La salamandra e la sua capacità rigenerativa

La salamandra e la sua capacità rigenerativa

La salamandra è conosciuta in tutto il mondo per la sua eccezionale capacità di rigenerarsi. Gli urodeli, la famiglia delle salamandre, hanno proprio questo superpotere: dopo l’amputazione o la mutilazione di un arto, riescono a rigenerarlo.

Come funziona la rigenerazione dei tessuti nelle salamandre?

La salamandra è un genere di anfibi urodeli, con aspetto generalmente simile a quello delle lucertole, con lungo corpo sottile, coda lunga e zampe corte. La salamandra è nota per la sua lingua lunga, con cui cattura anche le cose più distanti ma è un caso studio più unico che raro per la sua rigenerazione di arti e coda in caso di amputazione.

Gli urodeli comprendono le salamandre, i tritoni e i protei. Tutta questa famiglia è caratterizzata dalla stessa capacità di rigenerare alcune parti del corpo come gli arti, ma non solo. Chiaramente si tratta di una abilità a dir poco sorprendente che ha suscitato l’interesse di molti scienziati nella medicina rigenerativa. Proprio partendo dagli studi sulle salamandre gli scienziati esplorano ancora oggi il processo di rigenerazione dei tessuti, che potrebbe essere un grandissimo potenziale per la medicina.

La rigenerazione che avviene nelle salamandre consiste nella ricrescita di una parte danneggiata o mancante di un organo a partire dal tessuto rimasto.

Lazzaro Spallanzani (1729-1977), un pioniere della biologia, aveva effettuato degli esperimenti sulle salamandre, i girini, le lumache e i lombrichi e aveva scoperto che potevano rigenerare alcune parti del corpo. Nonostante le salamandre siano studiate da molti anni, alcune domande restano ancora senza risposta.

Gli scienziati hanno constatato che l’efficienza di rigenerazione è correlata alla morfologia della coda che varia da esemplare a esemplare. Le capacità rigeneranti sono correlate all’azione in particolare del gene ambysex, che causa variazioni nella morfologia della coda. In generale la capacità di rigenerazione dei tessuti è tanto maggiore quanto è maggiore la larghezza della coda ed è poco più efficiente nei maschi piuttosto che nelle femmine – anche perché le femmine hanno la coda più stretta!

A quanto pare lo sviluppo della parte rigenerata è regolata a livello locale da fattori rilasciati proprio nel momento dell’amputazione. Qui sono codificate delle informazioni in modo che la parte mancante venga rigenerata. Gli scienziati hanno anche scoperto l’importanza dell’ERK, una catena di proteine che si attivano costantemente in modo da consentire la rigenerazione.

La salamandra preferita dai ricercatori è l’Axoloti che si riproduce e sopravvive molto bene in cattività. L’assolotto o Axolotl è una specie autoctona dei laghi messicani.

Oltre la salamandra, anche altri animali sono in grado di rigenerarsi!

Un esempio comune di animale rigenerante è la stella marina. Il processo di rigenerazione delle stelle marine è molto complesso e finora è stato compreso solo parzialmente. Se una stella marina ha un braccio amputato, inizia una fase di riparazione per curare la ferita generando nuove cellule che a loro volta danno vita ad una nuova crescita. La rigenerazione può durare mesi o anni. Inoltre la frammentazione delle stelle marine è compiuta sia a scopi riproduttivi che come difesa e via di fuga: conoscendo la sua capacità di rigenerarsi l’animale può decidere di tagliarsi una parte del corpo per sfuggire all’attacco di un predatore.

In realtà anche l’uomo è in grado di rigenerare alcune parti del corpo. Questo fenomeno nell’uomo interessa solo alcuni organi, ad esempio il fegato e la pelle, che si autoriparano quando subiscono danni. Ad esempio, se parte del fegato è persa per una malattia o un danno fisico l’organo può ricrescere fino alle sue dimensioni originali, anche se non ricrescerà nella forma originale.

Allora, se l’attività rigenerante non è poi così strana negli essere viventi, perché le salamandre sono così importanti per la ricerca?

Perché si tratta di un animale che possiede delle caratteristiche morfologiche molto simili all’uomo. Inoltre, questi animali hanno una capacità di rigenerarsi quasi illimitata e la loro capacità non si ferma solo agli arti e alla coda ma anche a tessuti oculari, parti del midollo o del tessuto celebrale. La capacità rigenerante è quindi posseduta da molte specie animali ma solo negli stadi embrionali o giovanili; lo stesso essere umano, a livello embrionale, può far crescere abbozzi di arti, i topi possono far ricrescere le dita e il pesce zebra può far ricrescere la coda.

L’unico vertebrato in grado di ricreare strutture così complesse come degli arti completi o parti di organi a qualsiasi età resta la salamandra.

Fonte immagine: Fickr

A proposito di Federica Grimaldi

Ventenne appassionata di arte e letteratura. Entra a far parte del team di Eroica per dedicarsi alla stimolante attività della scrittura.

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