Abby in The Last of Us: perché è il personaggio più odiato?

Abby in The Last of Us: perché è il personaggio più odiato?

Chi è il personaggio di Abby in The Last of Us? Ma soprattutto, perché è tra i personaggi più odiati all’interno dei videogiochi? Andiamo qui a scoprire tutto quello che c’è da sapere su di lei.

Spoiler riguardanti i videogiochi The Last of Us e The Last of Us Parte II.

Il personaggio di Abby in The Last of Us è un personaggio che incontriamo soltanto nel secondo capitolo della saga videoludica di Naughty Dog, ma la cui storia si intreccia in modo indissolubile con quella dei nostri due protagonisti. La prima volta che incontriamo Abby non sappiamo chi lei sia, quali siano le sue intenzioni, fin quando non la vediamo uccidere Joel. È un evento traumatico per tutti gli appassionati del gioco, vedere morire uno dei punti cardine di questa storia meravigliosa. Il giocatore aveva infatti avuto modo di conoscere e amare Joel nel primo The Last of Us, all’interno del quale si vede Joel fare di tutto per salvare la vita della giovane Ellie. In un mondo post-apocalittico, invaso da “zombie”, Ellie è l’unica immune al virus, l’unica possibilità per trovare una cura. È solo alla fine del primo videogioco che scopriamo il costo di tale possibilità: la ragazza dovrebbe morire, per permettere ai medici di studiare il suo cervello e sviluppare una possibile cura per il resto dell’umanità. Joel sceglie di salvarla, di sacrificare il resto del mondo pur di salvare la giovane donna che è ormai diventata come una figlia per lui. Ma dove si inserisce Abby in tutto questo? Perché la sua figura diventerà così importante?

Chi è Abby in The Last of Us?

Abby Anderson è la figlia di Jerry Anderson, un personaggio che incontriamo nella parte finale del primo videogioco, ma sul quale poche persone si soffermano. Si tratta del chirurgo che stava per operare Ellie e che viene ucciso a sangue freddo da Joel. È a causa di questa morte che entra in gioco Abby in The Last of Us: sconvolta dalla morte del padre, lei cercherà vendetta ad ogni costo, fino ad uccidere Joel. Subito dopo la morte di Jerry, Abby deciderà infatti di unirsi al WLF (Washington Liberation Front), un gruppo di sopravvissuti. La seguiranno anche i suoi amici, che poi l’accompagneranno nella missione che terminerà con l’omicidio di Joel. Ma tutte queste informazioni le scopriamo solo con il proseguimento della storia; in un primo momento non si ha alcuna idea di chi sia Abby, rendendo molto più facile sviluppare odio nei suoi confronti per averci portato via Joel. Così il giocatore parte insieme ad Ellie per uccidere l’assassina di suo padre e tutti coloro che erano con lei. È solo nella seconda parte del videogioco che scopriamo tutta la storia di Abby: l’amore per suo padre, per i suoi amici, il desiderio di vendetta che scaturisce dall’aver perso tutto per colpa di Ellie e Joel.

Similitudini tra Abby ed Ellie

Conoscendo la storia di entrambe le protagoniste di questo gioco, ci viene da pensare che in realtà non siano poi così diverse tra di loro. L’impatto iniziale della morte di Joel scatena sia in Ellie che nel giocatore stesso un desiderio di vendetta che porterà a uccidere tutte le persone care ad Abby. Quindi, se la vendetta di Ellie viene giustificata, perché quella di Abby viene condannata? È proprio questo che gli sviluppatori del videogioco ci vogliono trasmettere: sono entrambe delle ragazze che hanno perso un padre, entrambe terrorizzate dal mondo che le circonda e spinte dalle circostanze a commettere azioni terribili. È così che Abby in The Last of Us diventa un vero e proprio simbolo che ci ricorda che le azioni compiute da Joel ed Ellie sono comunque terribili, nonostante il giocatore le compia senza rifletterci. La similitudine tra le loro vite è uno spunto per riflettere su tutto quello che si è compiuto nel corso del primo gioco e per metà del secondo.

Similitudini tra Abby e Joel

Allo stesso tempo, il gioco vuole anche trasmetterci una certa somiglianza tra Abby in The Last of Us Parte II e Joel nel primo capitolo. La ragazza incontrerà infatti Lev, un giovane ragazzo che diventerà la sua nuova famiglia, dopo la morte di tutte le persone a cui teneva per mano di Ellie. Lev sarà per Abby ciò che Ellie è stata per Joel: una motivazione per andare avanti, per continuare a lottare. Una delle scene finali in cui Abby porta in salvo il ragazzo è, non a caso, stranamente simile a una scena del primo videogioco in cui Joel porta in braccio Ellie dopo aver ucciso tutti coloro che avrebbero potuto farle del male. È forse proprio questa somiglianza che infine impedirà ad Ellie di uccidere la sua nemesi. La nostra amata protagonista, che nel frattempo si era trasformata in una macchina omicida, si ferma. Creare un nuovo orfano non avrebbe riportato in vita Joel, non le avrebbe restituito ciò che ha perso.

Quindi perché Abby in The Last of Us è così odiata, quando in realtà è estremamente simile ai personaggi principali? La risposta varia da giocatore a giocatore: c’è chi arriva a provare empatia per questa ragazza e c’è chi continuerà a volerla morta per ciò che ha compiuto. L’indecisione che questo personaggio suscita è probabilmente il fulcro dell’intero videogioco: non esistono persone brave e cattive, non esistono omicidi giustificati, ogni azione ha una conseguenza. La scelta di mostrarci tutte le vicende del gioco con due punti di vista successivi non è casuale: la prospettiva di Ellie è pura rabbia cieca, una rabbia che diventa propria di chi gioca, ma la prospettiva di Abby ci mette di fronte alle conseguenze delle nostre azioni, portando anche qualcuno a pentirsene. È semplice odiare una sconosciuta, ma è altrettanto semplice odiare una persona quando si arriva a conoscerla?

Fonte immagine: Wikimedia Commons

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A proposito di Martina Di Costanza

Studentessa di Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale.

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