A tutto c’è rimedio di Helen Phillips (Recensione)

Helen Phillips

Helen Phillips è nata in Colorado nel 1983. Ha studiato a Yale e al Brooklyn College, dove si è laureata ed ora insegna. Ha scritto vari libri, tra cui ricordiamo il più celebre “The Beautiful Bureaucrat”, tradotto per la prima volta in Italia nel 2017, che è stato citato sul New York Times come uno dei migliori romanzi del 2016. Attualmente vive a Brooklyn con il marito, l’artista Adam Douglas Thompson ed i loro figli. Ha vinto vari premi per la sua produzione, tra cui ricordiamo l’Italo Calvino Prize in Fabulist Fiction.

A tutto c’è rimedio di Helen Phillips, pubblicato in Italia dalla Safarà editore, è un romanzo in cui si sviluppano una serie di storie indipendenti e slegate l’una dall’altra. Unico denominatore comune: il surreale. Ogni storia, appunto, si svolge in una realtà distopica in cui s’intreccia reale e surreale, rendendo la narrazione carica di suspense e colpi di scena del tutto inattesi e sorprendenti.

Il romanzo si apre con la storia di una donna che è a conoscenza della data esatta della propria morte e vive per decenni in attesa che essa avvenga. Arriva al giorno tanto temuto: il 17 aprile. Eppure quel giorno sarà molto diverso dal previsto.

La narrazione continua con le vicende che riguardano la quotidianità di una donna che vive con un robot: un compagno perfetto. Impeccabile dal punto di vista fisico: corpo prestante, instancabile a letto. Gesti e azioni dello stesso prevedibili e ripetitive.

Si passa ad una coppia formata da marito e moglie che decidono di allargare la famiglia e sposare un’altra donna, per poi toccare nella breve storia successiva il tema dell’esistenza di un altro mondo, nel quale è possibile trovare i congiunti, ossia alieni che, a contatto con gli esseri umani del pianeta Terra, si uniscono ad essi per dare vita ad una nuova specie di ermafroditi.

A tutto c’è rimedio di Helen Phillips

Storie bizzarre, frutto di un’immaginazione eccellente, circa una realtà distopica verso la quale, a tratti, rischiamo di giungere. Il romanzo è scorrevole, interessante, piacevole. Attraverso le storie, stranianti e paradossali, si ha modo di riflettere sulla realtà che viviamo e che spesso rischia di sfuggirci di mano.

Una bambina chiede ai genitori a cosa serva l’erba. Potrebbe sembrare una domanda banale ma, riflettendoci, ci si può render conto del fatto che non lo è affatto, poiché è sempre più probabile che i bambini conoscano cosa sia uno smartphone e a cosa serva, ignorando però cosa possa essere l’erba.

A tutto c’è rimedio di Helen Phillips è un romanzo davvero strambo ed atipico, a tratti divertente e leggero, a tratti inquietante, che fa riflettere molto sulla quotidianità che viviamo e sui problemi che affrontiamo ma soprattutto porta il lettore ad interrogarsi a fondo sul futuro dell’umanità, prevedendo determinati eventi e facendo in modo che, magari, non si avverino.

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