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Eroica Fenice

Dottor Ox

Dottor Ox: la manipolazione delle debolezze umane

Ultimo titolo della collana “Classici”, Dottor Ox è edito dalla Alessandro Polidoro Editore, moderna casa editrice napoletana che con quest’opera aggiunge un altro tassello al progetto di restituire al lettore opere trascurate dalla critica o ormai scomparse in libreria.

Dalla prosa incalzate e ritmata, grazie alla quale fu messo in scena a Parigi nel 1877 dal grande Jacques Offenbach, Dottor Ox è impreziosito dalle illustrazioni dell’epoca firmate da Lorentz Froelich.

Nella vasta produzione di Jules Verne, Dottor Ox, pubblicato la prima volta nel 1874, occupa un posto eccezionale.

Dottor Ox: la trama

Un misterioso scienziato, accompagnato dal suo assistente Igeno, appare all’improvviso a Quiquendone, una minuscola cittadina delle Fiandre, che ogni carta geografica ignora, e sottopone i suoi abitanti a un folle esperimento.

Tutto a Quiquendone si muove lentamente, tranquillo come un deserto, flemmatico, indolente, indifferente tanto “che un convento di Certosini, o uno stabilimento di sordomuti, non sarebbe stato più silenzioso”, fino a quando sulla città si abbatte una sciagura e la collettività precipita in una bagarre ingestibile.

Un uomo singolare il dottor Ox, un erudito, un fisiologo, i cui lavori erano conosciuti e apprezzati da tutta l’Europa scientifica, ma certamente un personaggio bizzarro, dal sangue caldo e impetuoso, la cui natura, com’è da immaginare, contrastava con gli abitanti di Quiquendone.

Ebbene, lo scienziato aveva deciso di illuminare a sue spese l’intera città con un gas più moderno, il gas ossidrico. La cittadina sembra dapprima invasa da un’aria più vivace, ma ben presto ci si accorge che l’indole e il temperamento dei suoi abitanti sta cambiando. Nei teatri, nelle adunanze del consiglio, come a qualsiasi riunione pubblica, un eccitamento bizzarro si impadroniva dei presenti per poi sfociare in acri contese. Tra i personaggi più eminenti ci si inizia già a chiedere: “come arrestare questi furori selvaggi? Come frenare questi temperamenti sfrenati?”.

Il male, nel tempo, invece di dissiparsi, si estende e avvolge non solo il regno animale, ma anche quello vegetale. Tutte le leggi della natura paiono scompigliate e persino le pietre si emancipano. In paese dilania caos e violenza. La fame è insaziabile e gli indisciplinati crescono giorno per giorno.Siamo forse invasi dal demonio?” Prendendo a pretesto un’antica contesa con una cittadina limitrofa, anche la guerra non si fa attendere. Chiunque, con qualsiasi arma, purché abbia risvegliato nel cuore una vendetta sopita. L’unico momento di pace è sulla torre più alta di Quiquendone, dove poter vivere “sopra le miserie di questo mondo”, dove l’aria non è ancora contaminata dal gas ossidrico, non ancora viziata dalle debolezze umane. “Non vi sembra che l’umanità sia meglio destinata a stare su queste alture, che a strisciare sulla scorza del nostro sferoide?” Quanto è diversa la realtà se la si guarda dall’alto. Lo scoppio del gasometro mette fine a quest’inferno, facendo cadere gli abitanti di Quiquendone come un esercito di soldatini di cartone. Tutto tace, nuovamente.

La scienza e l’uomo nel romanzo di Verne

Racconto apparentemente dal tono leggero e umoristico, Dottor Ox in realtà inizia a registrare il disincanto nei confronti della scienza, di cui Verne aveva narrato i prodigi in romanzi immortali come Il giro del mondo in ottanta giorni. Il testo, scritto subito dopo il successo di fama e ricchezza, ottenuto grazie al succitato e ben più famoso romanzo, fu considerato già nel 1975 una sorta di favola tanto psicologica quando fisiologica e veniva ascritto al genere umoristico perché il ricorso al comico era continuo e per nulla scontato. In realtà, per quanto leggero, il racconto di Verne porta sulle spalle il peso di definire le linee di un rapporto che ha condizionato fortemente la storia politica del Novecento fino ai giorni nostri, quello tra media, potere e società. L’esperimento condotto sulle masse dal Dottor Ox non mira affatto ad illuminarle, ma ad alterarne la coscienza fino a stadi estremi, fino a generare in loro atteggiamenti così violenti da entrare in guerra con i vicini.

Dottor Ox riprende il pessimismo del romanzo di avventura L’isola misteriosa, il cui epilogo vede il grande eroe ribelle Nemo, simbolo della lotta contro la potenza colonizzatrice dell’Impero britannico, soccombere ad un progresso che affonda le radici in una scienza ormai complice delle potenze dominatrici del mondo. Dottor Ox è la prima figura dello scienziato pazzo, frutto di una delusione forte, di una profonda sfiducia delle finalità progressiste della scienza.

Finalmente! Ora opereremo in grande, e sulle masse!”, dice il dottore al fido assistente Igeno, grazie al quale si eviterà la catastrofe. La missione è chiara: impiegare mezzi e flussi per ottenere il controllo dei comportamenti di massa che, in dimensioni ridotte, predice i bagni plebiscitari di Mussolini, o ancora l’inneggiare all’odio e all’intolleranza verso l’altro, la paura del diverso, di cui siamo ancora oggi vittime e carnefici.

Il Novecento non è mai finito e Dottor Ox può essere ancora tra noi, ad usare flussi comunicativi per illuminare le masse, in realtà con intenti di natura manipolativa, ad insegnarci che la moralità di una nazione, la sua dignità, il suo ingegno, il suo senso politico, non è che questione di molecole. “Li avete visti, contendersi e provocarsi con le parole e con gli atti! Trasformati fisicamente e moralmente”.

Jules Verne in Dottor Ox, oltre ad una grande riflessione sul rapporto tra potere e società, ci propina anche importanti considerazioni sull’uomo.

Il dottore opera con facilità in anima vili, su un’umanità senza passione, addormentata nel suo torpore. Il gas ossidrico dapprima permette agli abitanti di Quiquendone di respirare più liberamente, poi la frenesia degli animi, l’accelerazione compulsiva di qualsiasi corpo degenera. Gli uomini ansimano, si infiammano, urlano, si schiacciano l’uno contro l’altro, si scambiano parole dure e percosse, non si ascoltano e la loro furia sovverte ogni gerarchia, annulla ogni autorità rendendoli “ tutti uguali in quell’infernale eccitamento”.

L’uomo diventa cieco, cancella ogni buon senso e scatena il suo brutale istinto di sovrastare l’altro. Anche il governo è nel panico, cerca di organizzare carceri per gli indisciplinati, mentre gli abitanti continuano a chiedersi dov’è finita la calma di una volta. Dottor Ox descrive una degenerazione dello spirito, che perde progressivamente freni inibitori, la progressiva dissoluzione della coscienza morale. È la guerra di tutti contro tutti, originata dal caos e dal collasso della ragione, la cui fine non è determinata dalla presa di coscienza dell’inutilità del male, ma dallo scoppio del gasdotto, lasciando il lettore a domandarsi fino a che punto di degrado l’uomo può arrivare e se sia in realtà in grado di fermarsi.

Quando il lettore finirà di leggere l’ultima pagina di questa avventura si starà domandando forse cosa abbia fatto davvero il dottor Ox: ha alterato la coscienza dell’uomo fino a stadi estremi di pazzia o ce ne ha rivelato la vera natura?

Dottor Ox  della Alessandro Polidoro Editore:

 

 

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