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Textalyzer: l'etilometro per i messaggi made in USA evi

Textalyzer: l’etilometro per i messaggi made in USA

Il suo nome è Textalyzer e in italia si potrebbe tradurre come “messaggiometro”. Altro non è, in parole povere, che un controllore dei messaggi inviati dal telefono che secondo alcune ricerche se inviati durante la guida aumenterebbero di ben quattro volte il rischio di incidenti.
Un rischio che il governo statunitense non è disposto a correre, dopo aver rilevato che gli incidenti in auto hanno subito negli ultimi due anni un’impennata dell’8%, motivo per il quale una proposta di legge sta cercando di far inserire Textalyzer nei controlli stradali della polizia, esattamente come un normale etilometro.

Questo tipo di controllo, oltre a registrare l’invio di messaggi, analizza anche i dati di social network, chiamate, ogni attività compiuta sul telefono in breve tempo, e se non mancano le polemiche di chi crede che la privacy possa essere messa fortemente a rischio, l’azienda produttrice (la Cellebrite, con sede a Israele) assicura che il trattamento dei dati personali non è compreso nel funzionamento di Textalyzer, che si limiterà a definire se, nel lasso di tempo analizzato, sia stato compiuto qualche movimento dal cellulare.

Si spera che presto l’etilometro per messaggi, come è stato definito, arrivi anche in Italia, dove – si ricorda – il codice stradale prevede sanzioni fino a 646 euro per chi utilizza il cellulare mentre guida, oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente.

Textalyzer, l’apparecchio per capire se un guidatore è “sbronzo di sms”

Si invitano comunque i guidatori prudenti a restare tranquilli. Textalyzer è infatti anche capace di rilevare le attività dove – come nel caso di chiamate o registrazioni vocali – è stata utilizzata la funzione vivavoce o gli auricolari. Niente multe, dunque, per chi semplicemente parla al telefono senza compromettere la funzionalità manuale per reagire a eventuali imprevisti stradali.

Solo una riflessione diventa obbligatoria alla luce di questi fatti: quella derivante dall’utilizzo degli smartphone può arrivare a essere considerata una vera e propria dipendenza? Nel momento in cui esiste una legge che ne impedisce l’uso e l’esistenza di questa legge non basta a scongiurare il pericolo, tanto da dovere inventare un sistema che smascheri i “social-dipendenti”, la risposta sembra non essere altra che “sì”.

E allora alziamo per un momento gli occhi dai nostri cellulari, e concentriamoci su quello che stiamo facendo, che sia guidare, camminare o fare una chiacchierata con qualcuno. In un mondo in cui già ci sono innumerevoli pericoli, la cosa più biasimevole che un essere umano può fare è diventare egli stesso pericoloso, per gli altri e soprattutto per se stesso.

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