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Eroica Fenice

puoi baciare lo sposo

Puoi baciare lo sposo: le unioni civili al cinema

Puoi baciare lo sposo, commedia diretta da Antonio Genovesi, è in tutte le sale dal primo marzo 2018. Leggera, ironica e molto attuale, la commedia porta al cinema la tematica delle unioni civili (regolamentate dalla cosiddetta “Legge Cirinnà” , entrata in vigore nel giugno 2016) che, contrariamente a quanto oggi accade negli altri paesi europei, ha diviso gli italiani e li divide tutt’ora.

Puoi baciare lo sposo… senza dover espatriare

L’amore ti coglie improvvisamente e stravolge i piani, mette tutto in discussione. È quel che accade ad Antonio (Cristiano Caccamo), ragazzo italiano che, come tanti, ha cercato fortuna e realizzazione personale all’estero e, probabilmente, anche la possibilità di esprimere il proprio io e vivere la propria normalità senza censure, senza timore del giudizio.
L’incontro fortuito con Paolo (Salvatore Esposito, smessi i panni di Genny Savastano della serie Gomorra) cambia le priorità e combatte la paura di mostrarsi: la voglia di unire indissolubilmente la propria quotidianità, il proprio vissuto e il proprio destino, nella buona e nella cattiva sorte, alla persona che si ama, supera perfino – sebbene con qualche timore ed ostacolo – la paura di dover, finalmente, presentarsi alla propria famiglia per chi si è davvero e vivere in Italia la propria omosessualità. Perché, come dice Paolo, a fare i gay a Berlino sono bravi tutti”, la vera sfida è esserlo in Italia, e ancor di più esserlo col beneplacito delle rispettive famiglie di origine.

La giovane coppia si ritroverà dunque costretta ad affrontare il viaggio di ritorno in Italia, per comunicare alle due famiglie il progetto, in compagnia dei bizzarri coinquilini Donato (Dino Abbrescia), uomo cui la crisi di mezz’età ha dato modo di scoprire il femminile dentro di sé, e la svampita Benedetta (Diana Del Bufalo).

Giunti nel paese d’origine di Antonio, Civita di Bagnoregio, un affascinante borghetto semi disabitato in provincia di Viterbo, la coppia incontrerà le resistenze dei genitori di Antonio ed in particolare del padre, un Diego Abatantuono qui nei panni di sindaco progressista, accogliente e di larghe vedute, fin quando non si tratta però di suo figlio: se si è mostrato disposto ad accogliere immigrati per ripopolare Civita, e a favorire l’integrazione di questi nel tessuto sociale, presentando Civita come “il paese che accoglie tutti“, mostra totale chiusura di fronte all’omosessualità del figlio, che ha sempre rifiutato di vedere, ed in particolar modo di fronte alla sua scelta di unirsi civilmente ad un altro uomo, uomo che Antonio, aspirante attore, ha conosciuto sul set di un musical, definito da suo padre “la versione gay del teatro“. Rifiutando il suo dovere di sindaco di unirli in matrimonio, si dimostra sindaco (solo apparentemente) progressista, padre omofobo.

Ad accondiscendere ai desideri di Antonio, dopo iniziali resistenze, è soltanto sua madre (Monica Guerritore), che pone però alcune condizioni: il matrimonio dovrà esser celebrato in una pittoresca chiesa di Civita – interessante a questo proposito il ruolo della Chiesa, nel film tollerante e aperta all’amore in ogni sua forma -, dovrà esser presente anche la madre di Paolo e, soprattutto, ad occuparsi dei preparativi delle nozze dovrà essere Enzo Miccio, noto wedding planner e icona gay televisiva, qui nel ruolo di sé stesso.

Puoi baciare lo sposo, un film che non si preoccupa del politicamente corretto ed è a tratti quasi parodico e macchiettistico, si presenta come una divertente commedia che, con ironia, guarda alla realtà italiana, alle difficoltà che una coppia gay si trova a dover affrontare oggi, sebbene tutelata dalla legge, alle difficoltà del dialogo tra genitori e figli, tra conservatorismo e progresso, dialogo che è specchio di una realtà tutta italiana.