Tekken è uno dei picchiaduri 3D più iconici della storia dei videogiochi, sviluppato e prodotto da Namco. In giapponese significa «pugno di ferro», un’espressione che racchiude l’essenza del gioco ossia forza e scontri spettacolari. L’acronimo Tekken identifica il celebre torneo The King of Iron Fist Tournament. Il nome è talmente iconico che, nel tempo, non indica solo un gioco, ma un vero e proprio universo narrativo. Nato inizialmente come titolo arcade, Tekken conquista tutte le sale giochi. Il successo crescente porta il videogioco a sbarcare su PlayStation nel 1995. Questo è un momento storico perché da fenomeno da sala diventa un pilastro del gaming domestico. Il picchiaduro entra a gran forza nelle case di milioni di giocatori, contribuendo al successo commerciale della console Sony. Si inaugura una delle saghe più longeve della storia videoludica.
Approfondimenti sull’universo di Tekken:
Tekken diventa un passatempo irresistibile e ogni personaggio ha movimenti studiati con cura. Sono ispirati a sport di combattimento reali come la capoeira, il karate, il wrestling o il kung fu. La cornice narrativa è uno dei punti di forza della saga. La trama centrale è focalizzata sulla tormentata famiglia Mishima. I personaggi portano con sé storie personali le quali sono spesso legate a vendette, conti in sospeso e ricerca di redenzione. C’è Heihachi Mishima, patriarca spietato, che getta il figlio Kazuya in un dirupo; Kazuya Mishima sopravvive grazie al «gene del diavolo» e cresce con l’obiettivo di vendicarsi del padre; Jin Kazama, figlio di Kazuya e Jun, cerca di spezzare il ciclo, ma ne diventa egli stesso il fautore venendo risucchiato nella medesima spirale. I personaggi di Tekken da non perdere sono molti e tutti con una storia da vivere. Tra i protagonisti più amati troviamo Jin Kazama, Kazuya Mishima, Paul Phoenix, King, Eddy Gordo, Yoshimitsu, Lei Wulong e molti altri. Le loro storie si incrociano e si evolvono accompagnando il giocatore da un capitolo all’altro.
Quali sono i personaggi di Tekken più iconici?
| Personaggio | Stile di combattimento | Ruolo nella storia |
|---|---|---|
| Jin Kazama | Karate stile Mishima / Karate tradizionale | Erede del Gene del Diavolo in cerca di vendetta |
| Paul Phoenix | Judo e karate | Combattente irascibile a caccia di gloria |
| Hwoarang | Taekwondo | Ribelle sudcoreano, acerrimo rivale di Jin |
| Yoshimitsu | Ninjutsu Manji Avanzato | Leader del Clan Manji (ladro gentiluomo) |
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Personaggi di Tekken: i 4 imperdibili
Jin Kazama
Jin Kazama è il figlio di Kazuya Mishima e Jun Kazama. Debutta in Tekken 3 e qui prende avvio la sua complessa parabola narrativa. La morte della madre segna profondamente la sua vita e da quel momento Jin alimenta sete di vendetta che lo spinge a opporsi sia al padre Kazuya che al nonno Heihachi, responsabili delle tragedie che lo hanno colpito. Inizialmente è presentato come un eroe, ma Jin evolve nel corso della saga fino a diventare una figura ambigua, quasi un anti-eroe. Il culmine di questa trasformazione arriva in Tekken 6, quando dichiara guerra al mondo intero con l’obiettivo di risvegliare Azazel, convinto che solo così potrà liberarsi del Gene del Diavolo, ereditato dal padre. La sua oscurità crescente è anche il risultato di una lotta interiore contro una forza che lo corrode dall’interno. Jin è un giovane dai capelli neri con una frangia disordinata, occhi scuri e un corpo atletico e muscoloso. Il suo abbigliamento classico consiste in un semplice pantalone da kimono, ma in Tekken 6 adotta uno stile più elegante e formale, coerente con il ruolo di leader della Mishima Zaibatsu che ha ereditato. Il suo stile di combattimento subisce numerose evoluzioni. Jin inizia ad allenarsi con la madre, apprendendo le basi del Karate in stile Mishima Avanzato. Dopo la sua morte, è Heihachi a completare la sua formazione, ma in seguito al tradimento del nonno, Jin abbandona la famiglia e si rifugia in Australia. Decide di rinnegare lo stile Mishima, dedicandosi al karate tradizionale. Questa scelta rappresenta simbolicamente il suo tentativo di liberarsi dal destino imposto dal suo sangue. Jin diventa il più giovane combattente a vincere un torneo del King of Iron Fist Tournament.
Paul Phoenix
Paul Phoenix è uno dei volti storici della serie Tekken e immediatamente riconoscibile per il suo look da biker e la sua iconica cresta bionda. Esperto di judo e karate, si allena da una vita con l’obiettivo di diventare il combattente numero uno al mondo, ma Paul non è mai riuscito a vincere un torneo ufficiale. Questa frustrazione, unita alla sua impulsività, alimenta un personaggio che vive costantemente in bilico tra grandezza e fallimento. È un mix di arroganza, ingenuità e buon cuore. Paul è irascibile, testardo, convinto di essere il migliore. È un uomo che non abbandona mai la propria sicurezza di sé, ma che al contempo si rivela goffo, impulsivo ed ingenuo. Questa combinazione lo ha reso uno dei personaggi più amati dai fan e nel corso degli anni i suoi finali sono diventati sempre più comici. Diventa una sorta di eroe tragicomico che sfiora la gloria per poi rovinosamente inciampare a un passo dal traguardo. Paul considera Kazuya Mishima un acerrimo nemico. Per quest’ultimo, invece, Paul è poco più di un fastidio. La sua pigrizia e scarsa capacità di gestire il denaro lo portano spesso sull’orlo della bancarotta. Per sopravvivere si arrangia come buttafuori, spazzino o combattente di strada, racimolando qualcosa per tirare avanti. È un uomo forte, muscoloso, dal fisico scolpito, ma la sua vita quotidiana è fatta di lavori malpagati, bollette arretrate e allenamenti improvvisati. Paul indossa un Gi rosso acceso con le maniche strappate e la cintura nera, oppure una giacca da motociclista nera con un teschio infuocato sulla schiena, abbinata a pantaloni di pelle, stivali e guanti scuri. È un look che racconta di un guerriero che vive tra dojo e strada. Paul è capace di legami profondi. La sua amicizia con Marshall Law è una delle più solide della saga e insieme formano una coppia comica irresistibile. Due sognatori che inseguono la gloria tra fallimenti, debiti e trovate improbabili. I suoi rivali storici sono Kuma I e Kuma II.
Hwoarang
Hwoarang è uno dei personaggi più iconici e amati dell’universo Tekken. Giovane fuorilegge sudcoreano, guida una banda di ribelli e vive ai margini della legalità, spinto dall’adrenalina e dall’orgoglio. Il suo stile di combattimento è il taekwondo che incarna perfettamente la sua natura esplosiva, elegante ed imprevedibile. Nel suo debutto in Tekken 3, ha appena diciannove anni e Hwoarang si distingue come un talento puro, un prodigio cresciuto nelle strade. Le sue due passioni sono le moto e il combattimento. Vive organizzando incontri clandestini e partecipando a scontri di strada che gli permettono di guadagnare abbastanza per sopravvivere. È spericolato, ribelle, competitivo fino all’ossessione. La rivalità con Jin Kazama nasce proprio da questo bisogno. I due si affrontano in un combattimento che vede Jin trionfare e da quel momento Hwoarang sviluppa un’ossessione feroce nei suoi confronti. Jin diventa l’avversario da superare a ogni costo. Tra i due scorre un legame complesso: un misto di odio, rispetto e ammirazione reciproca. Jin è l’ombra che lo spinge a migliorarsi, il metro di paragone che lo tormenta e lo motiva allo stesso tempo. Hwoarang indossa un dobok da taekwondo bianco a maniche lunghe, caratterizzato da una striscia lungo le cuciture e completato da una cintura nera che indica il grado di 2° dan. I pantaloni e la bandana sono coordinati, mentre guanti e cuscinetti blu proteggono mani e piedi lasciando esposti talloni e dita. Il suo soprannome è Blood Talon, ossia «Falco Rosso», che cattura alla perfezione la sua essenza. È un predatore giovane, rapido, aggressivo, che vive di istinto. Incarna perfettamente la tensione tra libertà e disciplina.
Yoshimitsu
Tra i personaggi di Tekken da non perdere c’è Yoshimitsu. Lui è una presenza costante in ogni capitolo della serie, ma al contrario di tutti gli altri lottatori non ha mai mantenuto un aspetto fisso. Cambia radicalmente design, armatura e perfino struttura del corpo. Conserva un tema ricorrente: l’estetica dell’Oni, il demone del folklore giapponese. È una scelta che riflette la natura enigmatica del personaggio, sospeso tra tradizione, tecnologia e misticismo. Leader del Clan Manji, una leggendaria confraternita di ladri gentiluomini, Yoshimitsu è il custode della spada sacra Youtou-Yoshimitsu, arma che porta sempre con sé e che rappresenta tanto un simbolo quanto un fardello. Il suo volto è celato da una maschera, mentre la sua armatura richiama quella dei samurai, pur integrando elementi meccanici e futuristici. Il suo stile di combattimento, il Ninjutsu Manji Avanzato, è un’arte marziale unica che fonde le tecniche del ninjutsu tradizionale con movimenti tipici dei samurai. Deriva un combattimento imprevedibile, fatto di teletrasporti, rotazioni e colpi acrobatici. Lui partecipare al primo King of Iron Fist Tournament per sottrarre le ricchezze della Mishima Zaibatsu e redistribuirle ai poveri. È il Robin Hood di Tekken. Durante uno scontro perde un braccio per mano di P. Jack. Dopo l’evento drammatico viene salvato dal dottor Boskonovitch, che gli impianta una protesi robotica. Tra i due nasce un legame profondo. Quando il medico contrae una rara malattia a causa degli esperimenti condotti in passato, Yoshimitsu decide di tornare a combattere per ottenere un campione del sangue di Ogre, unico modo per salvare l’amico. Dietro l’aspetto inquietante e i modi eccentrici si nasconde un uomo guidato da lealtà, compassione e senso del dovere. Il suo acerrimo nemico è Bryan Fury, ex agente dell’Interpol trasformato in un cyborg. Yoshimitsu è uno dei personaggi più complessi e affascinanti di Tekken. È un ladro che agisce per giustizia, sospeso tra tradizione e tecnologia. Un enigma vivente che continua a reinventarsi.
Non sono solo questi i personaggi di Tekken da non perdere, che hanno costruito nel tempo storie avvincenti. Grazie alle loro peculiarità, il videogioco è diventato una delle saghe più amate al mondo. Proprio questa fusione tra storie, identità e narrazioni rende Tekken un viaggio senza tempo, un mondo che continua ad evolversi e stupire ogni videogiocatore. Chiunque abbia provato questo gioco ne rimane profondamente innamorato.
Fonte immagine: Steam

