Don Juan Tenorio, José Zorilla | Recensione

El Don Juan Tenorio

Don Juan Tenorio è un opera famosa di José Zorilla, ispirata alla leggenda del Don Juan, famosissima nella cultura spagnola. Scopriamo insieme i dettagli dell’opera e della leggenda. 

Biografia di José Zorilla 

José Zorilla y Moral nasce a Valladolid nel 1817, è il poeta romantico spagnolo più importante della sua epoca. La sua carriera da poeta inizia in Francia e successivamente in Messico grazie all’imperatore Massimiliano D’Austria. Negli anni scrive poesie e drammi di vario genere e con temi diversi, i più importanti sono sempre quello religioso e patriottico presenti nelle sue opere più importanti: “A buen juez, mejor testigo“, “El capitan Montoya” e ” El Cristo de la Vega“. Un altro tema importante è quello della redenzione e ne è la testimonianza il suo dramma più famoso “El Don Juan Tenorio” che narra la leggenda del Don Giovanni conclusasi nel migliore dei modi con la redenzione di quest’ultimo. Il poeta dopo una carriera di poeta e drammaturgo muore a Madrid nel 1893. 

La leggenda del Don Juan 

Il Don Juan è un personaggio molto famoso nella letteratura spagnolo che per la prima volta appare in un’opera teatrale di Tirso de Molina intitolata “Tan largo me lo fiais” e successivamente in un’altra opera teatrale del medesimo autore intitolata ” El Burlador de Sevilla“. El Don Juan è molto spesso conosciuto come una persona libertina, imbroglione (burlador) che seduce tante donne ma che alla fine lascia, non rispetta le regole, vive alla giornata e non tiene conto delle conseguenze. Non passano giorni senza che il Don Juan seduca una donna col suo fascino da impostore che finge di amare tutte e che alla fine si ritrova solo senza nessuno. L’opera più importante che rovescia questa leggenda è quella del “Don Juan Tenorio” di José Zorilla che riesce col suo estro a cambiare la storia. 

Don Juan Tenorio di José Zorilla

Quest’opera di José Zorilla è la più romantica delle altre due interpretazioni fatte da Tirso de Molina. El Don Juan Tenorio è un dramma a sfondo religioso divisa in due parti: la prima parte vede il Don Juan ancora come una figura libertina, con il suo fascino da impostore e seduttore di donne senza pietà, ma non è l’unica pecca di questo Don Juan, poiché era anche una persona che scommetteva su quante donne riuscisse a conquistare e quanti uomini uccidere di fatti. Questo rappresenta l’inizio della storia narrata in questa prima parte che vede Don Juan insieme a Don Luìs in un bar a Siviglia per concretizzare la scommessa, vinta senza dubbio da Don Juan.

Nel secondo atto ci sarà una scena d’amore tra don Juan e Doña Inés salvata da quest’ultimo nel convento in cui ella risiedeva. In questa scena vi è la dichiarazione d’amore dei due che dimostra quanto il Don Juan in realtà sia capace di provare sentimenti reali oltre all’essere un impeccabile seduttore senza vergogna di fatti, alla fine della prima parte Don Juan verrà sfidato a duello da Don Gonzalo che lo accusa di rapimento, quando alla fine Don Juan voleva solo proteggere Doña Inés per poterla sposare e dare fiducia di essere cambiato.

Tutto questo non porta a nulla di buono perché don Gonzalo non crede al cambiamento e Don Juan allora lo spara e abbandona Doña Inés ormai orfana. La seconda parte del dramma del Don Juan Tenorio è quella più significativa perché racconta il suo ritorno a Siviglia dopo 5 anni per far visita alla villa del padre ma tutto ciò che trova è un pantheon e un cimitero con le statue di Don Gonzalo, Doña Inès e Don Luis. Vedendo ciò si pente di quello che ha fatto ed è qui che entra in gioco il tema centrale del racconto, ovvero la redenzione che è rappresentata da un Don Juan in ginocchio sulla tomba di Doña Inés in lacrime mentre implora perdono per ciò che aveva commesso. Ma, mentre Don Juan prega, la statua in pietra di Doña Inés prende vita per comunicargli di avere un solo giorno per vivere ancora e per decidere il proprio destino. Questa scena tratta il Purgatorio e del patto fatto con Dio da parte di Doña Inés, la quale offrì la sua anima per salvare quella del Don Juan e Dio accettò con la sola condizione che dovesse essere infine Don Juan a scegliere tra la dannazione eterna o la salvezza per conto di entrambi. L’ultimo atto di questa seconda parte dell’opera viene rappresentata da due amici di Don Juan che lo vanno a trovare e lo convincono di non aver visto un semplice fantasma ma che era tutta realtà e allora non contento, Don Juan decide di invitare anche la statua di Don Gonzalo a cena che dopo tempo prende vita e fa svenire tutti gli altri invitati. Questa scena è importante perché fa capire quanto Don Gonzalo e Don Juan siano in lotta dato che lo svenimento degli invitati è stato inscenato per far si che i due potessero essere soli e per far sì che Don Gonzalo potesse rammentare ancora una volta la morte vicina del Don Juan. 

Insegnamenti tratti dall’opera 

L’insegnamento dell’opera è rappresentato nella terza parte dell’opera che vede Don Juan ritornare al cimitero condotto dall’anima di Don Gonzalo, il quale però lo fa andare sulla sua tomba ancora una volta rammentandogli il tempo di vita che gli rimane facendogli credere che Don Juan fosse già stato ucciso dopo la cena da uno dei due amici. Don Gonzalo così lo conduce all’inferno ma Don Juan si ribella e viene infine salvato dalla sua amata Doña Inés che lega in eterno la loro anima. Questo insegnamento fa riflettere molto perché rappresenta in pieno che chi sbaglia è costretto a pagare a volte anche con la vita ma che l’amore è sempre l’unico filo conduttore per la salvezza in questo caso guidato anche dalla redenzione da parte del più grande seduttore della cultura spagnola. La redenzione da parte del Don Juan insegna che anche il più grande manipolatore, impostore può cambiare e riuscire a provare sentimenti reali, bisogna solo incontrare la persona giusta. 

Fonte immagine: wikipedia

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