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Eroica Fenice

allegro con fuoco Beatrice Venezi

Allegro con fuoco di Beatrice Venezi, un’emozione su pentagramma

L’arte e l’amore ritornano spesso nel libro Allegro con fuoco di Beatrice Venezi edito da UTET, parole che declinate al singolare femminile si fanno portatrici di quel significato che è alla base dell’agogica del titolo. Il testo comprende cinque capitoli ed è suddiviso in scala, un po’ come la mente di un direttore d’orchestra, in modo da spiegare al pubblico, cui si rivolge, passo dopo passo quali siano le infinite possibilità che la musica può offrire nel suo insieme: la sua architettura semantica, melodica e armonica, la sua storia e quel suo dietro le quinte che (ci) restituisce ogni volta fascino e stupore. 

“Vissi d’arte, vissi d’amore”. Canta così Tosca in una delle più belle arie a lei dedicate dai librettisti Giuseppe Giacosa e Luigi Illica su musiche di Giacomo Puccini. Nell’eterno presente, la musica le si incatena e le cinge le braccia, ad ogni sospiro il suo dolore e la sua gelosia si imbevono di note che conservano sulla carta la sua identità immutata. Chissà se Parigi, dove l’idea di questa donna nacque, avrebbe potuto accettare che vivesse d’arte e non anche d’amore.

La musica in Allegro con fuoco di Beatrice Venezi

Per Beatrice Venezi, classe 1990, innamorarsi della musica classica non è solo un sottotitolo che abbellisce la pubblicazione ma soprattutto un desiderio di rivalsa. È proprio lei nelle pagine che scrive ad immaginare un mondo in cui “la nostra musica non sia considerata meno interessante di quella rock e pop […]; un mondo in cui non vengano innalzate barriere così nette fra la musica classica e la musica leggera e dove a nessuna di queste etichette venga appiccicato un giudizio di valore o un pregiudizio. Questa musica deve tornare nelle piazze; dobbiamo squarciare il velo che la avvolge e permettere a tutti di avvicinarsi alla bellezza del nostro mondo, del nostro suono”. Un mondo senza etichette stampate addosso, tradotte negli ostacoli che ha dovuto superare nel rivestire da donna un ruolo che solitamente è affidato agli uomini, quello del direttore d’orchestra. Una visione arcaica e stereotipata che è riuscita a sottrarre al costume popolare e a far rivalutare con senso critico e volontà di rinnovamento, supportata da una autentica passione verso la direzione di più elementi che, nel “dimostrare la modernità della tradizione”, riesce a spingersi oltre. Ascoltare la musica infatti equivale ad ascoltare il mondo che ci circonda.

È con semplicità e ironia, ad esempio, che viene mostrata in Allegro con fuoco quanta attualità risieda nelle opere liriche: se Tosca incarna la gelosia, Madama Butterfly è esempio di turismo sessuale, il destino che Bizet raccontato nella Carmen può ricordare i femminicidi di oggi, per non parlare della Bohème in cui Mimì e Rodolfo possono davvero rappresentare tutte le coppie del mondo. E se Puccini, conterraneo della Venezi, dal contesto ricava personaggi veri, il Verdi, nel cui conservatorio a Milano il direttore si diplomerà, trascina sul Nabucco un ideale patriottico e si avvicina al pubblico con la Traviata, il Rigoletto e il Trovatore. In Verdi le donne, pur sempre presenti, periscono, mentre in Puccini riescono a emergere diventando protagoniste. Tutto questo è reso possibile perché “l’opera ci insegna la bellezza di seguire fino in fondo le proprie idee, la bellezza di stare fuori dal coro per essere se stessi, la bellezza della libertà individuale”, come spiega l’autrice.

Non è allora eccezionale che una donna ricopra un ruolo del genere, con buona pace di chi vorrebbe sottendere un commento che ne sottovaluti le capacità, ma lo è nel suo senso più gratificante saper riconoscere nella musica a soli 28 anni un’arte di relazione, un’impresa di uguaglianza e tentare poi con ogni mezzo di divulgazione e conoscenza di esportarla e di raccontarla. “Prendendoci per mano potremo davvero impedirci di cadere”, perché solo una musica che per sua stessa natura resiste nel tempo e nello spazio saprà colorare e legare chi ne è investito.

 

Valentina Tatti Tonni

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