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Spider-Noir, la recensione della serie televisiva con Nicolas Cage

Spider-Noir

Spider-Noir è una serie televisiva di genere noir ideata dallo showrunner Oren Uziel e prodotta dal duo Chris Lord e Phil Miller (i registi di 21 Jump Street, di 22 Jump Street, di Piovono Polpette e di L’ultima missione: Project Hail Mary nonché produttori di Spider-Man: Un nuovo universo e di Spider-Man: Across The Spider-Verse), da Amy Pascal (la produttrice dei film di Spider-Man e della Trilogia di Venom), da Steve Lightfoot e dallo stesso Uziel per Sony Pictures Television e Amazon MGM Studios, disponibile da mercoledì 27 maggio sul servizio streaming Prime Video.

Questa serie televisiva è liberamente ispirata a una versione alternativa del celebre supereroe Spider-Man, una controparte creata da David Hine, Fabrice Sapolsky, Carmine Di Giandomenico e Marko Djurdjević, le cui storie (iniziate col numero Spider-Man Noir #1 Vol 1) si svolgono in una New York degli anni Trenta e presentano versioni alternative dei supercattivi e dei comprimari del personaggio ideato da Stan Lee e Steve Ditko.

Il cast di Spider-Noir è costituito da Nicolas Cage, Li Jun Li, Brendan Gleeson, Karen Rodriguez, Lamorne Norris, Abraham Popoola, Jack Huston, Michael Kristoff e Andrew Lewis Caldwell, i quali interpretano (rispettivamente) Ben Reilly / The Spider, la cantante Cat Hardy, il boss mafioso Silvermane, la segretaria Janet, il giornalista freelance Robbie Robertson, Lonnie Lincoln, Flint Marko, il sindaco di New York Alfred Morris e Dirk Leyden.

Dettaglio serie Informazione
Piattaforma streaming Prime Video
Showrunner e ideatore Oren Uziel
Protagonista Nicolas Cage (Ben Reilly / The Spider)
Produzione Sony Pictures Television, Amazon MGM Studios

Spider-Noir, la trama della serie televisiva con Nicolas Cage disponibile su Prime Video

La vicenda di Spider-Noir si svolge nella New York della Grande Depressione. Ben Reilly è un solitario detective dotato di superpoteri come produrre ragnatele organiche, avvertire i pericoli con il “senso di ragno” e arrampicarsi sugli edifici. In precedenza, Ben aveva salvato i suoi concittadini da numerose minacce criminali indossando i panni del vigilante The Spider, ma dopo la morte della moglie ha preferito smettere di avere una doppia identità. Purtroppo, l’eroe è costretto a tornare a combattere per le strade della Grande Mela in quanto si troverà coinvolto in una situazione che vede protagonisti un boss della mafia, una cantante di nightclub e dei misteriosi individui con superpoteri.

Un libero adattamento di un fumetto Marvel Noir che si rifà ai capisaldi del genere fra letteratura, cinema, fumetto e radio

La serie si ispira al mondo Marvel Noir, una serie antologica di fumetti in cui diversi eroi della Casa delle Idee, come Daredevil, Luke Cage, Iron Man, Punisher, Wolverine e gli X-Men, sono reinterpretati in chiave hard boiled, noir e thriller (oppure in versione romanzo d’avventura retro-futurista per Iron Man) e le cui vicende si svolgono in una New York alternativa notturna, cupa e piovosa, che sembra uscita da una pagina disegnata da Frank Miller. La serie del duo Lightfoot e Uziel sceglie di essere un adattamento molto libero dell’opera originale. 

Spider-Noir omaggia questo genere narrativo e cinematografico, le cui origini risalgono proprio agli anni Trenta e Quaranta, con i detective tormentati dei romanzi e racconti come Nero Wolfe di Rex Stout e Philip Marlowe di Raymond Chandler, così come il loro collega fumettistico Dick Tracy di Chester Gould, oppure i primi supereroi come l’Uomo Ombra (The Shadow) di Walter B. Gibson e l’Uomo Mascherato (The Phantom) di Lee Falk, le cui avventure avvenivano su fumetti e programmi radiofonici.

I personaggi della serie televisiva liberamente ispirata ai fumetti di Hine, Sapolsky, Di Giandomenico e Djurdjević

Il Ben Reilly di Cage è ben lontano dal Peter Parker di Tobey Maguire, Andrew Garfield o Tom Holland: quando lo vediamo nei panni civili del detective, ci troviamo davanti un uomo disilluso, tormentato dal passato e ossessionato dalla morte della moglie, un personaggio cupo vicino ai classici detective della narrativa hard-boiled statunitense; invece, quando indossa la maschera di The Spider, il protagonista sa essere intrepido, coraggioso e anche ironico. D’altronde, è lo stesso Cage che aveva definito il suo personaggio un uomo sfortunato a metà fra l’attore Humphrey Bogart e il personaggio immaginario Bugs Bunny.

La Cat Hardy di Li Jun Li, una controparte noir di Felicia Hardy / Gatta Nera, si rifà a diverse dive del cinema hollywoodiano degli anni Trenta e Quaranta, nonché alle femme fatale della narrativa hard boiled, una donna sensuale e astuta, ma che sa vedersela anche da sola contro diversi pericoli. Invece, per quanto riguarda gli antagonisti, Lonnie Lincoln e Flint Marko (ossia Tombstone e l’Uomo Sabbia) sono dei poveri emarginati, vittime di perfidi esperimenti scientifici, i quali hanno scelto deliberatamente di seguire il boss Silvermane; invece, nel caso di Dirk Leyden abbiamo un personaggio teatrale, un uomo dall’anima malvagia ma che cerca l’ammirazione e l’attenzione del pubblico, una sorta di folle megalomane desideroso di essere al centro dell’attenzione pubblica. Infine, c’è il Silvermane di Gleeson, il quale ci presenta il classico gangster degli anni Trenta, un uomo desideroso di mettere le mani sulla Grande Mela fra corruzione, malaffari con l’aiuto dei suoi scagnozzi con superpoteri.

L’esperienza della visione in bianco e nero, il fascino retrò di un’epoca passata

Spider-Noir trascina lo spettatore in una New York che non esiste più. Grazie alla possibilità di vedere le otto puntate in bianco e nero, è possibile guardare la serie come se fosse un prodotto di quasi un secolo fa. A ciò contribuisce anche la musica di quegli anni che si sposa bene con le ambientazioni del prodotto di Sony e Amazon MGM.

I difetti di Spider-Noir, una serie che sacrifica l’azione all’investigazione

In realtà, nonostante i pregi menzionati nel paragrafo precedente, la serie sacrifica l’azione all’investigazione. Infatti, pur trattandosi di un prodotto di supereroi basato su un fumetto della Marvel, il minutaggio dedicato alle imprese in maschera del protagonista è molto ridotto, così come anche i combattimenti appaiono privi di tensione, molto più veloci e con coreografie semplici rispetto agli altri prodotti cinematografici dedicati al Tessiragnatele.

E lo stesso si può dire per i supercattivi come l’Uomo Sabbia, il quale non trasforma completamente il suo corpo in sabbia oppure non tramuta le sue mani in martelli o mazze chiodate come la controparte interpretata da Thomas Haden Church in Spider-Man 3, oppure il controllo dell’elettricità di Megawatt appare molto più debole se confrontato con quello dell’Electro di Jamie Foxx in The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro. Così i momenti in cui The Spider si dondola fra i grattacieli di New York oppure combatte i malviventi sono sacrificati a favore delle ricerche e delle indagini svolte da Ben Reilly e da Robbie Robertson.

Tutto ciò spinge la serie a voler mettere in secondo piano la sua natura di prodotto supereroistico scegliendo di aderire ad un genere preciso, il che la rende più vicina a cinefumetti che si rifanno ad un genere cinematografico specifico, come Joker di Todd Phillips, Logan – The Wolverine di James Mangold o The Batman di Matt Reeves, piuttosto che a Captain America: The Winter Soldier dei Fratelli Russo, in cui c’era un giusto equilibrio fra l’essere un thriller politico e di spionaggio e l’essere un film di supereroi.

Spider-Noir, una serie più poliziesca che di supereroi

Spider-Noir è una buona serie televisiva che ricostruisce con accuratezza la New York degli anni Trenta offrendo un’interessante storia di redenzione di un eroe sofferente, ma troppo legata ad una narrazione realistica e senza quella sensazione di meraviglia tipica delle opere della Casa delle Idee. Insomma, una serie televisiva in cui la controparte di Spider-Man ci appare più come un detective in abiti civili che in quelli di un eroe in calzamaglia.

Fonte immagine di copertina: si ringrazia Amazon Prime Video per la foto

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A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Filologia moderna presso l'Università Federico II di Napoli il 23 febbraio 2024 e iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 25 gennaio 2021. Sono cresciuto con i programmi educativi di Piero e Alberto Angela, i quali mi hanno trasmesso l'amore per il sapere, e tra le mie passioni ci sono la letteratura, la storia, il cinema, la filosofia e il teatro assieme alle altre espressioni artistiche.

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