The Talos Principle (videogame) | Recensione

The Talos Principle

Poco spesso capita che una software house, che solitamente si occupa solo di un genere, si sposti su qualcosa di diverso, specie in queste generazioni videoludiche. Nonostante ciò, alcuni casi curiosi sono usciti, tra questi probabilmente The Talos Principle è uno dei più particolari.

Cogito, ergo sum

The Talos Principle è un puzzle game sviluppato da Croteam rilasciato nel 2014 su PC, Linus e OS X, per poi ricevere porting su PS4, Android, iOS, Xbox One e Nintendo Switch, un adattamento VR, un DLC rilasciato nel 2015 chiamato Road to Gehenna e una remastered nell’Aprile 2025.
La trama del gioco è semplice: un androide che si muove tra diverse prove e puzzle, guidato da un’entità di nome Elohim in un percorso per raggiungere la salvezza. Nel corso del gioco, oltre alla voce di Elohim, troveremo diversi codici QR che una volta inquadrati faranno apparire testi di altri androidi che sono passati di lì, leggendo loro conversazioni, teorie sul significato di ciò che sta accadendo nel gioco e della loro esistenza. Assieme a dei computer e delle memorie che troveremo in giro, anche questi saranno essenzialmente frammenti di puzzle da ricongiungere per comprendere cosa stia succedendo.
La scrittura del titolo è iniziata all’incirca quando più di metà gioco era completato, contattando Tom Jubert che aveva già lavorato con i Croteam per The Swapper, e che prendendo in considerazione gli argomenti di cui volevano trattare, ossia religionedivinità e il senso dell’esistenza dal punto di vista di queste macchine all’interno di una simulazione che conoscono solo le mura di questi puzzle, decise di contattare Jonas Kyratzes, il quale aveva già trattato temi simili in suoi lavori precedenti. In questo senso, infatti, molta della narrativa all’interno del videogame può tranquillamente essere ignorata poiché, fatta eccezione per la voce di Elohim, il resto sarà totalmente opzionale.

The Talos Principle | Recensione

Puzzle game con le vesti di un FPS

Molte delle ambientazioni del gioco sono state create riutilizzando asset precedentemente usate in un’altra serie di videogiochi di Croteam: Serious Sam, che guarda caso combaciano perfettamente con i temi trattati dal gioco, infatti ci ritroveremo tra rovine di templi greci, nelle vicinanze di piramidi egiziane o nei giardini e cimiteri di chiese medievali. Questo perché, effettivamente, all’inizio doveva essere un Serious Sam, con dei puzzle nel mezzo, ma questi stavano diventando troppo complicati per utilizzarli in un gioco totalmente diverso. Ciò è anche il motivo dei movimenti a dir poco fulminei del personaggio che guideremo, essendo basato tutto sull’engine di Serious Sam.
Ogni zona introdurrà degli elementi nuovi ai puzzle: ognuno di esso sarà in una propria stanza contrassegnata da un simbolo, che in base al colore ci farà capire la difficoltà del puzzle stesso, in modo da poter decidere in che ordine farli.
La soundtrack, perlopiù con musica ambientale, è un ottimo accompagnamento alle 15/30 ore di gioco e utili per tenersi rilassati durante i puzzle più intricati e su cui bisogna restare più tempo a riflettere.

The Talos Principle | Recensione

The Talos Principle: in conclusione

Ci sono veramente pochi giochi che tendono a porre domande importanti da un punto di vista filosofico, per non parlare di quelli che mettono il giocatore stesso al centro di queste domande, a farlo riflettere su quesiti di natura esistenziale. The Talos Principle è un videogioco più unico che raro in questo senso. È anche uno di quei puzzle game che, ogni volta che risolvi un frangente, regala al giocatore una soddisfazione difficile da ottenere in altri generi, o almeno non con la stessa intensità.

Fonte immagine di copertina e immagini nell’articolo:  Steam

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