Blu Oltremare: l’amore tra i versi di Antonio Porcelli

C’è una funzione antica della scrittura – e della poesia in particolare – che ha a che fare con la catarsi: dare forma a ciò che attraversa, trasformare l’emozione in linguaggio per poterla guardare, comprenderla, forse persino attraversarla. È in questo spazio, sospeso tra urgenza e consapevolezza, che prende forma Blu Oltremare. Esercizi di fenomenologia dell’amore, pubblicato da IOD Edizioni nella collana La bottega delle idee diretta da Giuseppe Ferraro.

Blu Oltremare si colloca fuori dalle categorie tradizionali. Si presenta come un attraversamento emotivo, una scrittura che resta dentro ciò che accade, nel momento stesso in cui accade. L’amore viene osservato mentre prende forma, lasciato emergere nella coscienza e nelle parole, senza essere fissato in modo definitivo.

Informazioni chiave sul libro Blu Oltremare di Antonio Porcelli
Titolo Completo Blu Oltremare. Esercizi di fenomenologia dell’amore
Autore Antonio Porcelli
Casa Editrice e Collana IOD Edizioni (La bottega delle idee)
Struttura dell’opera Prosimetro (alternanza di poesia e prosa)
Sezioni principali Esistenzialismo blu, Erotica dell’emozione

Una scrittura che nasce dall’urgenza

A definirne la natura è lo stesso autore, che parla di «una raccolta di pensieri o meglio un esercizio del pensiero che talvolta assume le sembianze di poesia». Una dichiarazione che restituisce con chiarezza il senso di un’opera ibrida, sospesa tra riflessione e tensione poetica.

Il libro nasce da un’urgenza personale, quasi fisica. «Ho cercato in questo lavoro, che mi è bruciato sotto le mani, di fermare – senza voler fissare – il mio materiale emotivo nel momento in cui lo vivevo», scrive Antonio Porcelli. La parola diventa uno spazio di contatto con l’esperienza, un tentativo di restituirne il senso senza immobilizzarla.

L’incipit: una dichiarazione di poetica

A dare subito la misura di questa tensione è l’incipit della raccolta, che apre la sezione Esistenzialismo blu:

«Non esiste il nostro posto.
Forse esiste il nostro tempo e chissà chi se n’è accorto.
Esistono i giorni, quando sono diversi tra loro.
Esistono gli sguardi, solo quelli che ricordi.
Non si vive per la quiete
ma per l’inquieto senso del vivere.»

La sua è una ricerca inquieta, che rifiuta ogni forma di stabilità definitiva per restare dentro il movimento dell’esperienza. Esperienza che enfatizza il ruolo trasformativo della scrittura. I testi, nati tra il 2022 e il 2023, si configurano, infatti, come «esercizi di terapia fenomenologica», attraversamenti necessari più che costruzioni letterarie. «Scrivere significa sempre esistere, avere cioè la capacità di portare fuori da sé quello che è in sé», afferma l’autore, indicando nell’ars scribendi un movimento che coinvolge insieme corpo e coscienza.

Tra poesia e prosa: una fenomenologia dell’amore

La struttura del libro si articola in due movimenti: Esistenzialismo blu, dedicato all’indagine dell’interiorità, ed Erotica dell’emozione, centrata sull’incontro con l’altro. Due traiettorie che si intrecciano, restituendo le direttrici del lavoro: «il mio esistenzialismo e il dato amoroso». In questa prospettiva, l’opera si configura come una «fenomenologia dell’amore», un’osservazione del modo in cui l’eros si manifesta nella coscienza e si traduce nella vita quotidiana.

Dal punto di vista formale, Blu Oltremare si presenta come un prosimetro: una costruzione che alterna componimenti poetici e parti in prosa. Quest’ultima affianca i versi e ne amplia il valore semantico e filosofico, offrendo uno spazio di riflessione che dialoga con l’intuizione poetica.

L’amore, focus cardine, emerge come esperienza concreta, processo in divenire, costruzione fragile. L’autore lo descrive come qualcosa che modifica, espone, mette in discussione. Emblematica l’immagine dell’amante come un operaio in un cantiere aperto: consapevole della fragilità di ciò che costruisce, ma disposto a continuare.

La scrittura alterna frammenti poetici e riflessioni più distese, costruendo un dialogo continuo tra intuizione e pensiero. I versi catturano l’intensità dell’attimo, mentre la prosa ne esplora il significato. Anche le fasi più complesse – il disinnamoramento, il tradimento, il dolore – trovano spazio senza semplificazioni, come passaggi di un percorso che modifica lo sguardo sul mondo.

Porcelli invita a leggere il libro come «un vero e proprio diario delle emozioni, nel quale annoto di volta in volta i vertici e i vortici della mia emotività». Un tentativo di orientarsi dentro ciò che accade, di trattenere – almeno per un istante – ciò che per sua natura sfugge. «Quasi nella speranza di trattenerli, per poterli guardare meglio e riuscire a orientarmi nel groviglio mortale che ogni singolo essere umano esperisce», scrive.

Un libro da attraversare

Il titolo racchiude questa tensione. Il blu oltremare diventa metafora della profondità emotiva, uno spazio in cui convivono quiete e tempesta, vicinanza e distanza. Amare significa immergersi in questo mare interiore, accettando il rischio del naufragio insieme alla possibilità di una nuova consapevolezza.

Il libro, che stiamo leggendo in anteprima, non sembra offrire al lettore risposte definitive. Apre domande e lo accompagna piuttosto dentro un’esperienza. In questo movimento continuo e implacabile, come suggerisce l’autore, l’individuo smette di restare tale e «diventa realmente persona».

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