Nell’industria videoludica, il marketing crea un’attesa enorme per i nuovi titoli, ma la realtà è spesso diversa. Il videogioco perfetto non esiste e la delusione generata dal cosiddetto hype è un sentimento comune. L’attesa per un gioco viene a volte distrutta da problemi tecnici, promesse non mantenute o contenuti deludenti, generando disillusione nel videogiocatore. Un “flop”, quindi, non è solo un gioco brutto, ma un titolo che ha tradito una fiducia enorme.
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Tipologie di flop: un riassunto delle cause
I seguenti videogiochi, pur essendo molto attesi, hanno fallito al lancio per motivi diversi, sfociando talvolta in gravi conseguenze economiche per gli sviluppatori.
| Videogioco | Principale causa del flop al lancio |
|---|---|
| Watch Dogs | Marketing ingannevole e downgrade grafico. |
| No man’s sky (v 1.0) | Contenuti scarsi e gameplay ripetitivo rispetto alle promesse. |
| Anthem | Fallimento creativo: gameplay piatto e mancanza di contenuti. |
| Fallout 76 | Disastro tecnico: bug, glitch e problemi di server. |
| Cyberpunk 2077 | Stato tecnico ingiocabile (soprattutto su console old-gen). |
Watch Dogs: il downgrade grafico che fece scuola
Il flop di Ubisoft è legato principalmente al palese downgrade grafico. Il gioco, pur essendo lontano dall’essere pessimo, non ha retto il confronto con il trailer mostrato all’E3 del 2013. La grafica finale presentava texture a bassa risoluzione e una fisica non al passo coi tempi. Oltre a un protagonista poco carismatico e a una trama debole, la meccanica principale dell’hacking risultava superficiale e ripetitiva dopo poche ore. Resta un titolo giocabile, ma rappresenta un caso emblematico di come le aspettative create dal marketing possano danneggiare un prodotto.
No Man’s Sky: il vuoto cosmico e la redenzione
La versione di lancio di No Man’s Sky è uno dei più grandi flop della storia. A fronte di un universo promesso come infinito e vibrante, i giocatori si trovarono di fronte a un mondo di gioco vuoto ed estremamente ripetitivo. Questo scatenò un’ondata di recensioni negative. Lo sviluppatore Hello Games, guidato da Sean Murray, ha però reagito in modo esemplare: per anni ha lavorato per rilasciare aggiornamenti gratuiti che hanno trasformato il gioco. Questo incredibile redemption arc è stato apprezzato dalla community e oggi No Man’s Sky è un titolo vasto e apprezzato.
Anthem: un motore splendido senza carburante
Il titolo sviluppato da BioWare è l’esempio di un fallimento creativo. Tecnicamente, il gioco era sbalorditivo: solido, performante e con una grafica eccezionale. Il problema? Mancava il gioco stesso. Anthem si presentava come un action RPG privo di originalità, con un gameplay piatto, missioni ripetitive e un sistema di loot poco stimolante. Nonostante un sistema di movimento divertente, il titolo non riusciva a intrattenere oltre i primi minuti, diventando l’esempio perfetto di un’opera tecnicamente impressionante ma priva di anima e contenuti, inferiore persino a molti titoli indipendenti.
Fallout 76: il disastro tecnico e la risalita
Il lancio di Fallout 76 di Bethesda fu un disastro tecnico. Essendo il primo titolo multiplayer del franchise, ha messo a nudo le debolezze dello studio: il gioco era mal ottimizzato, pieno di bug e con enormi problemi di server che lo rendevano quasi ingiocabile. Lo sviluppo affrettato, segnato da intenso crunch (lavoro straordinario forzato), portò a un’uscita prematura. Come per No Man’s Sky, gli sviluppatori hanno lavorato duramente per correggerlo. A partire dal 2020, grazie a numerosi aggiornamenti, il gioco ha iniziato a ricevere apprezzamenti, trasformandosi da uno dei flop più odiati a un titolo con una solida base di fan, con vendite che, secondo dati di novembre 2022, superavano i 13 milioni di copie come riportato da GamesIndustry.biz.
Cyberpunk 2077: il caso mediatico più eclatante
Cyberpunk 2077 di CD Projekt RED è il caso più eclatante di aspettative tradite. Dopo anni di attesa e marketing aggressivo, il gioco si dimostrò un disastro tecnico al lancio, specialmente su PS4, dove era quasi ingiocabile. L’enorme quantità di bug, glitch e crash portò a un’ondata di rimborsi senza precedenti e a un crollo delle azioni dell’azienda, come documentato da agenzie come Reuters. Sony arrivò a rimuovere temporaneamente il gioco dal PlayStation Store. Il CEO Marcin Iwiński pubblicò un video di scuse, promettendo di risolvere i problemi. Oggi, dopo anni di lavoro, il gioco è estremamente godibile, anche se il prodotto finale resta diverso dalle ambiziose premesse iniziali.
Fonte immagine di copertina: Steam
Articolo aggiornato il: 02/10/2025

