Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Il segreto, un film di Jim Sheridan

Il segreto, un film di Jim Sheridan

Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival lo scorso settembre e al London Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma il mese seguente, Il segreto (The Secret Scripture) è un film diretto dal regista irlandese Jim Sheridan che molti ricorderanno per altri suoi lavori come Nel nome del padre (1993), The Boxer (1997) o Dream House (2011). La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo pubblicato nel 2008, divenuto un bestseller, dello scrittore irlandese Sebastian Barry vincitore del prestigioso premio letterario James Tait Black Memorial Prize per i libri scritti in lingua inglese.

Roseanne McNulty (Vanessa RedgraveRooney Mara) è un’anziana rinchiusa da più di 50 anni nell’ospedale psichiatrico di Roscommon in Irlanda. La donna è seguita dal Dottor Grene (Erik Bana) il quale, in vista della prossima demolizione del vecchio manicomio per la costruzione di un hotel, deve valutare quali tra i pazienti debbano essere trasferiti presso altre strutture e quali possano essere rilasciati nella comunità. Segretamente Roseanne sta scrivendo una sua biografia nella quale racconta, con meticolosa precisione e dovizia di dettagli, della propria vita. Una vita non facile e ben poco felice segnata dalla guerra, dal ripudio del marito Jack (Aidan Turner), dalla povertà, dall’amore per il pilota inglese Michael Eneas (Jack Reynor), dalla cattiveria del giovane religioso Padre Gaunt (Theo James) e dall’accusa di aver assassinato il suo bambino per cui è stata internata. Anche il Dottor Grene, il quale la ha in cura ormai da trent’anni, scrive di lei su un diario convinto che dietro la sua vicenda si celino ben altri misteri. Aiutato da un’infermiera con cui Roseanne ha instaurato un rapporto di affetto reciproco, lo psichiatra riuscirà a scavare nella sua memoria minata dall’elettroshock e i ricordi che ne riaffioreranno saranno portatori di una verità, di un segreto sconvolgente.

Il segreto di Jim Sheridan, quando la bellezza diventa una colpa peccaminosa

Ripercorrendo a ritroso la tormentata storia della povera Roseanne, lo spettatore viene a conoscenza del perché sia stata oggetto di tanta cattiveria in gioventù. La sua colpa? Essere bella, troppo bella per il piccolo paese dove è cresciuta attirando le attenzioni degli uomini comprese quelle di Padre Gaunt che, invaghitosi di lei e accecato dalla gelosia e dall’impossibilità di averla per sé, sarà sopra tutti il suo più accanito persecutore. Da qui risulta chiaro l’interesse di Sheridan a mostrare sul grande schermo la ristrettezza mentale vigente nell’ipocrita Irlanda cattolica degli anni ’40 dove, a farla da padroni, erano i ministri di culto intenti più ad abusare del loro potere che a compiere il loro dovere di uomini di fede.

Detto questo, escluso l’interessante approfondimento storico, le meravigliose ambientazioni e il cast d’eccezione a sua disposizione – un plauso è meritatamente rivolto all’attrice premio Oscar Vanessa Redgrave per la sua magistrale interpretazione – il film non ha brillato come ci si aspettava considerato il successo ottenuto in precedenza dal romanzo. Rispetto a quest’ultimo, troppe sono state le libertà interpretative, i colpi di scena e un finale che invece di esplodere implode su se stesso.

Senza nulla togliere alla commovente storia della protagonista, l’elemento che più colpisce – ma che è stato fin troppo rimarcato quando l’attenzione avrebbe dovuto concentrarsi anche su altri aspetti – è l’accusa rivolta all’operato dai contorni fin troppo bui della Chiesa Cattolica in Irlanda.

Toccanti e mirata in questo senso è una frase di Roseanne che cela un ulteriore e ben assestato colpo a chi si nasconde dietro una posizione privilegiata per tiranneggiare gli altri

“Tutto ciò che vedi con amore è verità.”

In fondo cos’altro è la fede se non un atto di puro amore? Un sentimento, quest’ultimo, che non ha bisogno di alcuna interpretazione se non quella individuale così come la bellezza che, troppo spesso, viene denigrata, negata e umiliata a causa dell’incapacità degli esseri umani ad accettarla e goderne condividendola tra loro.

Print Friendly, PDF & Email