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Eroica Fenice

Eduardo A. Sacheri,

Il segreto dei suoi occhi: da Eduardo A. Sacheri al remake

Il remake in questione è Il segreto dei suoi occhi (titolo originale The secret of their eyes), distribuito dalla Good Films (stessa società di produzione e distribuzione cinematografica per The Lobster, gestita da Ginevra Elkann), e nelle sale in anteprima mondiale dal 12 novembre.

Nel remake la storia è ambientata a Los Angeles, dove Julia Roberts, spogliata del suo indimenticabile e seducente sorriso da “Monna Lisa”, veste i panni di un’investigatrice del Procuratore Generale, Cobb, afflitta dall’imparagonabile dolore che comporta la perdita di un figlia, ritrovata priva di vita proprio dalla squadra della donna. Il sospettato dell’omicidio viene anche arrestato, ma rilasciato perché la confessione sembra essere stata estorta e quindi non regolarmente ottenuta. Trascorrono dodici anni, ma l’omicidio – rimasto insoluto – continua a tormentare un suo amico ed ex agente dell’Fbi, Ray (Chiwetel Ejiofor), che chiede alla sua ex amante e collega Claire (Nicole Kidman) di riaprire nuovamente il caso. Da questo momento in poi, ciò a cui andrà incontro sarà inaspettato e imprevedibile, oscillando tra la profonda drammaticità e l’asprezza e la tensione che caratterizzano il genere thriller.

Il cast si mostra di altissimo calibro: dopo i già citati Chiwetel Ejiofor (12 anni schiavo), Julia Roberts e Nicole Kidman (sempre pronte a dimostrare la propria versatilità e a guadagnarsi ogni volta il titolo di icone del cinema internazionale), nel remake si affiancano anche Dean Norris, Michael Kelly, Lyndon Smith, Joe Cole e Don Harvey.

Il segreto dei suoi occhi: da Billy Ray e Campanella fino a Eduardo A. Sacheri

L’originale è l’omonimo film argentino del 2009, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero superando le aspettative, ma soprattutto i favoriti di allora. Il remake statunitense – che si mostra sempre un’impresa ardua, soprattutto dopo un gran successo – vanta la direzione di Billy Ray, mentre il regista dell’originale, Juan José Campanella, ne è il produttore. Tra originale e rifacimento, le differenze si concentrano soprattutto sulla location scenica e sull’epoca in cui il dramma è ambientato (l’Argentina del 1999 contro la California a noi più contemporanea) e su una serie di “dettagli” a cui Campanella è stato decisamente più fedele: la trama, infatti, è ripresa dal libro argentino di Eduardo A. Sacheri, scritto nel 2005 con il titolo di La pregunta de sus ojos, a cui ha fatto più che riferimento. In entrambi, la donna uccisa è un’adulta che spingerà il protagonista alla quasi ossessiva ricerca di una giustizia, perché il sistema che l’avrebbe dovuta garantire è corrotto fino al midollo, preferendo liberare un reo confesso utile ai propri scopi piuttosto che incarcerarlo.

Nella novela di Sacheri, la Buenos Aires descritta è tinta dei ritmi frenetici degli anni sessanta e di un protagonista, Chaparro, che oscilla tra due periodi narrativi, quello presente di pensionato tormentato da quest’omicidio insoluto, e quello passato, di venticinque anni prima, riportato a galla da una serie di flashback e sensi di colpa. Un uomo che rivede i due matrimoni falliti, una storia d’amore lasciata assopirsi e la promessa fatta al vedovo della giovane donna uccisa di ritrovare l’assassino, in un mondo in cui la giustizia è una concezione così personale da sembrare di volerci a tutti i costi lasciare l’amaro in bocca.