Elodie Harper: Le lupe di Pompei | Recensione

Le lupe di Pompei, di Elodie Harper | Recensione

Recensione del libro Le lupe di Pompei di Elodie Harper: un racconto di resistenza e unione tutta al femminile.

Dal 20 settembre è disponibile in libreria Le lupe di Pompei, il nuovo romanzo di Elodie Harper pubblicato da Fazi Editore. Giornalista e scrittrice inglese, l’autrice ha studiato Letteratura latina come parte del suo corso di laurea in Lettere all’Università di Oxford. I suoi racconti hanno vinto diversi premi, tra cui il “Bazaar of Bad Dreams” nel 2016, assegnatole da Stephen King. Le lupe di Pompei, primo libro di una trilogia storica sulla vita delle donne nella Pompei antica, è il suo romanzo d’esordio: in corso di pubblicazione in sedici paesi, in Inghilterra ha avuto un successo clamoroso, raggiungendo i vertici delle classifiche di vendita e conquistando la critica, i librai e, soprattutto, i lettori.

Le lupe di Pompei di Elodie Harper: la trama

Le lupe di Pompei sono Amara, Didone, Vittoria, Berenice, Cressa. Ma nessuna di loro si chiama davvero così. Questi sono i loro nomi da schiave, costrette alla prostituzione nel bordello cittadino dal cinico padrone Felicio. Nella Pompei antica, che procede ignara incontro al proprio destino, vivendo contrasti abissali tra ricchezza e miseria, uomini e donne, cittadini liberi e schiavi privi di qualunque diritto, le ragazze che abitano il postribolo tentano ogni giorno di sopravvivere alla brutalità delle loro notti. Qualcuna, come Amara, ricorda un passato di libertà ed è decisa a riconquistarlo con ogni mezzo; altre, al contrario, sono nate schiave e non hanno conosciuto un’esistenza diversa. Ma nonostante il dolore di ogni storia personale e la continua gara per procacciarsi clienti, denaro e pane, le lupe possono contare le une sulle altre, farsi custodi delle reciproche debolezze e paure, proteggersi a vicenda ogni volta che è possibile, senza perdere la capacità di cogliere minuscole gioie quotidiane, ma soprattutto senza perdere la speranza: le strade di Pompei sono piene di opportunità e perfino chi non ha più nulla può trovare un’occasione per rovesciare la sorte in suo favore.

Con Le lupe di Pompei, primo capitolo di una trilogia imbastita sullo sfondo di una realtà lontana nel tempo ma brulicante di vita, Elodie Harper mette in scena un denso, avvincente racconto di resistenza umana e femminile, riuscendo a dar voce alle donne le cui storie sono rimaste ai margini della Storia.

Il romanzo d’esordio della Harper è così intenso e coinvolgente da riuscire a trascinare il lettore in un microcosmo brulicante di vita, il quale ci restituisce uno spaccato perfetto della società della Pompei del I secolo d.C., fatta di ingiustizie e disparità sociale. La ricostruzione storica è precisa e dettagliata. L’ autrice guida il lettore attraverso una Pompei che viene rappresentata partendo da una prospettiva particolare: dal fondo del baratro infernale di chi vive nei bassifondi, nell’abisso della disperazione di chi vive nella condizione di schiavitù e di prostituzione. Il postribolo, le terme, la taverna sono gli scenari privilegiati in cui si realizza il dramma delle lupe e della loro lotta per la libertà.

La trama de Le lupe di Pompei è intrigante e avvincente e siamo solo all’inizio della trilogia. L’aspetto più interessante del romanzo è, sicuramente, il realismo con cui Elodie Harper ha delineato il racconto e i suoi personaggi, facendo emergere una realtà cruda e terribilmente dolorosa. Il racconto approfondito della vita delle lupe, che ogni giorno devono sottomettersi alle angherie del loro patrono e degli uomini che devono soddisfare per guadagnarsi da vivere, si intreccia alle storie del loro passato felice e di libertà. Ricordi lontani, remoti, quasi come se non fossero più parte della loro vita, un’esistenza fatta ora solo di umiliazioni, di perdita del proprio nome, della propria identità e, soprattutto, della propria dignità di donne.

Amara, Didone, Vittoria, Berenice, Cressa: sono tutte protagoniste di questo racconto corale al femminile. Ognuna ha la propria storia alle spalle, i propri sogni, le proprie speranze di una vita migliore e, anche quando non sembra esserci più una possibilità di futuro per loro, lottano unite, insieme condividono le loro paure e il loro dolore per cercare di riemergere dal buio, di riconquistare una vita normale, di riappropriarsi del pieno dominio sul proprio corpo e su loro stesse. Un mondo tutto al femminile in cui l’autrice ci dà la possibilità di sentire le voci di chi viene dimenticato dalla storia, la quale rende immortale solo chi detiene il potere.

Fonte immagine: Fazi Editore.

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A proposito di Rosaria Cozzolino

Sono nata il 13 marzo 1998 a Pollena Trocchia (NA). Fin dall’infanzia ho sempre cercato nuovi modi per esprimere la mia creatività e il mondo delle arti mi ha sempre affascinata e attratta. Ho frequentato per quattordici anni la scuola di danza classica e contemporanea “Percorsi di Danza” di Angelo Parisi, per poi abbracciare un’altra mia grande passione, il teatro, entrando nell’ “Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema” di Gianni Sallustro. La letteratura e la cultura umanistica in tutte le sue sfaccettature sono da sempre il faro costante della mia vita e ho deciso di assecondare questa mia vocazione frequentando il liceo classico Vittorio Imbriani di Pomigliano D’Arco (NA). Nel 2017 mi sono iscritta alla facoltà di Lettere Moderne presso l’università Federico II (NA) e ho conseguito la laurea nel luglio 2021 con una tesi in Letterature Moderne Comparate. Al momento sono specializzanda in Filologia Moderna sempre presso la Federico II e continuo a coltivare tanti interessi: la lettura, il cinema, le serie tv, il teatro, l’arte ma anche i viaggi e la scoperta di posti nuovi. Credo fermamente che la cultura sia il nutrimento migliore per l’anima ed è quello che vorrei trasmettere con la scrittura.

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