I gamepad sono una parte integrante dell’esperienza di gioco: estetica, ergonomia e numero di tasti sono elementi che fanno la differenza tra un buon controller e uno mediocre. Col passare del tempo, insieme alle console, anche i gamepad si sono evoluti per rendere l’esperienza di gioco sempre più immersiva e funzionale. Ripercorriamo le tappe fondamentali della storia dei controller per capire come si sono adattati alle nostre esigenze.
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Le origini: dagli arcade all’Atari 2600
Negli anni ’70, con la nascita delle prime sale giochi (arcade), appaiono i primi cabinati. I loro sistemi di controllo sono tra i più iconici: un joystick e dei pulsanti laterali, una combinazione semplice ma efficace. Sempre in quel decennio, la compagnia Atari introduce alcuni dei primi controller per uso domestico. Tra questi, quello per il videogioco retro Pong, che consisteva in due manopole (paddle), e soprattutto il controller sviluppato per la console Atari 2600, che standardizzò l’uso di un joystick e un singolo tasto azione.
La rivoluzione del d-pad di Nintendo
Dopo un decennio dominato dai joystick, Nintendo sviluppò l’innovazione che avrebbe costituito la base per tutti i gamepad moderni: il D-Pad (Directional Pad). Questa invenzione, attribuita all’ingegnere Gunpei Yokoi, come documentato da numerose fonti storiche tra cui il Google Arts & Culture Institute, consiste in una croce direzionale che permette un controllo preciso del movimento a 8 direzioni. Il D-Pad fu introdotto per la prima volta nei portatili Game & Watch e divenne poi il cuore del controller per la storica console NES (Nintendo Entertainment System) nel 1983. La sua comodità e precisione lo resero lo standard del settore per un intero decennio.
L’era 3d: l’arrivo della levetta analogica
Un altro passo fondamentale nella storia dei controller avvenne a metà degli anni ’90, con l’avvento dei giochi tridimensionali. Nel 1996, Nintendo lanciò il controller per il Nintendo 64, che per primo introdusse una levetta analogica in un gamepad di successo, permettendo un controllo a 360 gradi del movimento, fondamentale per navigare gli ambienti 3D. Poco dopo, Sony rispose perfezionando l’idea con il primo Dual Analog Controller per PlayStation, introducendo non una, ma due levette analogiche, un design che diventerà poi lo standard definitivo con il successivo DualShock, che aggiunse anche la funzione di vibrazione.
Tabella delle innovazioni chiave nei controller
Questa tabella riassume le tappe più importanti nell’evoluzione dei gamepad.
| Anno | Controller/console | Innovazione principale introdotta |
|---|---|---|
| 1977 | Atari 2600 | Joystick e singolo tasto azione per uso domestico |
| 1983 | Nintendo entertainment system (NES) | Standardizzazione del d-pad (croce direzionale) |
| 1996 | Nintendo 64 | Prima levetta analogica e grilletto posteriore |
| 1997 | Sony playstation dualshock | Standardizzazione delle due levette analogiche e della vibrazione |
La storia dei controller oggi e il futuro
Dal ’97 in poi, il design del DualShock è diventato il punto di riferimento. Le evoluzioni successive si sono concentrate su migliorie ergonomiche e sull’aggiunta di nuove funzionalità, come la tecnologia wireless, i sensori di movimento e i grilletti adattivi. Negli anni sono nati anche controller alternativi che si distinguevano per funzionalità uniche, come il celebre Wiimote della Nintendo Wii, basato sul motion control, o il sistema di tracciamento corporeo Kinect di Xbox. Ad oggi, il mercato è ancora dominato dai gamepad tradizionali, ma con l’avvento di nuove tecnologie come la Realtà Virtuale e il cloud gaming, il futuro potrebbe riservare nuove sorprese, pronte a scrivere un’altra pagina della storia dei controller.
Articolo aggiornato il: 19/09/2025

