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Eroica Fenice

Il diavolo troppo uomo poco umano: Lucifer con Tom Ellis

Il diavolo troppo uomo poco umano: Lucifer con Tom Ellis

E se il diavolo travestito da gentiluomo in giacca e cravatta vi chiedesse quale sia il vostro desiderio più recondito, cosa gli rispondereste? Vi lascereste tentare? Troverete la risposta dando un’occhiata a Lucifer, serie tv trasmessa su Fox dal 2016, nonchè trasposizione televisiva dell’omonimo fumetto della Vertigo, scritto da Mike Carey (e nato come “spin-off” del fumetto Sandman).

Tra il proibito e la giustizia: Tom Ellis veste Lucifer

Annoiato dalla vita monotona da custode dei dannati, Lucifer Morningstar (interpretato dall’affascinante Tom Ellis), figlio di Dio cacciato dal Paradiso e posto a sorveglianza degli Inferi, fugge dall’aldilà nella scintillante Los Angeles. Insieme alla schiava e consigliera Maze (Lesley-Ann Brandt), apre il locale notturno Lux, abbandonandosi all’alcol e alle belle donne, in balia dei peccati che assicurerebbero l’Inferno a chiunque: certo, tranne chi è riuscito a sfuggirvi. La nuova routine di mondanità e perversioni di Lucifer viene interrotta dalla morte misteriosa di una sua protetta: un affronto che porterà l’angelo caduto dall’intrigante detective Chloe Decker (Lauren German), madre single ed ex moglie del suo capo (e padre di sua figlia), Dan Espinoza (Kevin Alejandro). Lo sguardo di ghiaccio di Chloe ipnotizza il signore del peccato, lo confonde, lo incuriosisce: non c’è uomo e non c’è donna di cui Lucifer non conosca i più intimi desideri e le più basse ambizioni, il potere del demonio è quello di tentare l’umanità con le proprie debolezze. Sono necessari pochi secondi per scambiare uno sguardo con la vittima, e alla domanda “Qual è il tuo più grande desiderio?” ognuno cede consegnando al diavolo l’arma per indurlo in tentazione (e per poi cedervi). Eppure la detective Decker sembra poco incline al proibito, più Lucifer tenta di scrutarle l’anima, più ogni suo tentativo si rivela inutile. Chloe non solo è una fortezza, ma un’arma in grado di ferire l’angelo ribelle: quando la donna è nei paraggi, Lucifer smette di essere la creatura sovrannaturale che niente e nessuno può scalfire e diventa l’uomo debole e mortale di cui dall’alto della sua misticità si è sempre preso gioco. Questo repentino cambiamento non passa inosservato agli occhi dell’Altissimo, che invia sulla Terra il suo primogenito, Amenadiel (David Bryan Woodside), agli antipodi del fratello col suo comportamento devoto alla volontà del padre, col compito di riportare Lucifer all’Inferno. L’angelo ribelle, però, non si smentisce e imperterrito decide di approfondire la conoscenza del suo nuovo lato umano ottenendo il posto come aiutante di Chloe nelle sue indagini. I due svilupperanno un rapporto ogni giorno più forte, ma il diavolo non riuscirà rinnegare il mondo a cui appartiene.

Il Lucifer di Tom Ellis ha poco a che fare col mostro rosso e spaventoso che è stato posto a sorvegliare l’Inferno: non è il personaggio biblico temuto dai cattolici, ma un uomo che non conosce umanità, che non ha alcun Dio al di fuori del peccato, che crede nei soldi e nei vizi, che vuole godersi pienamente il tempo concessogli. Tra il crime drama e il fantasy, Lucifer (rinnovata per una terza stagione in arrivo questo ottobre) è una serie tv senza pretese, spera nell’accennato sorriso dei suoi spettatori affidandoli ad un protagonista alquanto irriverente che fa da showman, con le sue battutine a doppio senso e il suo totale estraniarsi dalla gravità di determinate situazioni. Si immagini un buffone che conosce soltanto la giustizia della vendetta e che si ritrova a vestire i panni di un poliziotto: la comicità derivante dall’incontro tra opposti è assicurata. Si sfidi chiunque a giurare di non aver voluto, almeno una volta nella vita, la stessa leggerezza di Lucifer innanzi ad un corpo senza vita vestito male! L’elemento dell’indagine poliziesca non annoia, anzi, coniugato con l’aspetto sentimentale della vicenda dà vita ad un prodotto nuovo, che fa sorridere e pensare: fin dove ci proteggono i muri che innalziamo? Cosa siamo disposti a perdere e innanzi a cosa cederebbero i nostri valori? Forse il diavolo è davvero nei dettagli, ci morde mentre guardiamo da lontano quello che desideriamo di più.