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Eroica Fenice

Fabio De Martini

Alla ricerca di Sophia: il nuovo romanzo di Fabio De Martini

 

Alla ricerca di Sophia” è il nuovo libro di Fabio De Martini, edito da Articoli Liberi.

Alla ricerca di Sophia di Fabio De Martini è un lungo monologo, una lettera che il protagonista traccia nella sua mente, dialogando con una Sophia Loren immaginaria eppure presente in ogni parola, come una perfetta e saggia compagna di viaggio. E il viaggio che Fabio compie attraverso il nostro Paese, attraverso le sue bellezze, le sue contraddizioni, le sue parlate, è pieno di luoghi e persone che meritano un posto nel cuore dei lettori: Umberto il romano, Vincenzo l’ex galeotto, Titina la prostituta più richiesta di Napoli, il maestro Tesori di Venezia, e numerosi altri incontri che serviranno a capire che “non si scappa facilmente dal sud”.

Il romanzo di Fabio De Martini parte con una descrizione vivida e dettagliata della Calabria. I sapori, i suoni, e le immagini evocative filtrano attraverso le righe servendosi di un abile penna. Il suo incipit è lento, quanto profondo. Le descrizioni paesaggistiche rallentano la parte narrativa, per dare maggiore spazio alle fattezze del luogo.

Il libro esordisce con una fuga, che più avanti sarà spiegata nelle sue vicende. Il protagonista torna agli oggetti del suo passato, assaporando esperienze e sensazioni ormai dimenticate. Quel ritorno al passato non mette in ombra però il suo sogno più grande: “Ritorno alla vita”. Quel titolo, di fatto, è una produzione che il protagonista sogna di fare da sempre, servendosi di grandi artisti, ma in particolare, l’uomo sogna di avere come fulcro delle sue storie Sophia Loren.

Dal balcone della sua abitazione in Calabria, il protagonista, vede lo Stromboli. Questo gioco di ricordi innesca un meccanismo infantile che ai tempi sembrava risultare profetico. L’uomo, infatti, all’epoca bambino, quando si trovava dinanzi ad un desiderio, poneva a sé stesso ed alla natura un interrogativo: se avesse visto lo Stromboli, probabilmente il sogno che aveva si sarebbe realizzato, al contrario se la foschia lo avesse nascosto, ciò che desiderava non avrebbe avuto compimento.

Da qui si evince la grossa immaginazione del protagonista, la cui psiche resta per tutto il romanzo un pozzo nero fitto di domande. Se dapprima, infatti, il sogno di essere un astronauta bambino appare del tutto normale, il suo approccio alla vita adulta sembra invece fuori dal comune. Il protagonista è fuori da ogni schema, capace di immaginare cose che non esistono, o di allargare spunti di vita quotidiana fino all’inverosimile. Il protagonista più volte, partendo da un passante, o da una conoscenza superficiale, arriva alla creazione di vere e proprie storie cinematografiche.

Lui stesso sembrerebbe essere la creazione della sua mente: regista, attore, pittore, niente di queste arti lo riguardano davvero, facendo risultare i suoi racconti di vita del tutto finti. L’arte del protagonista non è che una trasposizione della sua mente. Attraverso le sue parole, indagheremo diverse storie quotidiane, immergendoci, però, in dettagli probabilmente del tutto inesistenti.

Un chiaro esempio è quello di Selene ed Enrique, una coppia incontrata per strada, su cui il protagonista imbastirà una storia ricca di colpi di scena. La sua immaginazione fuorviante sembra toccare in più punti livelli patologici, e diverse volte il lettore arriverà a chiedersi se ci si trova dinanzi ad un vero e proprio disturbo psicologico.

Dei disturbi mentali si parlerà tutto il tempo in modo sottile, come se l’argomento fosse il sottofondo areoso di ogni vicenda, ma non l’accaduto stesso. Il romanzo presenterà anche uno dei cliché più consumati e visti: il dottore cattivo. Il protagonista, infatti, senza saperlo, per una serie di cause si troverà in una clinica di cura mentale, e farà da subito conoscenza con il dottor Kubrick. In quelle pagine si evincerà la disperazione di non aver controllo sulla propria vita, la paura di essere malati, senza sentirsi davvero in una condizione patologica, e si assisterà anche al dramma delle bugie svelate. Anche gli altri pazienti della clinica avranno un ruolo importante, diventando il background sottostante alla fuga, alle crudeltà e alla voglia di sentirsi normali. Profonda la scena della grotta, che in senso stretto, potrebbe stare a significare come l’inconscio del protagonista sia fitto di buio e pressioni, e dal quale è molto difficile uscirne restando indenni.

Il romanzo, come suggerisce il titolo, sembrerebbe essere una ricerca estenuante non solo della Loren, ma anche della pace con sé stessi. La ricerca dell’uomo sarà fitta di viaggi in giro per l’Italia. Primo fra tutti, la patria del suo idolo: Napoli.

A Napoli ci saranno ampie descrizioni di luoghi e persone. Si passerà dal “cliché criminale” all’ospitalità cieca. All’interno di questi capitoli, due saranno i personaggi cardine: Vincenzo Fiore, ex detenuto, e sua sorella Titina. Entrambi saranno due personaggi emblematici con punti di luce e di ombre. Saranno protagonisti di gesti caritatevoli e fraterni, ma anche ideatori di meccanismi criminali. Titina immergerà il lettore in un argomento importante: la prostituzione casalinga. Infatti, la sorella di Vincenzo accoglierà il protagonista nella casa dove vive e svolge il suo lavoro. Il via vai degli uomini immergeranno il lettore in un ambiente losco quanto vero. Si assisterà alla preparazione antecedente l’atto, alla passione carnale e alla questione economica, alla base del lavoro casalingo della donna.

Ad affiancare una questione così delicata, sarà la “Napoli delle necessità”. Ci si trova protagonisti degli schiamazzi popolari, delle saracinesche che si aprono ogni mattina, arrivando alle piccole botteghe familiari, e ai vicoli stretti, dove alla fine ci si perde sempre. Napoli sarà assaporata nei suoi sapori migliori, ma vista anche con i suoi vizi e le sue mancanze. La fotografia di una terra emblematica, dove appunto le necessità si ergono al di sopra di tutto, talvolta anche della morale.

Di Roma si vedrà lo sfavillante successo sfiorato. Dei territori romani, il romanzo indagherà come ognuno che cerchi successo e denaro, faccia tappa fissa proprio lì.
Il protagonista, arrivato a Roma, avrà ancora più fiducia nella sua sceneggiatura, per cui vestitosi di coraggio, proverà a farsi notare durante un provino. Ad aiutarlo, sarà un ragazzo come lui, Umberto, il quale sarà il primo a fargli assaggiare il sapore rancido di una fiducia malriposta.

A dare un tocco storico al romanzo saranno i racconti della signora Concetta. La donna, ammaliata dal protagonista, e in preda alla sua grande solitudine, gli offrirà ospitalità. Durante le ore trascorse insieme, numerosi saranno i racconti della donna ormai anziana. Concetta, sopravvissuta alla guerra a Reggio, parlerà ampiamente dei suoi tristi trascorsi. Le vicende indagheranno il dolore della morte al fronte, l’impossibilità di comunicare, e la gioia di ricevere una corrispondenza. Le lettere dal fronte sono sincere e dure. Il tempo, il dolore e la paura, brulicano in ogni rigo di De Martini.

È a Venezia però che l’uomo inizierà a vedere il suo sogno sgretolarsi a poco a poco. Pio Tesori, costumista con cui aveva un appuntamento, infatti, sarà il primo a rifiutare la sua offerta di collaborazione. Tale affronto produrrà nel protagonista una tale tristezza da perdere la retta vita.

Anche l’aspetto religioso avrà il suo spazio. Don Pietro, infatti, che conosce il protagonista da un po’, avrà un colloquio con lui, eviscerando ogni dubbio sul suo progetto e anche sulla natura umana.

Il fulcro del romanzo, però, sarà Villa Cimbrone. Apparsa così, come un miraggio, sarà per l’uomo un nido caldo dove ristorare, ed un trampolino potente per il salto finale.

Virginia e Giacomo, i vecchi proprietari della villa, organizzeranno una festa “di lavoro”, grazie alla quale l’uomo potrà entrare in contatto con diverse personalità di spicco. Il loro arrivo all’interno della narrazione, pur restando un punto di domanda, demarcherà la linea di confine tra l’illusione e la realtà. Grazie a quell’incontro, sarà possibile l’evento più importante di tutto il romanzo: l’incontro con Sophia Loren.

La parte finale è un punto ricco di colpi di scena, dove la donna appare quasi come un miraggio. Le sue parole, dapprima al miele, si rivestiranno di una consistenza più solida, trascinando l’uomo nella realtà più assoluta.

Le ultime pagine raccontano del ritorno allo Stromboli, luogo che si riconduce anche all’inizio di tutta la storia. L’inizio sembra porgere la mano alla fine, in un finale enigmatico che lascia molti punti di domanda.

Le intere vicende scritte da Fabio De Martini si basano su narrazioni fitte di eventi, di spostamenti consistenti dalla Calabria a Napoli, dalla Campania alla Sicilia, fino a Roma, a Venezia e poi di nuovo in Calabria. Il protagonista sembra non esser capace di stasi, ma è in continuo fermento, ma ciò che contraddistingue un romanzo di crescita interiore, da questo, è che per tutta la narrazione, l’uomo parlerà direttamente alla Loren. Seppur tra di loro non ci sia un rapporto di amicizia, l’uomo le parlerà con un tale confidenza da non lasciare sospetti. Ci saranno pagine di rimorsi, di ricordi vividi come fossero reali, pagine di dolore pregne di dimenticanza, e momenti in cui la realtà sembra mescolarsi con la finzione, dimenticando il reale confine.

L’uomo, che di fatto ha sviluppato un’ossessione per la Loren, non sarà mai presentato come uno stalker problematico, piuttosto come un romantico nostalgico, che rimpiange i tempi passati. La ricerca di Sophia è estenuante, profonda e pregna di amore. In un romanzo che non si pone l’obiettivo di raccontare solo di Sofia, ma anche di uomini e donne che per altri non significano niente.

Diverse saranno le citazioni musicali, poiché l’uomo, come un jukebox vivente affronta la sua vita con una soundtrack personale.

Fino alla fine il lettore è libero di scegliere se l’uomo ha detto una verità o una bugia, se il film “ritorno alla vita” esiste davvero, o se è solo il frutto creativo di una mente in difficoltà.  Per alcuni può essere davvero regista, pittore, sceneggiatore, o per taluni nessuna di queste cose. La tragedia sarà in continuo rimpasto con la vita, fino a diventare un tutt’uno, in cui perdersi e scegliere a cosa si ha voglia di credere.

Sofia Loren appare e svela l’arcano. Che sia sogno o realtà, resta solo una scelta. Perché Fabio De Martini, ci presenta Napoli con la sua Via Toledo, la calda Calabria, e poi una Sofia sotto la pioggia, che adesso non sembra più così lontana.

Foto by Amazon

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