Ana Marìa Matute, il romanzo: Ricordo di un’isola

Ana Marìa Matute

Ricordo di un’Isola è un romanzo della straordinaria scrittrice spagnola Ana Marìa Matute pubblicato nel 1959 e edito per Fazi nel 2021 con la traduzione di Maria Nicola.
Il romanzo, il cui titolo originale è Primera Memoria, ha vinto il Premio Nadal nell’anno della pubblicazione ed è il primo della trilogia de Los Mercaderes, di cui fanno parte Los soldados lloran de noche (1964) e La trampa (1969).
Ana Marìa Matute è stata la terza donna a vincere il premio Cervantes (2010) per il romanzo breve Aranmanoth, ed è stata candidata al Premio Nobel per la Letteratura più volte.

Ricordo di un’isola, trama del romanzo di Ana Marìa Matute

Ambientato nelle Baleari, Ricordo di un’isola narra le avventure di Matia, una sediziosa ragazzina di appena quattordici anni, che è stata espulsa dal collegio per aver dato un calcio alla priora. Lontana dal padre, coinvolto negli scontri armati che si tengono sulla terra ferma, e orfana di madre, viene spedita a casa della ricca nonna. Le premesse della sua permanenza d’altronde non sono delle più rosee.

«Ti domeremo».

Siamo nel 1936, nel pieno della guerra civile spagnola. Maiorca è lontana dai conflitti, ma l’atmosfera di pace e serenità che regna sull’isola inizia a incrinarsi e a lasciare crepe nel quadro brillante e rasserenante dipinto dalla Matute.
L’isola è distante, ma i dissapori sono vividi ed è in quel momento che Matia comincia a leggere nei gesti e nelle parole il linguaggio arcano degli adulti, fatto di segreti celati. Suo cugino Borja, poco più grande di lei, sarà l’interprete di quel codice a lei ancora oscuro, l’accompagnerà nella sua perdita dell’innocenza tra scorrerie di ragazzini e sigarette rubate, assaporate stesi sul pavimento, con la schiena percorsa dal brivido di essere scoperti.
La Matute sovverte il topos dell’isola, luogo preservato dal male in cui rifugiarsi da pericoli lontani che diventa un covo pieno di insidie nascoste, dove tutto ciò che dovrebbe suscitare familiarità nasconde denti acuminati e lingue sibilanti.
Matia è l’isola, è alienata, una terra vergine ancora invalicabile e indomata e sente il peso nel petto, nel venire a patti con l’immoralità, la natura più squisitamente umana, delle persone che la circondano.
Nuovi sentimenti e sensazioni prenderanno il sopravvento: il desiderio nascente del corpo altrui, l’incontrollabile paura di eventi che lei stessa non vuole immaginare, la brama di conoscere la verità.
Sa di non essere più una bambina, ma il senso di inquietudine avvinghiato al suo cuore affatica la sua rinuncia allo status di infante, metaforizzato dal suo inseparabile pupazzo di pezza Gorogò. Nonostante la sua riluttanza, cerca di risultare più adulta agli occhi di suo cugino Borja.

In Ricordo di un’isola, Ana Marià Matute richiama temi cardine della sua florida produzione letteraria (quasi del tutto inedita in Italia), che trova terreno immaginifico nella prima parte della sua vita, durante la quale ha fatto esperienza della guerra civile combattuta in Spagna.
Narra gli eventi con lo sguardo innocente dei bambini, protagonisti dei suoi romanzi, così come lei stessa è stata spettatrice di eventi tanto tragici in età così giovane. A fare da controparte agli orrori della guerra, la Matute inserisce nei suoi scritti una componente fiabesca, a lei molto cara perché cresciuta leggendo Hans Christian Andersen e i fratelli Grimm.
Ricordo di un’isola è un romanzo che rievoca immagini straordinariamente vivide, colorate, con incastri lessicali che sono una delizia alla lettura.
La prosa lirica non è mai pesante, mantenuta da una scorrevole traduzione di Maria Nicola, che riesce a restituirci le atmosfere intense descritte dalla Matute.

Immagine: Fazi

Chi è Dana Cappiello

Classe 1991, laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione. Ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi, impiastricciando colori sui fogli. Quando però i pensieri hanno superato le mie maldestre capacità artistiche, ho iniziato a consumare decine di agende. Parlo molto e nel frattempo guardo serie tv e leggo libri.

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