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5 videogiochi flop che hanno deluso le aspettative al lancio

Videogiochi flop: i più grandi della storia

Nell’industria videoludica, il marketing crea un’attesa enorme per i nuovi titoli, ma la realtà è spesso diversa. Il videogioco perfetto non esiste e la delusione generata dal cosiddetto hype è un sentimento comune. L’attesa per un gioco viene a volte distrutta da problemi tecnici, promesse non mantenute o contenuti deludenti, generando disillusione nel videogiocatore. Un “flop”, quindi, non è solo un gioco brutto, ma un titolo che ha tradito una fiducia enorme.

Tipologie di flop: un riassunto delle cause

I seguenti videogiochi, pur essendo molto attesi, hanno fallito al lancio per motivi diversi, sfociando talvolta in gravi conseguenze economiche per gli sviluppatori.

Videogioco Principale causa del flop al lancio
Watch Dogs Marketing ingannevole e downgrade grafico.
No man’s sky (v 1.0) Contenuti scarsi e gameplay ripetitivo rispetto alle promesse.
Anthem Fallimento creativo: gameplay piatto e mancanza di contenuti.
Fallout 76 Disastro tecnico: bug, glitch e problemi di server.
Cyberpunk 2077 Stato tecnico ingiocabile (soprattutto su console old-gen).

Watch Dogs: il downgrade grafico che fece scuola

Il flop di Ubisoft è legato principalmente al palese downgrade grafico. Il gioco, pur essendo lontano dall’essere pessimo, non ha retto il confronto con il trailer mostrato all’E3 del 2013. La grafica finale presentava texture a bassa risoluzione e una fisica non al passo coi tempi. Oltre a un protagonista poco carismatico e a una trama debole, la meccanica principale dell’hacking risultava superficiale e ripetitiva dopo poche ore. Resta un titolo giocabile, ma rappresenta un caso emblematico di come le aspettative create dal marketing possano danneggiare un prodotto.

No Man’s Sky: il vuoto cosmico e la redenzione

La versione di lancio di No Man’s Sky è uno dei più grandi flop della storia. A fronte di un universo promesso come infinito e vibrante, i giocatori si trovarono di fronte a un mondo di gioco vuoto ed estremamente ripetitivo. Questo scatenò un’ondata di recensioni negative. Lo sviluppatore Hello Games, guidato da Sean Murray, ha però reagito in modo esemplare: per anni ha lavorato per rilasciare aggiornamenti gratuiti che hanno trasformato il gioco. Questo incredibile redemption arc è stato apprezzato dalla community e oggi No Man’s Sky è un titolo vasto e apprezzato.

Anthem: un motore splendido senza carburante

Il titolo sviluppato da BioWare è l’esempio di un fallimento creativo. Tecnicamente, il gioco era sbalorditivo: solido, performante e con una grafica eccezionale. Il problema? Mancava il gioco stesso. Anthem si presentava come un action RPG privo di originalità, con un gameplay piatto, missioni ripetitive e un sistema di loot poco stimolante. Nonostante un sistema di movimento divertente, il titolo non riusciva a intrattenere oltre i primi minuti, diventando l’esempio perfetto di un’opera tecnicamente impressionante ma priva di anima e contenuti, inferiore persino a molti titoli indipendenti.

Fallout 76: il disastro tecnico e la risalita

Il lancio di Fallout 76 di Bethesda fu un disastro tecnico. Essendo il primo titolo multiplayer del franchise, ha messo a nudo le debolezze dello studio: il gioco era mal ottimizzato, pieno di bug e con enormi problemi di server che lo rendevano quasi ingiocabile. Lo sviluppo affrettato, segnato da intenso crunch (lavoro straordinario forzato), portò a un’uscita prematura. Come per No Man’s Sky, gli sviluppatori hanno lavorato duramente per correggerlo. A partire dal 2020, grazie a numerosi aggiornamenti, il gioco ha iniziato a ricevere apprezzamenti, trasformandosi da uno dei flop più odiati a un titolo con una solida base di fan, con vendite che, secondo dati di novembre 2022, superavano i 13 milioni di copie come riportato da GamesIndustry.biz.

Cyberpunk 2077: il caso mediatico più eclatante

Cyberpunk 2077 di CD Projekt RED è il caso più eclatante di aspettative tradite. Dopo anni di attesa e marketing aggressivo, il gioco si dimostrò un disastro tecnico al lancio, specialmente su PS4, dove era quasi ingiocabile. L’enorme quantità di bug, glitch e crash portò a un’ondata di rimborsi senza precedenti e a un crollo delle azioni dell’azienda, come documentato da agenzie come Reuters. Sony arrivò a rimuovere temporaneamente il gioco dal PlayStation Store. Il CEO Marcin Iwiński pubblicò un video di scuse, promettendo di risolvere i problemi. Oggi, dopo anni di lavoro, il gioco è estremamente godibile, anche se il prodotto finale resta diverso dalle ambiziose premesse iniziali.

Fonte immagine di copertina: Steam

Articolo aggiornato il: 02/10/2025

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A proposito di Bassano Vincenzo

Laureato in Lingue e Culture Comparate presso l'Università L'Orientale di Napoli. Attualmente laureando magistrale in lingua e letteratura giapponese. Grande appassionato di cinema, videogiochi, anime e fumetti.

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