Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Diario di un bastardo su Tinder della Marlin Editore

“Diario di un bastardo su Tinder”, l’esordio di Ciro Zecca con la Marlin Editore

Diario di un bastardo su Tinder è il primo romanzo di Ciro Zecca, scrittore per il cinema originario di Sondrio. È pubblicato dalla casa editrice Marlin editore ed è un testo davvero inaspettato. Tale premessa è necessaria per approcciarvisi convinti, erroneamente, si tratti di un teen drama.

La scrittura è cruda, essenziale, efficace: non ci sono mezzi termini, anche i dettagli a sfondo sessuale sono trattati con semplicità e senza la minima ombra di imbarazzo. Sono tanti ma – leggendo il contenuto – appaiono immediatamente necessari al lettore, che finirà per immedesimarsi pienamente con quanto descritto.

Diario di un bastardo su Tinder: uno scorcio sulla Tinder Generation

Cos’è Tinder? Banalmente è un’applicazione per incontri (in inglese dating) che, nell’80% dei casi, non ha molto a che fare con il romanticismo. Ciò non significa però che chiunque voglia iscriversi non possa cercare la propria anima gemella, ma per farlo è necessario essere chiari da subito ed essere pronti a dover “switchare” molte, moltissime volte.

Il testo è un’autobiografia, una presa di coscienza profonda di un impenitente collezionista di incontri casuali e fini a se stessi. Non è certamente un’apologia, ma è il tentativo – lucido – di ripercorrere la propria vita, il proprio passato e le motivazioni che hanno indotto il protagonista stesso a scegliere un approccio del genere con il gentil sesso.

Si parla di sesso, quindi, nella maniera più esplicita, senza considerare che spesso è ancora un argomento trattato con distanza e ritrosia, indipendentemente dal proprio orientamento o dal proprio genere sessuale. L’approccio è scevro di bugie, infatti entrambi sanno che l’incontro raramente prevederà una replica. Ciò rende probabilmente non veritiero l’autoappellativo di “bastardo”: per il protagonista, forse, il solo non provare affezione e non desiderare legami di alcun tipo è sufficiente per sentirsi al di fuori della normalità.

Ciro infatti ci ha provato, ha tentato anche di allontanarsi da Tinder, ma – alla fine – nonostante il senso di solitudine e di incompletezza della propria esistenza non riesce a farne a meno o a privarsene così facilmente. Ogni esperienza, che descrive in maniera minuziosa, porta però con sé qualche insegnamento e l’idea che anche degli incontri effimeri possono avere qualcosa da regalare. Se proprio nulla, almeno l’adrenalina pre-incontro.

Diario di un bastardo su Tinder, quindi, è un libro davvero ben scritto e appassionato, ma non ha nulla a che vedere con l’essere bastardi. Tratta di affetto, disillusione, desiderio e superficialità, ma l’essere bastardi è altra cosa. Essere bastardi è dichiarare di volere una relazione e poi sparire (lasciare attraverso un sms è ormai diventato, banalmente, una via di mezzo quasi giustificabile); è scomparire dopo un mese, tagliare corto, con improbabili scuse come “non riesco ad avere una relazione in questo momento” e impegnarsi con qualcun altro il mese successivo; essere bastardi è raccontare bugie sui propri sentimenti, non cercare di apparire migliori davanti a qualcuno in quell’ora di sesso; essere bastardi è mostrare un interesse a scadenza, peggio ancora solo di natura virtuale; essere bastardi è non lasciare traccia; essere bastardi è visualizzare il messaggio e non rispondere. Essere bastardi, ormai, è moda.

Print Friendly, PDF & Email