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Eroica Fenice

Lena Dunham e Melissa McCarthy: un corpo per il successo

Lena Dunham e Melissa McCarthy: un corpo per il successo

Perché il dimagrimento di Lena Dunham è diventato argomento di polemica e discussione sul web? Scoprilo con noi!

<<Penso al mio corpo come a uno strumento, non come l’oggetto della mia felicità>>

Questo è quello che diceva a proposito del suo corpo, in un’intervista al Gothamist, Lena Dunham, autrice, regista ed attrice della serie cult Girls, da poco arrivata in Italia e già diventata un “caso” per la forza corrosiva con cui racconta le vicende, esistenziali e soprattutto sessuali, di quattro amiche dopo la fine del college.

La protagonista è Lena Dunham che appare frequentemente nuda, pur avendo un fisico lontano dagli standard attuali, che troppe volte riconoscono nei corpi magri dei modelli di bellezza da emulare.

Lena Dunham, “nuova regina della commedia” per il numero di Vogue di febbraio, ha usato la propria immagine per veicolare il messaggio che “piacersi così come si è rappresenta la chiave per sopravvivere al meglio in un mondo dove il rispetto del canone estetico del magro è la norma” e ha costruito parte della sua carriera sulla fierezza della sua taglia forte e sull’impertinente esibizione dei suoi chili di troppo.

Una delle ultime foto postate sul suo account Instagram la ritrae, infatti,  in slip e reggiseno, probabilmente in una camera d’albergo, con un commento ad accompagnare l’istantanea:

<<Amo questa lingerie, penso che potrei indossarla a cena con un paio di stivali e un sorriso. Perché abbiamo la fortuna di essere liberi>>.

Fin qui, tanto di cappello.

Cambiare il proprio corpo per avere successo? Le storie di Lena Dunham e Melissa McCarthy

Se non fosse per il fatto che, da alcuni giorni, girano delle foto postate dalla stessa Lena Dunham, che la immortalano mentre suda, fa sport, corre e “dimagrisce”.

Berlino. Red carpet della nuova pellicola che la vede co-protagonista, insieme a Jason Statham, di Spy, nei cinema dal 30 luglio, Melissa McCarthy, la mai dimenticata Sookie di Una mamma per amica, afferma gongolante di “aver perso 20 chili” negli ultimi tempi.

Fin qui, non c’è notizia.

Se non fosse, anche stavolta, per il fatto che a Hollywood, ogni volta che serve un’attrice oversize, le produzioni digitano il numero di Melissa McCarthy e che lei, solare, sempre sorridente ed oltremodo intelligente, ha saputo ben sfruttare la sua pancia abbondante per diventare una star.

Qualcosa, quindi, non torna!

Se le due maggiori sostenitrici della libertà di stare bene coi propri chili di troppo si sono messe a dieta, postano i loro progressi sui social network e dichiarano, entusiaste, che i loro sforzi non sono stati vani, allora non ci si dovrebbe meravigliare del fatto che una qualsiasi teenager ceda alla dittatura della taglia 40, che persevera ad Hollywood e sulle passerelle, e che viene pubblicizzata come la tipologia “attuale” con cui ci si vede belle e desiderabili.

Che valore hanno, c’è da chiedersi, tutte le dichiarazioni-provocazioni su quanto si sta bene col proprio corpo, anche se XXL, e sul fatto che la nostra personalità non deve essere limitata o indirizzata da un canone di bellezza del tutto arbitrario, se, appena raggiunto il successo attraverso la difesa di queste posizioni, consentitemi, si abdica a favore del personal trainer?

Sicuramente l’esporsi in primo piano per combattere il “pregiudizio della taglia 40” è da inserirsi in un più ampio panorama, che difende il “grasso”, come qualsiasi altro esponente di quello che oggi è visto come il “diverso”.

Pertanto la battaglia della pancetta è un po’ la battaglia della diversità!

Di chi rivendica il diritto di essere se stesso, così com’è e come vuole essere, senza che giudizi affrettati o pregiudizievoli possano in qualche modo  etichettarlo.

E quindi questo messaggio, di spessore e profondità, senza confini di tempo e di spazio nell’era dell’interazione immediata, dev’essere ritrattato nel momento in cui il red carpet o le copertine rivendicano le loro condizioni di selezione, non negoziabili, of course?

E poi arriva lei, infine. Una possibile spiegazione dalla McCarthy.

<<Ci sono pochissime cose che stanno bene alle mie dimensioni, soprattutto quando si tratta di cercare un abito per il red carpet. Certe volte vorrei essere una taglia media solo per poter indossare qualcosa che non ricordi una tenda>>.

Ti cadono le braccia. Un sorriso tuo malgrado ti spunta sulle labbra.

Vanità.

Semplice e banale vanità.

La perfida amica di molte donne e di molti uomini.

A dispetto delle crociate sull’essere …. essere per sé ed essere per gli altri.  Sul mostrarsi agli altri e “vedersi” come si appare agli altri. Sul vivere … con sé e con gli altri, la cara, vecchia vanità ha vinto.

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