«La mia vita assomiglia molto a un buco sottoterra: ne ha le stesse dimensioni, la medesima luce soffusa, che a volte è del tutto assente.»
Black Moor, esordio di Miriana Kuntz, prende forma a partire da questa immagine iniziale, che definisce subito il tono e la direzione del racconto. Pubblicato da Edizioni Jolly Roger, il romanzo – vincitore del Premio Letterario Stefano Nonnis 2025 – entra senza deviazioni nella materia narrativa, costruendo una prospettiva interna, compatta, coerente.
Scheda del libro Black Moor
| Caratteristiche del Libro | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | Black Moor |
| Autrice | Miriana Kuntz |
| Casa Editrice | Edizioni Jolly Roger |
| Riconoscimenti | Vincitore Premio Letterario Stefano Nonnis 2025 |
| Protagonista | Cloe |
Indice dei contenuti
Al centro c’è Cloe, giovane donna che vive una distanza costante rispetto a ciò che la circonda. Non è una frattura evidente, ma un disallineamento sottile, che si riflette nei rapporti familiari, nelle amicizie e nella gestione quotidiana delle emozioni. Tutto appare vicino, ma mai davvero accessibile.
«Credevo che la mia rabbia fosse il risultato di un’adolescenza vissuta per strada, e le mie manie soltanto una semplice via d’uscita dal buio di tutti i giorni. E invece no, mi portavo il mostro dentro come se fosse un bambino; anzi, quel mostro ero e sono io, un mostro incapace di amare senza cavilli violenti, uno di quelli dalla pancia grossa e dai denti taglienti.»
La trama di Black Moor: una protagonista in bilico
È proprio in questa consapevolezza che il romanzo trova uno dei suoi punti più solidi. Cloe non si limita a osservare il proprio disagio, ma lo riconosce, lo attraversa, lo espone. Il rapporto con Davide diventa allora uno spazio di tensione continua: un legame che prova a colmare il vuoto, ma finisce per metterlo ancora più a fuoco.
La vicenda si sviluppa senza cercare soluzioni rapide. Al contrario, accompagna la protagonista verso un confronto inevitabile con sé stessa, in cui ogni equilibrio si rivela precario.
Il significato del titolo Black Moor
Il riferimento al Black Moor, varietà di pesce rosso dal colore scuro, attraversa il romanzo come una traccia costante. Non viene mai esplicitato fino in fondo, ma resta sullo sfondo, orientando lo sguardo.
Essere visibili e allo stesso tempo restare ai margini: è in questa tensione che si costruisce il senso più profondo del titolo. Una condizione che non si risolve, ma che prende forma attraverso la narrazione.

Lo stile narrativo e i temi trattati
La lingua di Miriana Kuntz è diretta, asciutta, senza appoggi superflui. Le immagini sono nette, spesso dure, ma sempre controllate. Non c’è spazio per l’enfasi: tutto resta aderente alla voce della protagonista, ai suoi pensieri, alle sue percezioni.
Temi come il disagio mentale, la solitudine e l’identità emergono in modo progressivo, senza essere mai dichiarati apertamente. È il racconto stesso a definirli, attraverso una costruzione lineare e coerente caratterizzato da una scrittura che mantiene precisione e misura, senza rinunciare alla profondità.
Il libro è disponibile dal 15 aprile sui seguenti canali di vendita:
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