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Eroica Fenice

Sense8 ritorna nell'attesa seconda stagione su Netflix

Sense8 ritorna nell’attesa seconda stagione su Netflix

Otto sconosciuti provenienti da diverse parti del mondo, attraverso una sorta di affinità elettiva, iniziano ad avere una particolare connessione mentale, che permette ad ognuno di loro  di vivere, e sentire, la realtà dell’altro. Una premessa che sembra creare le basi giuste per una perfetta serie tv di fantascienza, in cui cresce parallelamente la giusta dose di azione ed interesse che può creare lo sviluppo dei rapporti tra i vari personaggi. Stiamo parlando di Sense8, serie trasmessa su Netflix, sceneggiata e diretta da Lana e Lilly Wachowski (le sorelle adesso transgender che rivoluzionarono il cinema alla fine degli anni Novanta con la trilogia di Matrix).

Dopo uno speciale andato in onda a Natale in cui si scopriva finalmente che fine avessero fatto i nostri protagonisti al termine dell’ultima puntata, tra pochi giorni, il 5 maggio, verrà rilasciata la seconda attesissima stagione (qui il trailer).

Perché attesissima? Cosa rende diversa questa serie tv? Tutto. A partire dall’originalità dell’espediente, e come viene resa sullo schermo, di questa connessione tra gli otto personaggi, che sono tutti protagonisti, anche se pare primeggiare il ruolo di Will, un poliziotto di Chicago che è probabilmente il primo ad accorgersi realmente di questo speciale dono. Un dono che assume, anche nel corso dei cambiamenti della storia, una sofferenza che appartiene già a tutti i “sensate” (come vengono chiamati coloro che ereditano questa unione telepatica da un precedente gruppo).

È il suicidio di una donna chiamata Angelica (interpretata da Daryl Hannah), che si scopre nel corso della prima stagione appartenere ad un vecchio gruppo di sensate, ad attivare questo legame tra i neofiti telepatici, la “madre” che apparirà ad ogni personaggio e che grazie all’aiuto di Jonas (Naveen Andrews) proverà a salvare le sorti di tutti, i quali intanto provano a sfuggire dal misterioso Whispers, la nemesi, il lato oscuro, il Lucifero di Sense8, preciso come ogni lotta tra bene e male che si rispetti.

Punti in comune e diversità dei protagonisti di Sense8

La diversità dei personaggi permette a Sense8 di dare allo sviluppo della trama una forza emotiva intensa e con risvolti molteplici, sempre sul filo della scoperta e del cambiamento, una diversità che però implicitamente tende ad uniformarsi, proprio quando i personaggi si relazionano tra di loro, si conoscono a poco a poco, e si ritrovano a capire di avere avuto una mancanza interiore, uno spazio vuoto che alla fine li accomuna e li avvicina.

Accade così tra Will e Riley, una dj islandese che a Londra tenta di sopravvivere a questa sensazione di smarrimento, che in fondo la vita un po’ concede ad ogni essere umano. C’è poi Nomi, blogger ed hacker transessuale che vive a San Francisco e sarà la prima ad essere vittima del lato oscuro. Sun, una donna d’affari coreana, la più coraggiosa ma anche la più sofferente di tutti. Lito, un attore messicano, che fa di tutto per nascondere la sua relazione omosessuale che potrebbe compromettere la sua carriera e la visione che gli altri hanno di lui. Capheus, un autista di Nairobi a cui è affidato il ruolo più sensibile, il primo che crede da subito nel dono di questa connessione prima ancora di conoscerne i motivi; il contrario invece è Wolfgang, uno scassinatore di Berlino che cerca di tirarsi fuori dalla criminalità in cui è cresciuto ma che inesorabilmente ne viene risucchiato, a cui viene contrapposta Kala, una chimica di Mumbai dal cuore gentile con la quale l’affinità risulterà più profonda rispetto agli altri. Tutti da punti del mondo lontani tra di loro ma che si ritrovano insieme senza volerlo e senza sapere il perchè (da notare come davvero ogni ripresa è stata fatta nelle città di appartenenza dei personaggi).

Le sorelle Wachowski grazie a Sense8 non solo rispolverano la potenza di una serie tv che amalgama azione e fantascienza, ma offrono al tutto un plus valore, che sta proprio nell’intimità dei personaggi e nella metafora dei sensate, dei diversi in un certo senso, che tentano di sopravvivere sfuggendo a chi vuole eliminarli, perché appunto sono diversi. E così nella seconda stagione ritroveremo temi quali l’esclusione e l’accettazione di se stessi, che viene riproposta nella diversità di genere, di cultura, di religione, temi che mai in nessuna serie tv vengono ripresentati in modo così centrale e potente.

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