Videogiochi di Animal Crossing: 3 da giocare

Videogiochi di Animal Crossing: 3 da giocare

Animal Crossing (o Doubutsu no Mori in giapponese) è una nota serie videoludica sbarcata sulle console targate Nintendo ormai da più di venti anni. I videogiochi di Animal Crossing si presentano come simulatori di vita (in città o su un’isola deserta, a seconda del capitolo in esame) e già dalla prima uscita su GameCube riscossero un discreto successo.

La serie raggiunse il suo picco di pubblico, facendo tra l’altro da ponte verso il mondo videoludico, durante il periodo pandemico legato al COVID19, attraverso la sua ultima uscita, New Horizons su Switch, che ad oggi è il secondo gioco più popolare della console di ultima generazione (dopo Mario Kart 8) con oltre 41,59 milioni di copie vendute.

L’art style delicato, la sensazione di pace interiore trasmessa giocando, ed il gameplay ripetitivo ma soddisfacente: esso  asseconda i gusti estetici del giocatore permettendo di decorare e di interagire in modo disparato con l’ambiente, la propria abitazione e gli abitanti del luogo, e poi di condividere le proprie creazioni con gli amici tramite le sessioni di visita online o in locale.

Questi sono i punti di forza dei videogiochi di Animal Crossing che ad oggi contano milioni di appassionati in tutto il mondo, sia in febbricitante attesa di nuovi DLC inaspettati che sull’attenti per il futuro della serie.

Andiamo a vedere 3 dei videogiochi di Animal Crossing più iconici da giocare:

1. Animal Crossing (2001)

Non potevamo non cominciare dall’inizio di tutto: il primo titolo della serie sbarcato su GameCube, prima in Giappone e poi in America l’anno successivo, nonché uno dei primissimi prodotti sotto l’etichetta dei casual games. Se difatti l’idea iniziale consisteva nell’aggiungere una modalità dungeon di azione, dopo il fallimento di alcune meccaniche di programmazione, il designer Katsuya Eguchi decise di optare per un titolo che non fosse fonte di stress per il videogiocatore, ma si concentrasse di più su valori come l’amicizia, la famiglia e il contatto con la natura.

Da qui le mosse per creare lo scheletro di gioco che da lì in poi avrebbe contraddistinto tutti i videogiochi di Animal Crossing: il giocatore dovrà fare del suo meglio per ripagare l’affitto di casa sua rimpinguando le tasche del mercante-procione Tom Nook, per farlo potrà vendergli risorse naturali ricavate dalla coltivazione, pesca, caccia agli insetti o dissemina di antichi fossili (o con altri metodi più fantasiosi e sorprendenti).

Nel mentre, poteva interagire con tutti gli animali abitanti del villaggio e contribuire a creare intorno a sé un ambiente accogliente.

2. Animal Crossing: Wild World (2005)

Pezzo immancabile dell’infanzia di chi è cresciuto avendo tra le mani un Nintendo DS, si presenta come una versione più raffinata, moderna e soprattutto tascabile del predecessore. Svincolato dal televisore, il gioco che invoglia ad andare all’area aperta incontra l’aria aperta, e la modalità multigiocatore permette un nuovo tipo di socializzazione andando a visitare le isole dei propri amici.

Lo scheletro è per lo più lo stesso degli altri videogiochi di Animal Crossing, ma con un maggior grado di personalizzazione di avatar, ambienti, eventi ed interazioni con i personaggi.

3. Animal Crossing: New Horizons (2020)

Ultimo titolo della serie nonché caso mediatico per copie vendute e record di video showcase delle proprie isole, New Horizons è sicuramente il titolo di maggior successo tra tutti i videogiochi di Animal Crossing.

Il suo gameplay ha portato una ventata di aria fresca: questa volta il protagonista si trasferisce su un’isola completamente deserta, e deve contribuire ad arricchirla anche in campo edilizio e paesaggistico per attirare nuovi abitanti e via via sviluppare un solido contesto urbano guidato da Tom Nook e Fuffi nella gestione del territorio, fino a raggiungere le cinque stelle nell’indice di gradimento.

Con nuove opzioni di personalizzazione dell’isola, di crafting degli oggetti, di nuovi eventi e meccaniche, sia da multigiocatore che singolo, inserite nel titolo, tra tutti è sicuramente il più all’avanguardia ripieno di cose da fare, ma la sua spiccata genuinità ha saputo comunque ancora una volta scaldare i cuori dei videogiocatori e, parzialmente, allontanarli per un po’ anche dallo stress derivato da una pandemia mondiale.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia – Immagine promozionale di copertina di Animal Crossing: Wild World, proprietà intellettuale di Nintendo

A proposito di Eleonora Sarnataro

Studiosa di inglese e Giapponese, i suoi migliori amici da sempre sono carta e penna, per mettere nero su bianco emozioni, resoconti e pareri riguardo i più disparati stimoli culturali.

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