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Alice: Madness Returns | Recensione

Alice: Madness Returns | Recensione

A giugno 2011, Electronic Arts pubblica il videogioco Alice: Madness Returns, sviluppato da Spicy Horse. Il titolo è il sequel del gioco American McGee’s Alice, uscito nel corso del 2000 e sviluppato da Rogue Entertainment. La serie videoludica Alice è caratterizzata da una particolare ed unica reinterpretazione delle originali storie di Lewis Carroll: Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò.

Alice: Madness Returns esplora il lato più cupo della fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie, dove la fragile sanità mentale della protagonista e la lotta contro quelli che sono i suoi demoni interiori si riflettono visivamente sul mondo del Paese delle Meraviglie, luogo ormai non più incantato ma decisamente inquietante. In questo mondo così distorto e folle, personaggi come lo Stregatto, il Cappellaio Matto, il Brucaliffo e la Regina di Cuori vengono rivisitati in versioni del tutto inedite, pronti ad aiutare Alice a salvare il Paese delle Meraviglie e, allo stesso tempo, a ritrovare sé stessa.

Era stato programmato anche un terzo titolo per la serie, Alice: Asylum, che sfortunatamente non ha mai visto la luce. I fan della saga sono rimasti profondamente dispiaciuti per via di questo annuncio, ma non hanno perso di certo le speranze: alcuni di loro hanno infatti deciso di utilizzare l’ufficiale design artbook, rilasciato pubblicamente, per cercare di sviluppare un videogioco fan-made che possa riuscire a portare alla ribalta i magnifici concept art prodotti da American McGee e molti altri artisti.

La trama

La protagonista è Alice Liddell, una ragazza che ha perso madre, padre e sorella in un incendio provocato accidentalmente dal suo gatto. In American McGee’s Alice, veniamo a sapere che l’incidente, e la perdita dei suoi familiari, hanno avuto delle gravi ripercussioni sullo stato mentale della giovane Alice, portandola a tentare anche il suicidio. Viene proprio per questo motivo internata nel manicomio Rutledge, poiché ritenuta pazza.

Dopo diversi anni dagli eventi del primo videogioco, in Alice: Madness Returns, Alice è ormai diventata un’adulta e viene dimessa dal manicomio. Ora vive in un orfanotrofio nella caotica Londra vittoriana, dove è seguita dal dottor Angus Bumpy, psichiatra esperto nell’ipnosi e proprietario dell’intera struttura. Attraverso l’arte dell’ipnosi, il dottor Bumpy cerca di aiutare Alice a superare i traumi psicologici causati dall’incidente che ha vissuto da bambina, i quali tutt’ora la tormentano e ossessionano.

La protagonista, però, vuole scoprire se l’incendio è stato realmente accidentale o meno. La sua sofferenza non la lascia in pace e cerca così in tutti i modi di rifugiarsi nel Paese delle Meraviglie. Con sua grande sorpresa scopre che adesso quel luogo è molto più cupo di quanto si ricordasse, deformato dalla sua mente ormai turbata: è pieno di insidie e minacce, infestato da innumerevoli nemici e sfide che dovrà affrontare, tra cui anche i suoi stessi traumi del passato.

La modalità di gioco in Alice: Madness Returns

Alice: Madness Returns è un videogioco d’azione e d’avventura in terza persona, che vede la presenza di elementi platform, enigmi e puzzle da dover risolvere. Le vicende sono suddivise in sei capitoli: ognuno offre la possibilità di esplorare un nuovo aspetto della narrazione e nuove ambientazioni del Paese delle Meraviglie. Ogni zona è straordinaria, ha un proprio tema e stile visivo che riflette gli stati emotivi e psicologici di Alice. In ogni ambiente sono presenti nemici unici nel loro design e diversi elementi collezionabili, tra cui denti, rose, barattoli di vernice rossa e ricordi, che aiuteranno sia il pubblico che Alice a svelare la verità che si cela dietro l’incidente che ha coinvolto la sua famiglia.

Abilità e armi

Il sistema di combattimento e d’esplorazione usufruisce delle abilità di Alice e di armi fuori dal comune che possiamo utilizzare.

Tra le armi e strumenti utili, presenti nel videogioco, troviamo: l’iconica lama vorpale, il macinapepe, il cavalluccio, il cannone teiera, la bomba ad orologeria a forma di coniglio e l’ombrello, usato da Alice come scudo. Tutte le armi possono essere potenziate grazie ai denti, che rappresentano la moneta del gioco.

La protagonista è anche dotata di capacità uniche nel loro genere, ovvero dei poteri che consentono al giocatore di poter esplorare le diverse zone del gioco e di combattere al meglio i nemici presenti in esse. Una delle più particolari, che riprende anche la fiaba originale, è il restringimento: abilità che le permette di rimpicciolirsi e di infilarsi nelle serrature presenti in tutti i livelli. Alice può anche schivare gli attacchi nemici dissolvendosi in farfalle, permettendole così di spostarsi più velocemente e di non essere colpita.

Nel momento in cui la vita di Alice è sul punto di terminare, si attiverà invece la cosiddetta modalità isteria: questa è una modalità d’emergenza in cui la follia di Alice viene rilasciata trasformandola, esteticamente e non solo, in una vera e propria macchina assassina.

Oltre a queste abilità, con l’avanzare nei vari livelli, Alice sbloccherà una serie di abiti che si potranno sfruttare, i quali rispecchiano l’estetica delle varie ambientazioni del videogioco. Ogni abito le conferisce un’abilità speciale e permette al giocatore non solo di personalizzare la protagonista, ma anche di usare al meglio queste capacità per proseguire nella storia. Tra le abilità, abbiamo: il recupero più rapido della salute, l’aumento del guadagno dei denti, il raddoppio della durata del restringimento, e così via.

Le tematiche

Alice: Madness Returns è molto apprezzato dal suo pubblico poiché esplora un’ampia gamma di tematiche: dolore e perdita di qualcuno a noi caro, redenzione, ma soprattutto si parla dell’importanza della salute mentale e di tutto ciò che deriva da essa. Il videogioco è infatti una rappresentazione visiva, ma anche simbolica, di come un trauma possa influenzare realmente la psiche e la vita di una persona. Alice dovrà affrontare dei mostri reali ma anche simbolici, tutto per poter riuscire a ritrovare la propria pace interiore. Ogni personaggio del Paese delle Meraviglie rappresenta poi un aspetto preciso della sua psiche e delle sue emozioni, e ognuno di loro aiuterà Alice a percorrere il suo viaggio di riscoperta e guarigione.

L’estetica del videogioco vede un perfetto bilanciamento tra una bellezza onirica, offerta da dei paesaggi e mondi straordinariamente dettagliati e magici, e ambientazioni distorte, popolate, invece, da creature bizzarre e molto pericolose. Questo contrasto pervade l’intero percorso, creando un’avventura unica nel suo genere. L’atmosfera del gioco è gotica, steampunk e fortemente di carattere psicologico, atmosfera che viene risaltata anche dall’uso di una colonna sonora che mescola dei toni cupi con melodie molto più malinconiche.

Alice: Madness Returns propone un’avventura nel fantastico mondo del Paese delle Meraviglie e trascina i giocatori anche nella contorta psiche di Alice Liddel, offrendo loro un viaggio psicologico molto disturbante. È un titolo imperdibile per gli amanti della fiaba originale di Lewis Carroll, ma anche per chi apprezza un genere di videogiochi più cupi e immersivi. Con il suo stile visivo unico, unito a una trama che esplora dei temi estremamente complessi e molto rari in altri videogiochi, è decisamente una proposta da non farsi scappare per chi desidera vivere un’esperienza videoludica fuori dal comune.

Fonte immagine: Steam

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