Dodici Giorni, l’esordio di Amalia Marro | Recensione

dodici giorni recensione

Dodici Giorni è il romanzo di esordio di Amalia Marro. L’autrice, classe 1991, è nata a Caserta, ma ha vissuto i suoi vent’anni tra Italia, Paesi Bassi e Belgio. Esperta di letteratura comparata e studi anglo-americani e dei Paesi Bassi, attualmente si definisce musicista occasionale e autrice-in-corso. Sui suoi social si occupa di salute mentale, equality, self-love e narrazioni.

Dodici Giorni, trama

Ambientata tra lo stato di New York, la California e i Paesi Bassi, Dodici Giorni è un romanzo di formazione che racconta il passaggio dall’ adolescenza a l’età adulta di un gruppo di ragazzi, residenti a Starbright Beach.
La storia ruota attorno alle vite di Ray Johnson ed Edge Baker, due migliori amici da sempre innamorati della stessa ragazza, Angel McMahon.
Angel è ben voluta, ha una voce celestiale e un carattere mite, ma sarà messa alla dura prova dalle prime delusioni e dalle scelte complicate che rendono l’età adolescenziale e la prima fase dell’età adulta un periodo difficile.
Insieme ai loro amici, i protagonisti del romanzo si troveranno ad affrontare traumi, grandi dolori, ma anche incontenibili momenti di felicità.

Un romanzo tra familiarità e nostalgia

Dodici Giorni è un romanzo che racconta con estrema delicatezza la quotidianità di un gruppo di giovani amici e delle loro famiglie, la loro crescita nella piccola città di Starbright beach, un luogo immaginario, ma ben caratterizzato e distinguibile, che emana luce e familiarità attraverso le pagine.
Il senso di accoglienza trapela grazie alla scrittura limpida di Amalia Marro, che riesce a restituire al lettore l’intimità e la melancolia tipica di quella fase specifica della vita di ognuno.
L’autrice ci dona uno spaccato di quel periodo e investe tutto il range di emozioni che ci si ritrova a vivere per la prima volta durante quegli anni: le prime cotte che scoppiano nel petto, l’amicizia indivisibile, le folli gelosie, i gesti estremi e terribili al di fuori dalle logiche, ma anche le scelte che influiscono sul proprio futuro, la coronazione di lunghi amori, l’approccio con il mondo del lavoro.
La struttura narrativa del romanzo è divisa in dodici giorni, più uno, che fungono quasi da spioncino su momenti rilevanti, divisivi, delle storie dei protagonisti; istanti che li hanno resi chi sono e che hanno contribuito a formarli.
Ogni capitolo presenta più di un evento, legato agli altri dal filo inscindibile degli effetti a lungo termine delle proprie azioni; non solo dodici giorni, ma una vita insieme, costruita attraverso l’appartenenza a un nutrito gruppo, i cui componenti hanno personalità vivaci, colorate e ben delineate.
Con la sua prosa nitida, Amalia Marro porta il lettore in quegli ambienti vividi, gli permette di essere parte delle sue pagine e affezionarsi a ognuno dei personaggi descritti.
Dodici Giorni non è solo un romanzo di formazione, ma una retrospettiva per i più adulti di una fase nostalgica, in cui le emozioni sono sempre esagerate, strappate, quasi esplose e i cui effetti sono ancora  intensi nell’età adulta.

Immagine a cura di Amalia Marro e Madamepillow

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A proposito di Dana Cappiello

Classe 1991, laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione. Ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi, impiastricciando colori sui fogli. Quando però i pensieri hanno superato le mie maldestre capacità artistiche, ho iniziato a consumare decine di agende. Parlo molto e nel frattempo guardo serie tv e leggo libri.

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