento ma scopriranno che nella foresta si nasconde un misterioso cacciatore venuto da lontano, anzi da un pianeta lontano..

Un mondo simile a quello del film Revenant-Redivivo 

Prey si distacca completamente dai precedenti film per la sua ambientazione e per lo stile adottato dal regista. Se Shane Black ha scelto i giorni odierni per il suo film The Predator, Dan Trachtenberg ha optato per una vicenda ambientata due secoli prima degli eventi narrati nel film di John McTiernam. I luoghi e le atmosfere ricordano quelle del film Revenant-Redivivo (2016) di Alejandro González Iñárritu con Leonardo DiCaprio nel ruolo del protagonista Hugh Glass: le grandi praterie popolate dai bisonti e dai lupi, le foreste di betulle e abeti dove vivono gli orsi nonché i territori disputati tra i nativi americani e gli avventurieri francesi che risalivano il fiume Mississippi per le loro spedizioni coloniali. Un altro cambiamento è il rapporto tra gli umani e il Predator: se nel film di McTiernam l’alieno è il “predatore” e gli umani sono i suoi trofei stavolta la situazione tra i due si capovolge; ciò vale sia per Naru e Tabee che per il gruppo di cacciatori e mercenari francesi.

I giovani protagonisti di questo film horror fantascientifico ambientato nel XVIII secolo

La protagonista Naru è interpretata da Amber Midthunder, famosa al pubblico nerd per aver interpretato Kerry Loudermilk nella serie tv Legion. La giovane attrice dimostra di essere adatta anche in un ruolo d’azione grazie alla sua preparazione fisica e alle ottime coreografie delle scene di combattimento sia con tomahawk che nella modalità corpo a corpo. È ottima  l’interpretazione di Dakota Beavers nei panni del fratello Taabe, lontana dai classici cliché del guerriero indiano. Il personaggio ha una personalità complessa: è un capo-tribù che vuole proteggere la sua famiglia nonostante il suo orgoglio e l’essere iper-protettivo nei confronti della sorella minore.

Una menzione importante è il nome di Dane Di Liegro, il cestita statunitense che gioca in diversi club di basketball italiani e  ha iniziato una sua nuova carriera come attore tra cinema e serie tv. Lo Yautja (interpretato da Di Liegro con addosso un costume) di Prey ha un aspetto molto più primitivo rispetto a quello del film di McTiernam, un casco molto semplice (il quale sembra fatto di osso) e l’uso di armi da taglio come le lance. I due alieni condividono l’idea di affrontare solo nemici armati e in combattimenti equi. 

Prey: il ritorno alle origini di un cult degli anni Ottanta 

Prey è senza dubbio il film della saga di Predator che più si avvicina all’originale con Schwarznegger sia per l’idea di base (ossia un essere umano braccato in un luogo naturale) che per la scelta del protagonista di avvalersi dell’intelligenza e della strategia piuttosto che scegliere un combattimento frontale con l’ausilio della forza bruta dal momento che lo Yautja è avvantaggiato per la sua altezza e robustezza. Un ottimo film estivo capace di tenere gli spettatori incollati alla televisione nonostante possa far storcere il naso ai fan più accaniti dell’originale e di Predator 2 ma che risulta molto più coinvolgente e interessante del tentativo fatto da Shane Black quattro anni prima. 

Inoltre, c’è un piccolo easter egg che il regista e lo sceneggiatore Patrick Aison hanno inserito per omaggiare il secondo capitolo con protagonista Danny Glover..

Fonte immagine di copertina: si ringrazia Badtaste per la foto 

A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Lettere Moderne presso l'Universitá Federico II di Napoli il 23 febbraio 2022 e giornalista iscritto all'ordine regionale dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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