Videogiochi Metroidvania: storia di un genere popolare

videogiochi Metroidvania

I videogiochi Metroidvania sono un sottogenere dei videogiochi di avventura, che prende il nome da due dei videogiochi che hanno dato vita al genere: Super Metroid e Castlevania: Symphony of the Night, ma come nasce questo tipo di giochi e perché è molto popolare?

I videogiochi Metroidvania presentano una grande mappa interconnessa che il giocatore può esplorare a blocchi, con aree che sono accessibili man mano che vengono sbloccate nuove armi e abilità, ad esempio porte apribili solo con missili esplosivi in Metroid oppure grate di ferro oltrepassabili solo con la trasformazione in nebbia di Alucard in Castlevania. Punto centrale dei videogiochi Metroidvania è per l’appunto il tornare indietro in zone già visitate per cercare nuovi punti accessibili con le nuove abilità, per cercare oggetti chiave, boss segreti, nuove armi o oggetti che facilitano molto l’esperienza di gioco. Il giocatore ha di solito a portata di mano una mappa controllabile in qualsiasi momento con la pressione di un tasto, per vedere in quale punto della mappa si trova, rendendo l’esplorazione più godibile. I videogiochi Metroidvania sono diventati popolari proprio per la facilità con il quale le meccaniche di gioco vengono apprese, dando la possibilità a tutti i tipi di giocatori di immedesimarsi nelle bellissime avventure e storie che offrono.

Il primo Metroid di Nintendo nel 1986 ha stabilito i principi dei videogiochi Metroidvania non lineari, che sono stati rifiniti con i successivi capitoli, passando per Super Metroid, fino ad arrivare a Metroid Dread del 2021. Metroid ha ricevuto una serie di capitoli spin-off molto popolari, chiamata Metroid Prime, che sposta la visuale da una vista in 2D ad una 3D in prima persona, dove tutte le caratteristiche dei Metroidvania sono presenti.

La saga gotica horror di Castlevania, che è nata come un gioco a piattaforme d’azione, ha avuto una piccola parentesi con Castlevania II: Simon’s Quest del 1987, dove il team di sviluppo di Konami ha sperimentato uno stile di gioco non lineare, in cui il protagonista Simon doveva raccogliere vari pezzi del cadavere di Dracula per ucciderlo nuovamente e spezzare la maledizione che lo aveva colpito. Simon’s Quest ha avuto molto meno successo del primo capitolo, in quanto il gioco è molto confusionario e senza una guida è quasi impossibile portarlo a termine. Andando avanti con la saga, il primo capitolo per PlayStation è stato Castlevania: Symphony of the Night diretto da Koji Igarashi e rilasciato nel 1997, che prendeva gli elementi delle avventure non lineari di Metroid e le fondeva con un tipo di progressione del personaggio in stile gioco di ruolo, con statistiche nell’attacco, difesa e aumento di livello dopo aver ottenuto un certo numero di punti esperienza. La formula fu un successo in larga scala, il quale portò i successivi titoli della saga pubblicati sulle console portatili di Nintendo (Gameboy Advance e Nintendo DS) ad avere la stessa struttura dei videogiochi Metroidvania.

Il concetto dei videogiochi Metroidvania inizia ad avere maggiore attrazione da parte dei giocatori quando molti sviluppatori, anche indipendenti, iniziano a usarlo per la creazione dei loro giochi. Cave Story del 2004 di Daisuke Amaya è il Metroidvania che ha spinto molti altri a sperimentare con il genere. Guacamelee e Guacamelee 2 sono videogiochi Metroidvania particolari a tema Luchadores messicani, sviluppati da Drinkbox Studios. Tra i Metroidvania moderni più popolari risaltano Ori and the Blind Forest e Ori and the Will of the Wisps di Moon Studios, Hollow Knight di Team Cherry, di cui i fan attendono intrepidamente il suo sequel Hollow Knight: Silksong. Anche Blasphemous e Blasphemous 2 sono videogiochi Metroidvania di successo, con uno spiccato stile artistico ispirato alle opere spagnole del sedicesimo e diciassettesimo secolo, con una storia che prende tematiche cristiane, trattandole in chiave dark fantasy. Anche Koji Igarashi, dopo essersi licenziato da Konami, si è messo in proprio insieme ad altri colleghi, dando alla luce Bloodstained: Ritual of the Night, fortemente ispirato dai suoi precedenti lavori con la saga di Castlevania. Anche Ubisoft ha recentemente pubblicato un Metroidvania molto valido, Prince of Persia: The Lost Crown, capitolo spin-off della storica saga amata dai fan.

I videogiochi Metroidvania sono sicuramente un genere da scoprire e da giocare, con una vasta gamma di titoli facilmente reperibili dai vari store digitali è possibile immergersi in un tipo di videogiochi molto divertente e diverso dal solito.

Fonte dell’immagine in evidenza: Blasphemous su PlayStation Store

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A proposito di Claudio Facenna

Appassionato di videogames, film e cultura giapponese. Studia lingue e culture orientali e africane all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale,

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