L’amore nell’era digitale: le app di incontri funzionano?

L’amore nell’era digitale: le app di incontri funzionano?

L’inesorabile avanzare della tecnologia ha stravolto ogni campo possibile ed immaginabile, un dato innegabile e riscontrabile anche nel suo interferire nel campo amoroso: si parla infatti di amore nell’era digitale, un’era che ha trasformato il modo in cui due persone possono conoscersi, entrare in contatto ed eventualmente plasmare un futuro. Il rilascio sempre più intensivo di applicazioni di messaggistica istantanea (dai social network alle famose app di incontri) ha facilitato senza ombra di dubbio le interazioni tra due o più persone, abbattendo ostacoli che fino a circa un ventennio fa sembravano insormontabili. Spesso e volentieri, però, ci si chiede se le reti sociali ed in particolare le applicazioni di incontri funzionino davvero o se queste siano solo una degenerazione dell’attuale società, che sembra aver perduto interesse anche nel ricercare la propria anima gemella.

Come funzionano le app di incontri?

Nella stragrande maggioranza dei casi, il tutto comincia con la creazione di un profilo da parte dello stesso utente, che può: caricare una o più foto, inserire una descrizione originale e accattivante di sé, aggiungere dati ed interessi personali e chi più ne ha più ne metta. Successivamente, l’utente entra nel vivo della vicenda con la comparsa di altri utenti, in base al prodotto di particolari algoritmi, quali la geolocalizzazione in primis (che mostra le persone meno distanti dall’utente) e l’eventuale impostazione di filtri e preferenze.

Le app di incontri sono numerose e soprattutto diverse tra di loro in base alle funzioni che offrono: in linea generale, ciascuna offre un servizio di messaggistica privata grazie alla quale i due utenti possono approcciarsi; in questi canali privati, si può spaziare dall’invio di semplici messaggi ed emoji a GIF, foto/video e messaggi vocali, una maniera semplice per rompere il ghiaccio e placare le tensioni.

Le app di incontri funzionano davvero?

È difficile rispondere a questo quesito, dato che l’utente è il principale artefice dell’utilizzo che fa delle app di incontri, oltre che ad essere padrone delle proprie intenzioni e dei propri gusti: non a caso, è del tutto normale trovare utenti che sono interessati solo ad incontri senza alcun tipo di impegno ed altri che, invece, sono alla ricerca di legami stabili e duraturi nel tempo. L’aspetto negativo delle app di incontri e che rappresenta l’altra faccia della medaglia, è la dilagante piaga di fenomeni e comportamenti scorretti online, come il catfishing (fenomeno mediante il quale un utente si finge chi non è, in casi più gravi rubando l’identità di un’altra persona) ed il ghosting (un comportamento scorretto, che si sta diffondendo a macchia d’olio e che prevede la sparizione dalla conversazione, senza alcuna spiegazione o apparente ragione, di una delle due persone). Ciliegina sulla torta è il love bombing, una maniera di approcciarsi anch’essa scorretta che consiste nel bombardare l’altra persona di affetto ed attenzioni non esplicitamente richieste: esso è un metodo efficace per ottenere velocemente la fiducia dell’altra persona e che nei casi più estremi può sfociare nell’allontanamento o nell’abbandono.

Per farla breve, le app di incontri si rivelano essere un potente strumento data la loro semplicità di utilizzo e la velocità con la quale mettono in contatto persone differenti. È essenziale però, farne un utilizzo consapevole, dato che sono un esempio lampante di lama a doppio taglio: sono in grado di ferire non solo l’altra persona, ma anche chi le utilizza. Lasciarsi guidare dal buon senso e mantenere aspettative radicate alla realtà sono le chiavi per un buon utilizzo di queste piattaforme e per il successo su di esse.   

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

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