8 e un quarto: il nuovo libro di Paquito Catanzaro

8 e un quarto: il nuovo libro di Paquito Catanzaro

8 e un quarto. La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere | Recensione

8 e un quarto. La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere è un libro scritto da Paquito Catanzaro edito dalla casa editrice Homo Scrivens.

La struttura del nuovo libro di Catanzaro

Il testo di Paquito Catanzaro parte da una spinosa questione, impossibile (almeno in apparenza) da risolvere: la messa in scena di uno sceneggiato che sembra non avere le minime speranze di riuscita. Gruppo attori “scalcinato”, risorse economiche circoscritte, sceneggiatura vacillante e malsicura: insomma, tutte le premesse per mettere insieme un prodotto cinematografico che “regga” e sia “credibile” sono messe in discussione. Eppure, quando tutto sembra perduto, resta il proverbio “volere è potere“. Forse così, attraverso questo adagio, potrebbe essere riassunto il fine dell’azione scenica e di quella narrativa che inventa e imbastisce Paquito Catanzaro per il suo 8 e un quarto, La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere.

La trama, veloce, molto semplice (non per questo banale, anzi intricata a suo modo, aderente sicuramente alla materia di cui tratta e vicinissima con le sue dilatazioni e compressioni a tante tecniche televisive e pur cinematografiche) ci accompagna in uno spaccato opaco di cinema e televisione: un regista, con un sogno di gloria infranto, “costretto” dal suo produttore ad occuparsi di un prodotto televisivo di cui riconosce limiti e storture; lo stesso regista che, dopo varie peripezie, giungerà ad una nuova visione delle cose, non necessariamente inerenti a ciò che è stato ma ad una consapevolezza diversa di se stesso.

Paquito Catanzaro scioglie via via, nel corso delle sue pagine, i nodi narrativi che nelle sequenze precedenti aveva intrecciato, come un tessitore che dinanzi a un telaio sa con scioltezza e sicurezza muovere le proprie dita e fra trame e orditi ci mostra infine il disegno compositivo già ben definito dal principio nella sua mente creativa.

Ciò che balza subito alla lettura del testo di Paquito Catanzaro è la coerenza fra situazione e descrizione resa dal legante del linguaggio: scorretto, come scorretto è l’ambiente che l’autore stesso ha ideato e realizzato lungo le pagine di questo libro; opaco, come opaca è la condotta di una parte dei personaggi.

8 e un quarto e la morale per cui “dal letame nascono i fiori”

Opacità e scorrettezza, si diceva; eppure dalla morale di 8 e un quarto, La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere, Paquito Catanzaro fa emergere del buono perché “dal letame nascono i fiori” (cito Fabrizio de André e parafraso un’espressione – di gran lunga più “colorita” di questa – presente altresì nel testo di Catanzaro): e infatti la trama inizialmente “farraginosa” di ‘O Vesuvio ‘nnammurato (questo il titolo del “telepanettone” che dev’essere messo in scena) e il gruppo attoriale, in un primo momento “scalcinato”, sono l’occasione per spunti e riflessioni su cui i personaggi tutti del libro – e il regista protagonista in primis – si troveranno a confrontarsi.

Fonte dell’immagine in evidenza: Paquito Catanzaro

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A proposito di Roberta Attanasio

Redattrice. Docente di Lettere e Latino. Educatrice professionale socio-pedagogica. Scrittrice. Giornalista pubblicista. Contatti: [email protected] [email protected]

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