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Eroica Fenice

Questione di Karma, tra Fabio De Luigi ed Elio Germano

Questione di Karma, tra Fabio De Luigi ed Elio Germano

No, nulla a che fare con Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani al di là di una mera coincidenza, per l’appunto, karmica.

Questione di Karma è la seconda fatica registica di Edoardo Falcone – vincitore del David di Donatello nella categoria relativa alla migliore opera prima grazie al suo Se Dio vuole (2015) – nelle sale dal 9 marzo, con la strana coppia Fabio De Luigi ed Elio Germano, per la prima volta insieme.

Secondo la definizione Treccani il Karma «nella religione e filosofia indiana, indica il frutto delle azioni compiute da ogni vivente, che influisce sulla rinascita nella vita susseguente». Sarà vero? La pellicola nasce proprio da quest’idea.

Questione di Karma, la trama

Giacomo (Fabio De Luigi), erede di una dinastia di industriali, rimane fin da bambino segnato dal suicidio del padre. Dopo anni, la madre (Stefania Sandrelli) si è risposata (Eros Pagni), l’azienda sta per passare alla sorellastra (Isabella Ragonese), ma per lui nulla è cambiato: diventato adulto, continua a credere di poter colmare la mancanza del padre attraverso i libri e la conoscenza delle filosofie orientali. Egli non accetta che suo padre non ci sia più e cerca un’alternativa al costo, se necessario, di fabbricarsela.

Subito dopo i titoli di testa lo vediamo, dunque, apprendere dall’eccentrico esoterista francese Ludovico Stern (Philippe Leroy) che il padre si è reincarnato in un uomo: Mario Pitagora (il solito impeccabile Elio Germano), un cialtrone interessato solamente ai soldi e, di conseguenza, pesantemente indebitato con gente molto poco raccomandabile, il quale non manca di sfruttare tutto il suo opportunismo quando Giacomo decide di conoscerlo confidandogli, appunto, che dovrebbe essere la reincarnazione del genitore venuto a mancare. Un incontro, il loro, destinato a trasformarsi in continue richieste di denaro da parte di Mario nei confronti del povero, puro Giacomo, e che finisce, comunque, per cambiare la vita di entrambi: un’unione che si rivelerà essere più profonda dell’inganno messo in atto.

Un ottimo cast

I due protagonisti sono sorprendentemente ben amalgamati. A contrasto dell’equilibrato e volutamente sottotono De Luigi, Elio Germano occupa rumorosamente lo spazio con gesti, parole, dialetto.

Anche tutto il cast di comprimari mette in atto una perfetta alchimia, a cominciare da due splendide attrici del calibro di Stefania Sandrelli, madre svampita e ricca nullafacente dalle adorabili uscite, e Isabella Ragonese, sorella tutta d’un pezzo dell’ingenuo Giacomo. Per proseguire poi con la bellissima Daniela Virgilio, moglie astiosa e affascinante di Mario, e con Massimo De Lorenzo, vicino di casa e autista di ambulanze. Una perla assoluta: la partecipazione di Philippe Leroy e del suo arrosto con patate.

La regia di Edoardo Falcone

Edoardo Falcone dirige Questione di Karma guardando alla lectio magistralis della commedia all’italiana e cercando per i suoi attori (De Luigi e Germano) ruoli un po’ diversi dal solito.

Dimostra, comunque, di essere molto diverso dagli altri autori di commedie. Ha un’idea di umorismo che non esce dalle singole gag, che non dipende dalle frasi ad effetto o dalle battute, ma è frutto di un lavoro molto acuto sulla recitazione. Gli attori non ammiccano mai verso il pubblico: Fabio De Luigi ed Elio Germano lavorano molto di sottrazione nelle loro interpretazioni, non facendo mai precipitare il film nel farsesco. 

La regia di Falcone, inoltre, mette in evidenza i fisici tramite costumi e inquadrature: il fisico segaligno di Elio Germano domina ogni scena, dinoccolato e dinamico, capace di parlare della personalità del personaggio più di ogni dialogo.

Karma, limiti e meriti

Ampio spazio è lasciato alla tenerezza dei sentimenti familiari: tra fratello e sorella, padri e figli, mariti e mogli. Non solo, attraverso l’escamotage narrativo della reincarnazione il film parla di elaborazione del lutto, realizzazione esistenziale, amicizia e capitalismo familiare o, almeno, suggerisce qualcosa al riguardo.
Purtroppo il ritmo resta lento, i toni sono delicati e alla fine i momenti di maggiore ilarità sono le battute senza senso della Sandrelli. Mancano profondità, ferocia analitica, attitudine sociologica; e il film risulta debole anche sul fronte della prevedibilità, perché usando la logica nella costruzione della storia, anche secondo i canoni della commedia, non è difficile immaginare dove le situazioni vadano a parare.

Al di là di questi limiti Questione di Karma, pur partendo da un assunto quasi metafisico, in realtà vuole essere solo una commedia “umana”, dal messaggio morale semplice, che esplora quel costante senso di perdita che accompagna le nostre vite e con il quale tutti dobbiamo, prima o poi, fare i conti. Dal quale tutti dobbiamo, prima o poi, rinascere. È la vita: si nasce, si muore. Il segreto è tutto lì.

Nunzia Serino