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Eroica Fenice

Un sacchetto di biglie

Un sacchetto di biglie, un film di Christian Duguay

Un sacchetto di biglie è l’ultimo lavoro diretto dal regista canadese Christian Duguay. Il film, al cinema dal 18 gennaio, è il secondo adattamento cinematografico – il primo è stato realizzato nel 1975 per la regia di Jacques Doillon – del romanzo storico e autobiografico dello scrittore francese Joseph Joffo pubblicato nel 1973 e divenuto un bestseller (in Italia è stato pubblicato dalla casa editrice BUR).

La storia ha inizio nella Parigi degli anni ’40 e ha per protagonisti due giovanissimi fratelli ebrei, Joseph (Dorian Le Clech) e Maurice (Batyste Fleurial), che si divertono e amano giocare con le biglie. All’indomani dell’occupazione del Paese da parte delle truppe naziste durante la Seconda Guerra Mondiale, i due ragazzini iniziano a essere trattati diversamente già dai loro compagni di classe che non esitano a insultarli e picchiarli a causa della loro religione. Joseph e Maurice saranno perciò costretti a rinunciare alla propria spensieratezza e a separarsi dalla loro famiglia per intraprendere un viaggio che li condurrà in lungo e in largo per tutta la Francia, così da poter fuggire alla persecuzione antisemita e raggiungere la “terra libera” della quale ha tanto parlato loro il padre. Sarà soltanto grazie a molto coraggio e a una buona dose di accortezza e intelligenza se i due piccoli protagonisti riusciranno a sopravvivere alle crudeltà di cui è stato oggetto il popolo ebraico ricongiungendosi, non senza aver subito delle perdite, ai propri cari.

Un sacchetto di biglie, un’importante testimonianza di vita vissuta

Dopo aver portato sul grande schermo le avventure di Belle & Sebastien tratte dai romanzi di Cécile Aubry – il primo film è del 2013 e il sequel del 2015 – con Un sacchetto di biglie Duguay cambia genere, narrativo e dunque anche filmico, per dirigere una pellicola drammaticamente impegnativa.

Impegnativa perché si tratta di una storia vera, quella dell’autore Joseph Joffo e della sua famiglia; impegnativa perché offre un’ulteriore testimonianza di una tra le pagine più terribili e vergognose che la storia mondiale abbia mai scritto; impegnativa, dunque, perché non è stata un’impresa da poco tenendo conto dei due elementi sui quali poggia e ruota l’intera trama.

Quest’ultima è intensa e commoventela storia arriva dritto al cuore e alle coscienze degli spettatori costringendoli a riflettere sulle ingiustizie e le brutture, purtroppo ancora attuali, che alcuni popoli sono stati e sono costretti a subire. Quella di Joseph e Maurice è un’avventura/disavventura dal sapore amaro eppure, al contempo, dolce perché portatrice di speranza. La speranza di poter combattere contro le avversità con tutti i mezzi a propria disposizione una lotta per la sopravvivenza che servirà ai due protagonisti – interpretati con grande bravura dai giovani attori, così come notevole è stato il lavoro svolto dal resto del cast – per crescere, maturare e vivere in un mondo che è loro ostile.

Duguay – anche grazie a un’accurata e mirata scelta dei luoghi tra i quali non mancano alcuni tra i migliori paesaggi rurali e urbani francesi – ha portato sul grande schermo una storia di forte impatto emotivo che, oltre a mostrare fatti realmente accaduti, è un ulteriore contributo artistico dell’orrore che è stato e che si auspicava non si sarebbe mai più ripetuto.

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