Loot Box: cosa sono, normativa in Italia e rischi del gioco d’azzardo

Cos'è una Loot box? È equiparabile al gioco d'azzardo?

Nei videogiochi viene definito loot box (o cassa premio) il meccanismo che permette ai giocatori di acquistare, con denaro reale o valuta di gioco, un pacchetto virtuale dal contenuto casuale. All’interno si possono trovare oggetti come armi, costumi per i personaggi (skin) o altri potenziamenti. Questa pratica, legata al mondo delle microtransazioni, ha sollevato un acceso dibattito globale, con enti regolatori che ne hanno messo in discussione la legalità.

Che cos’è una loot box: significato e funzionamento

Caratteristica Dettaglio
Concetto base Scatola virtuale con contenuto a sorpresa (RNG).
Costo Valuta reale o valuta “premium” del gioco.
Tipologie Estetiche (skin) o Funzionali (armi/vantaggi Pay-to-Win).
Rischio principale Meccaniche psicologiche simili alle slot machine.

Il caso olandese: le loot box sono gioco d’azzardo?

Una delle prime prese di posizione ufficiali è arrivata dalla Netherlands Gaming Authority (NGA), l’autorità olandese sul gioco. Dopo aver analizzato dieci videogiochi, ha dichiarato che quattro di essi violavano le leggi locali. Per la NGA, il meccanismo non è illegale in sé, ma lo diventa nel momento in cui gli oggetti ottenuti possono essere rivenduti. In questo caso, l’estrazione casuale a pagamento mette in palio premi con un valore economico reale, configurandosi come gioco d’azzardo non autorizzato. Le case produttrici dei giochi incriminati (i cui titoli non furono divulgati) ebbero tempo fino al 20 giugno di quell’anno per adeguarsi.

La NGA ha inoltre messo in guardia sull’utilizzo delle loot boxes in generale, poiché potrebbero avvicinare persone sensibili, specie i più giovani, al gioco d’azzardo. Anche se non sono stati riscontrati episodi di dipendenza, le loot boxes sono progettate in modo simile a giochi tradizionali come le slot machine. Per questo, l’autorità ha raccomandato di rimuovere tutti gli elementi che potrebbero stimolare una dipendenza: effetti grafici, suoni accattivanti, “quasi-vittorie” e la possibilità di aprire casse a raffica.

I casi controversi che hanno acceso il dibattito

L’attenzione mediatica e normativa sulle loot box è esplosa in seguito ad alcuni casi eclatanti che hanno coinvolto titoli tripla-A.

Star Wars Battlefront II: la goccia che ha fatto traboccare il vaso

Nel 2017, il lancio di Star Wars Battlefront II da parte di Electronic Arts (EA) ha scatenato una protesta senza precedenti. Le loot box del gioco non contenevano solo oggetti estetici, ma anche potenziamenti che fornivano un vantaggio competitivo reale (un modello “pay-to-win”). Per sbloccare personaggi iconici come Darth Vader senza pagare, erano necessarie decine di ore di gioco. La reazione della community fu così forte da costringere EA a rimuovere temporaneamente tutto il sistema di microtransazioni, portando il caso all’attenzione dei governi di tutto il mondo.

FIFA e i pacchetti Ultimate Team

Un altro esempio longevo è la modalità Ultimate Team della serie di videogiochi FIFA (ora EA Sports FC). I giocatori acquistano “pacchetti” di figurine virtuali nella speranza di trovare calciatori rari e forti per costruire la propria squadra. Questo meccanismo è stato oggetto di numerose cause legali in diversi paesi, con accuse di aver creato un vero e proprio sistema di gioco d’azzardo rivolto anche ai minori.

Pacchetti di figurine virtuali nella modalità Ultimate Team di Fifa
Pacchetti di figurine di Fifa

Gacha games e mobile: l’evoluzione delle casse premio

Negli ultimi anni, il modello delle loot box si è evoluto nel fenomeno dei Gacha Games (dal termine giapponese “Gachapon”, le macchinette di palline a sorpresa). Titoli immensamente popolari su mobile e PC, come Genshin Impact o Honkai: Star Rail, basano l’intera economia di gioco sull’evocazione casuale di personaggi e armi. A differenza delle loot box tradizionali, questi giochi spesso includono un sistema di “Pity” (pietà), che garantisce un oggetto raro dopo un certo numero di tentativi falliti, ma la meccanica di base resta legata alla spesa ricorrente per ottenere contenuti desiderabili.

La psicologia delle loot box: perché creano dipendenza

Il design delle loot box sfrutta meccanismi psicologici ben noti per incoraggiare gli acquisti ripetuti.

  • Rinforzo intermittente: come nelle slot machine, non si sa mai quando arriverà la ricompensa desiderata. Questa imprevedibilità crea un ciclo di attesa e gratificazione che spinge a tentare di nuovo.
  • Effetto “quasi-vittoria”: spesso il sistema mostra al giocatore premi di grande valore che “per un soffio” non ha vinto, spingendolo a fare un altro tentativo.
  • Pressione sociale e FOMO: vedere altri giocatori con oggetti rari ed esclusivi può generare la “Fear Of Missing Out” (paura di essere esclusi), incentivando l’acquisto per non rimanere indietro.

La situazione legale in Europa e normativa in Italia

La reazione al fenomeno delle loot box non è stata uniforme. Diversi paesi hanno adottato approcci differenti, creando un panorama normativo frammentato.

Paese Stato della regolamentazione
Belgio Le ha dichiarate illegali, equiparandole al gioco d’azzardo. Molti giochi hanno rimosso la possibilità di acquistarle.
Paesi Bassi Sono considerate illegali solo se i premi hanno un valore economico reale e possono essere scambiati o venduti.
Regno Unito Dopo un’indagine, il governo ha concluso che non rientrano nella legislazione sul gioco d’azzardo, ma ha invitato l’industria ad autoregolamentarsi.
Italia L’AGCOM ha pubblicato delle linee guida che le definiscono gioco d’azzardo se i premi sono cedibili. Si attende ancora una legge specifica.

Consigli pratici per genitori: PEGI e controlli

Questo episodio ha portato alla ribalta la diffusione sempre più massiccia di questi contenuti a pagamento, non solo nei giochi “free to play“, dove potrebbero essere giustificati, ma anche in titoli venduti a prezzo pieno. Per gestire il fenomeno, è utile seguire alcuni consigli:

  • Verificare l’etichetta PEGI: il sistema di classificazione europeo ha introdotto un’icona specifica che segnala “Include acquisti casuali” (Paid Random Items). Controllate sempre il retro della confezione o la scheda digitale.
  • Usare i controlli parentali: tutte le principali console (PlayStation, Xbox, Nintendo Switch) e piattaforme PC (Steam, Epic Games) offrono strumenti di parental control per limitare o bloccare le spese.
  • Evitare di collegare carte di credito: non salvare i dati di pagamento sull’account di gioco di un minore. Utilizzare piuttosto carte prepagate o gift card con un importo definito.
  • Parlare apertamente: dialogare con i propri figli, spiegando la natura casuale delle loot box e il valore del denaro, è lo strumento di prevenzione più efficace.

Domande frequenti (FAQ)

Cosa sono esattamente le loot box?

Una loot box è un oggetto virtuale acquistabile nei videogiochi con denaro reale o valuta di gioco. Contiene una selezione casuale di altri oggetti virtuali, come skin per i personaggi, armi o potenziamenti, senza che il giocatore sappia in anticipo cosa riceverà.

Le loot box sono illegali in Italia?

In Italia la situazione è ancora in fase di definizione. AGCOM ha pubblicato delle linee guida equiparando le loot box al gioco d’azzardo se i premi vinti possono essere trasferiti o venduti, acquisendo un valore economico reale. Tuttavia, non esiste ancora una legge specifica che le vieti in modo generalizzato come in Belgio.

Qual è stato il caso più famoso legato alle loot box?

Il caso più famoso è stato quello di Star Wars Battlefront II (2017). Il gioco includeva loot box che fornivano vantaggi competitivi significativi (pay-to-win), scatenando una protesta globale da parte dei giocatori che ha costretto l’editore EA a rimuovere temporaneamente il sistema.

Fonte immagine sull’articolo cos’è una loot box: https://www.gdr-online.com/articoli-loot-box-regolamentate.asp

Articolo aggiornato il: 28 gennaio 2026

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